Come cambia il consumo di droghe in Europa

novembre 2012

Crollo del consumo di eroina, diminuzione di quello di cocaina, consumo e produzione intensiva di cannabis e boom di nuove droghe: sono queste le tendenze del fenomeno delle droghe in Europa rilevate dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt-Emcdda) dell’Ue, che in novembre ha pubblicato la sua Relazione annuale 2012.

Eroina “fuori moda”

«Possiamo dirigerci verso una nuova era in cui l’eroina avrà un ruolo meno centrale nel fenomeno della droga in Europa» scrivono i ricercatori dell’Osservatorio europeo rilevando che, pur rimanendo la causa principale delle patologie e dei decessi correlati all’assunzione di droghe all’interno dell’Unione europea, il consumo di eroina è in calo nella maggior parte dei Paesi europei: «Si riscontra sempre più che in alcune parti dell’Europa di oggi le nuove iniziazioni al consumo di eroina sono diminuite, la disponibilità della sostanza stupefacente è diminuita e, recentemente, alcuni Paesi ne hanno sperimentato l’acuta scarsità» si legge nella Relazione.

Oggi, oltre la metà degli 1,4 milioni di consumatori regolari di oppioidi nell’Ue e in Norvegia (per lo più consumatori di eroina) ha accesso alle terapie sostitutive per la dipendenza da oppioidi. Ma si sta registrando un deciso calo delle iniziazioni per eroina: in tutta Europa, il numero di coloro che accedono per la prima volta a una terapia specialistica per il consumo di eroina è sceso da 51.000 nel 2005 a 46.000 nel 2010; calo evidente, tra l’altro, nei Paesi caratterizzati da lunghe epidemie di eroina come l’Italia, il Portogallo e il Regno Unito. I nuovi dati mostrano anche una lieve diminuzione dei decessi correlati a oppioidi negli Stati membri dell’Ue e in Norvegia, passati da circa 7600 nel 2009 a 7000 nel 2010.

Inoltre, gli indicatori di mercato suggeriscono che l’eroina è sempre meno disponibile per le strade d’Europa: il calo del numero di reati connessi all’eroina osservati nel 2009 è proseguito nel 2010, e anche gli ultimi dati relativi ai sequestri segnalano una riduzione generale dell’offerta di eroina.

Tutti questi elementi costituiscono un quadro piuttosto chiaro, sottolineato dall’Osservatorio europeo: «È in corso uncambiamento nei modelli di consumo di droga in Europa». Alcuni Paesi riferiscono che altri oppioidi, diversi dall’eroina, sono attualmente segnalati come principale droga problematica da un’elevata percentuale di pazienti che entrano in terapia (soprattutto fentanil e buprenorfina, oppioidi sintetici). Nel contempo, in alcuni Paesi è stato osservato che i consumatori problematici di stupefacenti assumono sostanze diverse dagli oppioidi nei periodi di carenza di eroina: catinoni per via parenterale (Ungheria) e amfetamine (Ungheria, Lettonia), nonché un maggiore uso di benzodiazepine e altri farmaci (Irlanda, Slovenia).

L’Oedt stima che, fra i pazienti che si sottopongono per la prima volta a una terapia, la percentuale del consumo di eroina per via parenterale è diminuita a circa un terzo (38%) nel 2009 da oltre la metà (58%) nel decennio precedente.

Segnali di declino per la cocaina

Negli ultimi dieci anni la cocaina si è affermata come la sostanza stimolante illecita più consumata in Europa, sebbene la maggior parte dei consumatori si trovi in un numero ristretto di Paesi occidentali dell’Ue. Circa 15,5 milioni di europei (di età compresa tra 15 e 64 anni) hanno provato la cocaina una volta nella vita e circa 4 milioni l’hanno consumata nell’ultimo anno. «Sebbene il consumo di cocaina continui a rappresentare una parte importante del problema delle droghe stimolanti, i dati di oggi confermano però che la sua popolarità e l’immagine di “droga di status” potrebbe essere in declino» affermano gli autori della Relazione dell’Osservatorio europeo. A tale proposito segnali positivi giungono soprattutto dai Paesi con maggiore prevalenza: Danimarca, Irlanda, Spagna, Italia e Regno Unito, i cinque Paesi dell’Ue con i più alti livelli di consumo, riferiscono un certo calo nell’ultimo anno tra i giovani adulti (15-34 anni), a conferma di una tendenza osservata anche in Canada e negliStati Uniti. La riduzione del consumo, nota l’Oedt, può essere spiegata da una maggiore consapevolezza da parte dei potenziali consumatori, delle conseguenze negative dell’uso di cocaina, mentre la ridotta qualità della cocaina (minore purezza) può anche indurre alcuni consumatori a passare ad altri stimolanti (l’indice dell’Oedt sulla purezza media della cocaina nell’Ue segnala una diminuzione del 22% negli ultimi cinque anni).

