Economia europea verso un lento recupero

giugno 2012

Insieme alla prevista accelerazione della crescita mondiale, la ripresa economica dell’Unione europea «dovrebbe avviarsi lentamente a partire dalla seconda metà dell’anno», almeno secondo quanto stima la Commissione europea nelle consuete Previsioni economiche di primavera 2012, rese note all’inizio di maggio.

«Dopo la contrazione della produzione alla fine del 2011, si stima che l’economia europea sia attualmente in lieve recessione. Mentre l’incertezza sulle prospettive economiche e finanziarie resta elevata, forti azioni politiche e importanti progressi del quadro istituzionale dell’Ue hanno determinato un’attenuazione delle tensioni sui mercati finanziari all’inizio del 2012 ed una provvisoria stabilizzazione della fiducia, che dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nel periodo oggetto della previsione» afferma la Commissione.

Il quadro generale presentato con le previsioni intermedie del febbraio scorso è dunque «ampiamente confermato» per il 2012, osserva la Commissione, con la prevista stagnazione del Prodotto interno lordo (Pil) reale nell’Ue e una sua contrazione dello 0,3% nell’area dell’euro. Per il 2013 si prevede invece un tasso di crescita dell’1,3% nell’Ue e dell’1% nell’area dell’euro.

La disoccupazione dovrebbe rimanere ad un livello elevato, pari al 10% nell’Ue e all’11% nell’area dell’euro nel periodo oggetto della previsione, mentre l’inflazione dovrebbe diminuire progressivamente, via via che viene meno l’impatto del rincaro dei prezzi petroliferi e degli aumenti fiscali. Si prevede poi che il risanamento del bilancio prosegua, con disavanzi pubblici destinati a calare nel 2013 al 3,3% nell’Ue e poco sotto il 3% nell’area dell’euro.

Naturalmente, sottolinea il documento, la situazione economica è notevolmente diversa da uno Stato membro all’altro, «anche in considerazione dell’aggiustamento in corso alla luce delle grandi disparità delle posizioni esterne e delle condizioni strutturali emerse negli ultimi anni».

«La ripresa è in vista, ma la situazione economica resta fragile, con il permanere di grandi disparità tra gli Stati membri. Stiamo assistendo ad un aggiustamento degli squilibri di bilancio e strutturali accumulati prima e dopo l’inizio della crisi, resi ancora più gravi da un sentimento economico tuttora debole. Senza un’ulteriore azione determinata, tuttavia, i bassi livelli di crescita nell’Ue potrebbero permanere» ha affermato il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, presentando le previsioni 2012 dell’esecutivo europeo. Secondo Rehn «finanze pubbliche sane sono essenziali per una crescita duratura», ma sulla base del nuovo quadro della governance economica «dobbiamo sostenere l’aggiustamento accelerando le politiche di rafforzamento della stabilità e della crescita».

Modesta ripresa nel 2012

Il documento della Commissione rileva che l’attività economica nell’Ue ha subito una contrazione nell’ultimo trimestre del 2011 e anche nel primo trimestre del 2012. Una graduale ripresa dovrebbe cominciare nella seconda metà dell’anno e accelerare nel 2013, ma «dovrebbe restare modesta in quanto diversi fattori continuano a pesare sulla domanda interna». Gli sforzi necessari da parte delle banche per migliorare ulteriormente i loro bilanci impediranno un allentamento delle condizioni del credito, sebbene nel complesso la domanda di credito sia rimasta debole finora, mentre i consumi privati saranno frenati dalla disoccupazione elevata, dalla lenta crescita dei salari e dall’inflazione nonché dall’elevato indebitamento delle famiglie in una serie di Stati membri. Gli investimenti privati, tuttora in calo, nel periodo oggetto della previsione dovrebbero iniziare a beneficiare del previsto ritorno della fiducia, di tassi di interesse bassi e della solida crescita della produzione mondiale.

Si prevede che il contributo positivo delle esportazioni nette sarà il principale motore della crescita del Pil nel 2012, mentre nel 2013 dovrebbe subentrare una domanda interna in graduale rafforzamento. «Queste proiezioni sono basate sull’ipotesi che la fiducia si rafforzerà nel tempo, man mano che i problemi posti dalla crisi saranno affrontati con successo, anche attraverso la risoluta attuazione delle decise azioni politiche convenute» osserva la Commissione.

73_tab1_pilNel complesso, il quadro per il 2012 tratteggiato nelle previsioni intermedie di febbraio è «ampiamente confermato». Nell’anno in corso, infatti, la crescita annuale del Pil dovrebbe essere nulla (0%) nell’Ue e minima (0,3%) nella zona euro. Per il 2013 è invece prevista una crescita modesta dell’1,3% nell’Ue e dell’1% nell’area dell’euro. Il rallentamento ha colpito tutti gli Stati membri, tuttavia secondo le previsioni persisteranno i differenziali di crescita a causa di differenze nelle esigenze di aggiustamento strutturale, nei costi di finanziamento e nella sostenibilità delle finanze pubbliche: «L’aggiustamento degli squilibri esterni a livello degli Stati membri è in corso e dovrebbe continuare nel periodo oggetto della previsione».

In linea con il rallentamento dell’attività economica, l’occupazione dovrebbe contrarsi dello 0,2% nell’Ue (0,5% nell’area dell’euro) nel 2012. Il previsto ritorno della crescita dovrebbe portare ad un graduale miglioramento dei mercati del lavoro nel 2013, il che a sua volta contribuirà ad una ripresa più sostenuta. La disoccupazione dovrebbe rimanere ad un livello del 10,3% nell’Ue nel corso del periodo oggetto della previsione e all’11% nell’area dell’euro nel 2013.

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