Grecia: l’uscita dalla crisi secondo la Commissione

giugno 2012

È possibile e come risollevare le condizioni di un Paese come la Grecia, da mesi considerato sull’orlo del fallimento economico-finanziario e alle prese con una drammatica situazione sociale? Sì secondo la Commissione europea, che nell’aprile scorso ha pubblicato un comunicazione in cui ha indicato gli elementi principali del programma da attuare nel corso del 2012 e illustrato la vasta gamma di misure di sostegno che possono essere attuate per contribuire a un nuovo dinamismo economico, alla creazione di posti di lavoro e alla coesione sociale nel Paese.

«Per aiutare la Grecia è stato mobilitato un pacchetto di sovvenzioni, prestiti e cancellazioni di debiti pari a 380 miliardi di euro. Se la Grecia darà seguito alle azioni prioritarie per il 2012, i sacrifici dei suoi cittadini saranno ricompensati» ha dichiarato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. L’esecutivo europeo ritiene che esistano i presupposti per avviare la transizione verso la crescita in Grecia: «Il consenso sul secondo programma di aggiustamento economico e il successo dell’accordo con il settore privato sulla riduzione del debito permettono di concentrare integralmente gli sforzi per conseguire l’indispensabile obiettivo di crescita e occupazione».

La Commissione ha fatto il punto sull’incidenza della crisi per il Paese, specificato il sostegno finanziario proveniente dal bilancio dell’Ue e l’assistenza tecnica fornita, spiegato in che modo le principali politiche dell’Unione sostengono la crescita e l’occupazione nel Paese.

L’Unione europea fornisce alla Grecia un aiuto finanziario e pratico, sostiene la Commissione: «I finanziamenti dell’Ue per il periodo 2007-2013 ammontano a 40 miliardi di euro; la riduzione del debito del settore privato è pari a 100 miliardi di euro e l’assistenza finanziaria fornita dall’Ue e dai partner internazionali ammonta a 240 miliardi di euro, che equivalgono a 33.600 euro per cittadino greco o al 177% del Pil greco».

Il secondo programma di aggiustamento economico, quindi, secondo la Commissione «deve essere attuato integralmente» anche se, dato il suo carattere pluriennale, «ci vorrà tempo prima che possa dare tutti i risultati auspicati». La Commissione individua poi tre settori in cui le misure adottate dalle autorità greche nel 2012 nell’ambito del programma daranno presumibilmente risultati incoraggianti per la fine del 2012: controllo delle finanze e delle entrate pubbliche per garantire la sostenibilità; erogazione di prestiti all’economia reale grazie alla ricapitalizzazione delle banche e al sostegno alle Pmi, per ottenere prestiti a un costo abbordabile; liberalizzazione dell’attività commerciale, per promuovere la crescita.

La comunicazione illustra in dettaglio come saranno usati i fondi europei per fornire prestiti e garanzie alle Pmi greche (sono disponibili 4 miliardi di euro) e come l’Ue ha modificato le proprie regole per renderle più flessibili e agevolarne l’applicazione nel contesto attuale della Grecia. Tra le misure necessarie per liberalizzare l’attività commerciale onde promuovere la crescita figurano l’agevolazione e la promozione delle esportazioni, la modernizzazione e la semplificazione del contesto normativo, la preparazione delle imprese pubbliche alla privatizzazione e la modernizzazione di settori quali l’energia e i trasporti.

La comunicazione spiega anche in che modo la Commissione intende collaborare con le autorità greche per gestire l’impatto sociale della crisi. Il secondo programma di aggiustamento economico «è stato elaborato in modo da tutelare le categorie vulnerabili, operando tagli mirati alle pensioni e tutelando i pensionati con i minori introiti, combattendo la frode previdenziale, riducendo i costi dell’assistenza sanitaria senza comprometterne la qualità, rendendo più equo il sistema tributario ecc.» sostiene la Commissione, sottolineando inoltre la sua collaborazione con le autorità greche «per aiutare i giovani disoccupati agevolando l’acquisizione di esperienza lavorativa, aumentando le possibilità di tirocinio e promuovendo l’imprenditoria giovanile e i periodi di studio e formazione in altri Stati membri dell’Unione».

I Fondi strutturali dell’Ue finanziano poi aiuti economici temporanei alle categorie svantaggiate, mentre si ritiene fondamentale una «riforma della pubblica amministrazione greca per trasformare il Paese e costruire un futuro più dinamico, giusto e maggiormente improntato alla coesione sociale».

INFORMAZIONI:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/president/taskforce-greece/index_en.htm

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