La Relazione mostra che il numero di sequestri di cocaina in Europa continua a scendere e anche i quantitativi di cocaina sequestrati sono in declino. Inoltre, il fatto che un numero inferiore di consumatori di droga acceda al trattamento per i problemi legati al consumo di cocaina, conferma il calo della sua popolarità.

Grande consumo e produzione di cannabis

L’Europa, grande consumatore di cannabis, è oggi anche un importante produttore di questa sostanza stupefacente che è la più comune e diffusa nel suo territorio. La Relazione descrive un notevole cambiamento nel mercato europeo della cannabis, con una tendenza generale verso la “sostituzione delle importazioni” (prodotti di cannabis importati sostituiti da quelli coltivati all’interno dei confini europei). Ventinove Paesi sui 30 che trasmettono dati all’Oedt documentano la coltivazione di foglie di cannabis (marijuana); in due terzi di questi Paesi, il consumo di cannabis è ora dominato da prodotti a base di erbe e l’altro terzo da resina importata (hashish).

Circa 80,5 milioni di europei (15-64 anni) hanno provato una volta la cannabis e circa 23 milioni di europei ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. Gli ultimi dati europei confermano la tendenza generale di stabilizzazione o calo del consumo di cannabis relativo agli ultimi anni fra i giovani adulti (15-34 anni). L’ultimo progetto di indagine europea nelle scuole su alcol e altre droghe (Espad, del 2011) ha rilevato che, nella metà dei 26 Paesi che trasmettono dati, fra gli studenti (15-16 anni) è stato riscontrato un andamento stabile del consumo una tantum di cannabis, mentre nella restante metà esistono tendenze divergenti: 9 Paesi hanno mostrato un aumento significativo, il più spiccato dei quali è riferito da Francia, Lettonia, Ungheria e Polonia, mentre 4 Paesi hanno segnalato riduzioni (Danimarca, Malta, Slovacchia, Regno Unito).

«Destano preoccupazioni i circa 3 milioni di europei (15-64 anni) che continuano a consumare su base giornaliera, cioè circa l’1% della popolazione adulta europea» affermano gli autori della Relazione, secondo i quali «qualsiasi ottimismo circa i livelli costanti di consumo deve essere mitigato dal fatto che questa droga rimane un importante problema di salute pubblica: circa il 25% dei pazienti che iniziano la terapia afferma che la cannabis costituisce la loro principale droga problematica».

Il mercato complesso delle nuove droghe

L’Europa si trova poi ad affrontare un mercato di sostanze stimolanti sempre più complesso, costituito da un’ampia varietà di polveri e pillole. Sebbene la cocaina, l’ecstasy e le amfetamine continuino a essere i principali protagonisti sulla scena delle sostanze stimolanti, esse devono però competere con un numero crescente di droghe sintetiche emergenti, come ad esempio i catinoni – uno dei maggiori gruppi di nuove droghe attualmente segnalate in Europa. Anche altri stimolanti sono tuttavia attualmente sotto esame, per esempio la metanfetamina, che secondo alcuni indicatori starebbe infiltrando ulteriormente il mercato. «Agli occhi del consumatore queste droghe possono essere, in certa misura, prodotti intercambiabili, per i quali la disponibilità, il prezzo e la purezza influenzano fortemente la scelta dei consumatori originando un mercato estremamente volatile» spiegano i ricercatori dell’Oedt. La Relazione descrive inoltre come i consumatori possono spesso non essere a conoscenza di ciò che stanno effettivamente acquistando.

Esistono infine le vere e proprie “nuove droghe”, cioè sconosciute in precedenza, che continuano a essere notificate nell’Ue al ritmo di circa una a settimana. Un totale di 49 nuove sostanze psicoattive è stato notificato ufficialmente per la prima volta nel 2011 attraverso il sistema di allerta rapido dell’Ue(Ews): dato che rappresenta il maggior numero di sostanze mai registrato in un solo anno, in aumento rispetto alle 41 sostanze segnalate nel 2010 e alle 24 segnalate nel 2009. E i dati preliminari per il 2012 non mostrano segni di declino, con oltre 50 sostanze già rilevate.

