Capacità di innovazione delle regioni europee

novembre 2012

L’innovazione è uno dei principali motori della crescita economica e dell’occupazione, per questo è monitorata dalla Commissione europea che all’inizio di novembre ha presentato un Quadro di valutazione comparativa delle regioni europee in materia, che prende in esame la capacità innovativa di 190 regioni dei Paesi dell’Unione europea nonché della Croazia, della Norvegia e della Svizzera.

Questo Quadro di valutazione regionale per l’innovazione 2012 classifica le regioni europee in gruppi determinati dalle prestazioni messe in atto in materia di innovazione: ci sono 41 regioni nel primo gruppo definito “leader dell’innovazione”, 58 le regioni che appartengono al secondo gruppo dei “seguaci dell’innovazione”, 39 regioni sono invece “innovatori moderati” e 52 regioni sono nell’ultimo gruppo denominato degli “innovatori modesti”.

Variazioni più a livello regionale che nazionale

I risultati mostrano che vi è una notevole diversità nel campo dell’innovazione regionale, non solo tra i vari Paesi europei ma anche all’interno degli stessi. La maggior parte dei Paesi presenta infatti regioni con diversi livelli di capacità di innovazione. Gli esempi più evidenti riguardano la Francia e il Portogallo: in entrambi i Paesi leperformance delle regioni (compresi i territori d’oltremare) variano da livelli di “leader dell’innovazione” a quelli di “innovatori modesti”.

Altri Paesi con ampie variazioni in termini di prestazioni regionali sono Repubblica Ceca, Finlandia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito: tutti hanno almeno una regione in tre diversi gruppi di prestazioni di innovazione. I Paesi invece più omogenei a livello regionale sono i “moderati innovatori” Grecia, Ungheria, Polonia e Slovacchia, dove tutte le regioni a eccezione di una ciascuno sono appunto “innovatori moderati”. La situazione è simile in Romania e Bulgaria, dove la maggior parte o tutte le regioni appartengono al gruppo degli “innovatori modesti”.

Le regioni più innovative

Le regioni più innovative dell’Ue sono generalmente quelle dei Paesi più innovativi: Svezia, Danimarca, Germania e Finlandia. In Germania, 12 regioni su 16 sono “leader dell’innovazione”, in Finlandia 3 regioni su 5 e in Svezia 5 su 8. Solo in Danimarca la maggior parte delle regioni appartiene al gruppo dei “seguaci dell’innovazione” e 2 su 5 sono “leader dell’innovazione”, compresa la regione della capitale Copenaghen.

La diversità di innovazione regionale è invece molto bassa in Svizzera, Paese non Ue, che secondo il Quadro valutativo della Commissione europea supera tutti gli Stati membri dell’Unione europea: tutte le regioni svizzere, tranne una, sono infatti “leader dell’innovazione”.

Punti di forza e di debolezza per l’innovazione

Le regioni analizzate mostrano diversi punti di forza e di debolezza nella loro capacità d’innovazione. Così come tra i “leader” e i “seguaci” di innovazione nazionali, la maggior parte dei “leader” e “seguaci” regionali presenta un sistema equilibrato di innovazione, il che significa che fa rilevare un punteggio elevato in un certo numero di indicatori diversi, come spese per ricerca e sviluppo (R&D) di soggetti pubblici e privati, attività innovative delle piccole e medie imprese (Pmi), collaborazione tra pubblico e privato ​​nella ricerca e nell’innovazione, lo sviluppo di innovazioni tecnologiche e non, il numero di brevetti, nonché la commercializzazione di prodotti innovativi e l’occupazione in produzioni di alta tecnologia e servizi ad alta intensità di conoscenza.

Le regioni a innovazione “moderata” e “modesta” hanno invece una struttura di innovazione meno equilibrata. In particolare, soffrono di un’attività di innovazione relativamente bassa delle Pmi e molto bassa in ricerca e sviluppo. Inoltre, in queste regioni la collaborazione in materia di innovazione tra le imprese e tra queste e le amministrazioni pubbliche è molto al di sotto della media europea. Il risultato è un numero relativamente basso di brevetti e prodotti tecnologici e non tecnologici innovativi in queste regioni.

Le regioni delle capitali spesso leader nazionali

Quasi tutte le regioni delle capitali europee analizzate sono leader nazionali per l’innovazione. In alcuni Stati membri le regioni delle capitali svolgono un ruolo eccezionale con prestazioni di innovazione decisamente migliori rispetto al livello medio nazionale: è il caso di Repubblica Ceca e Portogallo, entrambi Paesi “innovatori moderati”, dove le regioni delle rispettive capitali Praga e Lisbona appartengono invece al gruppo dei “leader di innovazione” europei.

Nei Paesi identificati come “innovatori moderati” dal Quadro di valutazione europeo, le regioni più innovative sono in genere quelle delle capitali: Praha in Repubblica Ceca, Attiki in Grecia, Bratislavskýkraj in Slovacchia, Közép-Magyarország (regione della capitale Budapest) in Ungheria, Mazowieckie (Varsavia) in Polonia e Lisboa in Portogallo. Allo stesso modo, la regione a “modesta” innovazione Bucuresti-Ilfov della capitale rumena Bucarest è molto più innovativa rispetto a qualsiasi altra regione del Paese.

Risultati stabili, ma emergono alcuni leader

Le performance regionali sono rimaste relativamente stabili dal 2007, così la maggior parte delle regioni europee sembra mantenere il potenziale di innovazione e di attività. Tuttavia, si rilevano evidenti movimenti migliorativi. Il numero di regioni “leader dell’innovazione” è aumentato di 7 unità tra il 2007 e il 2011. Quattro regioni hanno migliorato le loro prestazioni passando dai gruppi di innovatori “moderati” o “modesti” a quello di “seguaci dell’innovazione”. Otto regioni mostrano un continuo miglioramento delle loro capacità d’innovazione nel corso dei tre Quadri di valutazione effettuati finora (2007, 2009, 2012): la tedesca Niedersachsen, le francesi BassinParisien e Ouest, le italiane Calabria e Sardegna, la polacca Mazowieckie, la portoghese Lisboa e la regione svizzera del Ticino.

Regioni leader con buon accesso alle sovvenzioni dell’Ue

La maggior parte delle regioni a innovazione “moderata” e “modesta” riesce a malapena a utilizzare i fondi del Programma quadro dell’Ue, mentre solitamente si tratta di grandi consumatori di Fondi strutturali per l’innovazione aziendale.

Diverse regioni “leader dell’innovazione”, invece, hanno successo nell’attrarre le sovvenzioni nell’ambito del Programma quadro di ricerca e sviluppo: oltre il 90% dei principali beneficiari di questi fondi è rappresentato da leader regionali per l’innovazione.

Il Quadro di valutazione regionale per l’innovazione 2012 dimostra che in questa fase non vi è un collegamento diretto tra mancanza di capacità innovativa e uso dei fondi comunitari: ad esempio, alcune delle regioni più dinamiche e in miglioramento come BassinParisien e Ouest sono utenti marginali di fondi comunitari; allo stesso tempo, invece, in Calabria, Sardegna e Mazowieckie il costante aumento delle prestazioni di innovazione è avvenuto durante il periodo di maggiore utilizzo dei fondi comunitari.

Fonte e informazioni:

http://ec.europa.eu/enterprise/policies/innovation/policy/regional-innovation/index_en.htm

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