L’Ue vuole “ripensare l’istruzione”

novembre 2012

Nell’Unione europea il tasso medio di disoccupazione giovanile è vicino al 23%, ma allo stesso tempo ci sono più di 2 milioni di posti di lavoro vacanti che non vengono occupati. «L’Europa ha bisogno di un ripensamento radicale del modo in cui i sistemi d’istruzione e formazione possono impartire le abilità di cui ha bisogno il mercato del lavoro. La sfida non potrebbe essere maggiore visto il contesto di diffusa austerità e di tagli dei bilanci dell’istruzione» sostiene la Commissione europea,  che a tal fine ha presentato una nuova strategia denominata “Ripensare l’istruzione” per incoraggiare gli Stati membri ad adottare un’azione immediata in modo da assicurare che i giovani sviluppino le abilità e le competenze necessarie al mercato del lavoro e a raggiungere i loro obiettivi di crescita e occupazione.

La nuova strategia sollecita un importante cambiamento d’impostazione nel campo dell’istruzione, «che darà maggiore rilievo ai “risultati apprenditivi”, cioè le conoscenze, le abilità e le competenze che gli studenti acquisiscono. Aver passato del tempo in un sistema scolastico non basta più. Bisogna migliorare in modo significativo le abilità di base in tema di lettura, scrittura e matematica, sviluppare o rafforzare le abilità imprenditoriali e lo spirito d’iniziativa» dichiarano gli estensori della proposta.

Modernizzare l’insegnamento

Secondo la Commissione europea, «per assicurare che l’istruzione risponda meglio ai bisogni degli studenti e del mercato del lavoro si devono adattare e modernizzare le strategie docimologiche». Così, l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic) e di risorse educative aperte (Oer) dovrebbe essere esteso a tutti i contestiapprenditivi, mentre gli insegnanti devono aggiornare le loro abilità mediante una formazione costante.

La strategia sollecita inoltre gli Stati membri a consolidare i legami tra l’istruzione e il mondo del lavoro, a portare l’impresa nelle aule scolastiche e a dare ai giovani un’idea di cos’è il mondo del lavoro attraverso un apprendimento basato sul lavoro.

I ministri dell’Istruzione dell’Ue sono inoltre incoraggiati a intensificare la loro cooperazione in materia di apprendimento sul lavoro a livello nazionale ed europeo.

Tra le altre misure proposte vi sono un nuovo parametro di riferimento per l’apprendimento delle lingue, linee guida sulla valutazione e sullo sviluppo dell’educazione all’imprenditoria e un’analisi d’impatto a livello di Ue sull’uso delle Tic e delle Oer nell’istruzione per preparare la via a una nuova iniziativa prevista per il 2013, intitolata “Aprire l’istruzione” e volta a massimizzare le potenzialità delle Tic in un contesto di apprendimento.

Perché una nuova strategia

«Le abilità sono la chiave della produttività e l’Europa deve rispondere adeguatamente all’aumento – constatabile su scala mondiale – della qualità dell’istruzione e dell’offerta di abilità» sostiene la Commissione, ricordando chesecondo le previsioni nel 2020 più di un terzo dei posti di lavoro nell’Ue richiederà qualifiche di livello terziario e soltanto il 18% corrisponderà a lavori che richiedono una bassa qualifica.

Inoltre, alcuni dati del contesto europeo citati dalla Commissione spiegano il perché dell’iniziativa. Attualmente 73 milioni di cittadini europei, circa il 25% degli adulti, possiedono un livello d’istruzione basso. Circa il 20% dei quindicenni non ha abilità adeguate in tema di lettura e scrittura e in cinque Paesi più del 25% ha scarso rendimento nella lettura (Bulgaria 41%, Romania 40%, Malta 36%, Austria 27,5% e Lussemburgo 26%). In diversi Stati membri la dispersione scolastica rimane a livelli «inaccettabilmente elevati»: ad esempio, in Spagna si situa al 26,5% e in Portogallo al 23,2%, mentre l’obiettivo dell’Ue è di scendere sotto il 10%. Meno del 9% degli adulti partecipa all’apprendimento permanente, rispetto a un obiettivo dell’Ue fissato al 15%.

Secondo AndroullaVassiliou, commissaria europea per Istruzione, Cultura, Multilinguismo e Gioventù, «l’Europa ritornerà a una crescita sostenuta soltanto se produrrà persone altamente qualificate e versatili in grado di contribuire all’innovazione e all’imprenditoria. A tal fine è essenziale un investimento efficiente e mirato, ma è chiaro che non raggiungeremo i nostri obiettivi riducendo i bilanci destinati all’istruzione».

COME RIPENSARE L’ISTRUZIONE: PUNTI CHIAVE DELLA STRATEGIA UE

• Si deve porre un accento più forte sullo sviluppo delle abilità trasversali e delle abilità di base a tutti i livelli.

• Un nuovo parametro di riferimento per l’apprendimento delle lingue straniere: entro il 2020 almeno il 50% dei quindicenni dovrebbe conoscere una prima lingua straniera (rispetto al 42% di oggi) e almeno il 75% dovrebbe studiare una seconda lingua straniera (rispetto al 61% di oggi).

• Occorrono investimenti per costituire sistemi d’istruzione e formazione professionali di eccellenza mondiale e innalzare i livelli dell’apprendimento sul lavoro.

• Gli Stati membri devono migliorare il riconoscimento delle qualifiche e delle abilità, comprese quelle ottenute al di fuori del sistema formale d’istruzione e formazione.

• Si devono sfruttare appieno le tecnologie, in particolare Internet. Le scuole, le università e le istituzioni d’istruzione e formazione devono ampliare l’accesso all’istruzione facendo uso delle risorse educative aperte.

• Queste riforme devono essere supportate da insegnanti adeguatamente formati, motivati e dotati di spirito imprenditoriale.

• I finanziamenti devono essere adeguatamente mirati per massimizzare il ritorno sugli investimenti. Occorre un dibattito sia a livello nazionale che di Ue in tema di finanziamento dell’istruzione, specialmente per quanto concerne l’istruzione professionale e l’istruzione superiore.

• È essenziale un approccio di partenariato. Occorrono finanziamenti sia pubblici che privati per promuovere l’innovazione e aumentare la fertilizzazione incrociata tra il mondo universitario e le imprese.

Fonte e informazioni:http://ec.europa.eu/education/news/rethinking_en.htm

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