I due principali gruppi di nuove droghe monitorate dal sistema di allerta rapido sono i catinoni sintetici (ad es. il mefedrone o l’mdpv, che possono simulare gli effetti della cocaina) e i cannabinoidi sintetici (che si trovano, ad esempio, nei prodotti “Spice”). Particolarmente degno di nota nel 2011 è stato il crescente numero e la maggiore varietà delle sostanze notificate. Tutte le nuove droghe notificate lo scorso anno, e quelle notificate finora nel 2012, sono droghe sintetiche.

Unitamente all’aumento della varietà di nuove droghe, l’Oedt rileva l’aumento di sostanze chimiche psicoattive meno note contenute in prodotti venduti come “droghe legali”. Sebbene i livelli di uso complessivo di queste droghe restino relativamente bassi, esiste la possibilità di un maggior interesse all’uso tra alcuni gruppi. Un’indagine svolta da Eurobarometro nel 2011 sul comportamento dei giovani rispetto alle droghe ha calcolato che, in media, il 5% dei giovani intervistati (15-24 anni) ha riferito di aver usato “droghe legali” a un certo punto della propria vita, sebbene i livelli varino da Paese a Paese.

Anche per questo aumentano sensibilmente le vendite on-line di cosiddette “droghe legali”: uno studio condotto dall’Oedt  nel 2012 sui negozi on-line di “droghe legali” ha individuato un numero record di 693 negozi che vendono presumibilmente prodotti psicoattivi ai Paesi dell’Ue, in forte aumento rispetto ai 170 del gennaio 2010. Sebbene a guidare la classifica delle dieci “droghe legali” offerte più frequentemente on-line siano tre prodotti naturali (il kratom, la salvia e i funghi allucinogeni), le altre sette sostanze sono sintetiche (soprattutto catinoni sintetici quali 4-mec, mdpv). La Relazione osserva che «fino ad oggi, i destinatari della maggior parte delle nuove droghe sono stati gli utilizzatori di stupefacenti ad uso ricreativo. Tuttavia, in alcuni Paesi gli utilizzatori problematici di droghe stanno consumando anche nuove droghe e in certi casi per via parenterale in tempi di penuria di eroina».

Fonte e informazioni:

www.emcdda.europa.eu

STRATEGIE CONTRO LA MINACCIA DELLE DROGHE EMERGENTI

In tutta Europa si stanno elaborando misure per ridurre la domanda di nuove droghe e la loro fornitura, così la Relazione 2012 dell’Oedt descrive come diversi Paesi hanno risposto con «innovative modifiche alla loro legislazione o alle politiche di applicazione». La tendenza principale sembra concentrarsi sulle sanzioni per la fornitura piuttosto che per l’uso.

Irlanda (2010), Romania (2011) e Austria (2012) hanno introdotto il nuovo diritto penale che sanziona la distribuzione, la vendita o la pubblicità non autorizzate di nuove sostanze psicoattive. Altri Paesi hanno modificato le leggi esistenti per rafforzare o accelerare le procedure di controllo delle droghe. La Polonia (2010), ad esempio, ha modificato la sua legge antidroga per proibire la distribuzione di nuove sostanze, mentre l’Ungheria (2010) e la Finlandia (2011) hanno istituito commissioni di valutazione del rischio per informare il processo decisionale. Nel 2011 e 2012, rispettivamente, il Regno Unito e l’Ungheria hanno approvato nuove procedure, diventando gli ultimi Paesi a introdurre “controlli temporanei” su una sostanza, in attesa di un esame più approfondito dei danni associati alla droga in questione e di una decisione sulle sanzioni permanenti.

Negli ultimi anni, le leggi antidroga di diversi Paesi hanno introdotto i controlli su famiglie di sostanze chimiche (controlli generici) piuttosto che su singole sostanze. Nuovi sviluppi in questo settore sono segnalati da: Lussemburgo (2009, cannabinoidi sintetici); Italia (2011, cannabinoidisintetici e catinoni); Cipro (2011, cannabinoidi sintetici, catinoni, fenetilamine), Danimarca (2012, cannabinoidi sintetici, catinoni, fenetilamine, triptamine) e Francia (2012, catinoni).

Le leggi antidroga, però, non sono l’unico mezzo utilizzato per affrontare le sfide poste da queste nuove sostanze. I Paesi stanno anche ricorrendo alle loro leggi sulla sicurezza dei farmaci e dei consumatori, ad esempio, per affrontare il problema. Norme di sicurezza dei consumatori che richiedono che la merce in vendita sia accuratamente etichettata in relazione all’uso previsto sono state invocate per confiscare i prodotti “Spice” in Italia, e il mefedrone etichettato come “sali da bagno” e “alimento vegetale” nel Regno Unito.

Fonte e informazioni:www.emcdda.europa.eu

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