Consultazione pubblica sui diritti dei cittadini

giugno 2012

La cittadinanza europea, che integra e non sostituisce quella nazionale, conferisce a tutti i cittadini dei 27 Stati membri dell’Unione una serie di diritti in più: il cittadino dell’Unione ha il diritto di circolare liberamente, votare e candidarsi alle elezioni amministrative ed europee nello Stato membro in cui risiede, gode della tutela consolare delle autorità di un qualsiasi Stato membro se il suo non è rappresentato all’estero, può presentare una petizione al Parlamento europeo, rivolgersi al Mediatore europeo e, dal 2012, partecipare ad un’iniziativa dei cittadini europei.

La libertà di movimento, in particolare, è il più apprezzato tra i diritti derivanti dalla cittadinanza europea: ogni anno i cittadini europei compiono infatti più di un miliardo di spostamenti nell’Unione e sono sempre più numerosi quelli che esercitano il diritto di vivere in uno Stato membro diverso dal proprio (12,3 milioni nel 2010).

Non sempre però la realtà è in piena sintonia con la teoria, infatti sussistono ancora vari ostacoli che limitano di fatto il pieno esercizio dei diritti derivanti dall’essere cittadini dell’Unione europea. Così, in attesa della proclamazione del 2013 come Anno europeo dei cittadini, la Commissione europea ha lanciato la più grande consultazione pubblica sui diritti dei cittadini mai condotta nell’Unione per definire l’agenda politica dei prossimi anni e delineare il futuro dell’Europa. Con questa consultazione, che durerà fino al 9 settembre prossimo, la Commissione intende ascoltare i cittadini per conoscere i problemi che questi incontrano quando circolano nell’Ue per motivi di lavoro, studio o vacanza, o quando esercitano i loro diritti elettorali e di consumatori. La Commissione vuole inoltre sapere come i cittadini immaginano l’Unione europea del 2020.

Per alcuni mesi sarà dunque possibile per chiunque lo desideri partecipare alla consultazione rispondendo ad un breve questionario on line all’indirizzo http://ec.europa.eu/your-rights-your-future indicando quali sono i principali ostacoli che impediscono l’esercizio della piena cittadinanza dell’Unione europea. La Commissione si avvarrà poi dei risultati raccolti per definire l’agenda politica ed elaborare la Relazione sulla cittadinanza europea del 2013, che verrà presentata il 9 maggio 2013.

Eliminare gli ostacoli rimanenti

Una prima Relazione sulla cittadinanza europea era stata adottata dalla Commissione nel 2010, individuando 25 interventi concreti per risolvere i problemi che ostacolano l’esercizio dei diritti dei cittadini europei. Sono quindi state avviate misure specifiche di vario genere al fine di:

- migliorare la tutela dei diritti di circa 75 milioni di persone vittime di reati in tutta l’Unione;

- ridurre le pratiche per l’immatricolazione dei veicoli in un altro Stato membro a vantaggio di 3,5 milioni di persone ogni anno e con un abbattimento totale dei costi di 1,5 miliardi di euro;

- eliminare le spese extra per l’uso della carta di credito e i riquadri già contrassegnati per gli acquisti online;

- tutelare meglio il diritto a un processo equo per tutti i cittadini dell’Unione, che interessa circa 8 milioni di procedimenti l’anno;

- chiarire i diritti di proprietà per 16 milioni di coppie internazionali nell’UE.

La Relazione 2010 ha inoltre indicato gli interventi necessari per eliminare gli ostacoli alla libera circolazione dei cittadini europei all’interno dell’Unione, ad esempio con campagne di sensibilizzazione sullo status di cittadino europeo, sui relativi diritti e sulle implicazioni nella vita di tutti i giorni. Proponendo di proclamare il 2013 Anno europeo dei cittadini la Relazione consigliava poi di organizzare eventi mirati sulla cittadinanza dell’Unione e sulle politiche per i cittadini.

La seconda Relazione sulla cittadinanza dell’Unione, che la Commissione pubblicherà nel 2013, sarà quindi un piano d’azione inteso ad eliminare i rimanenti ostacoli che impediscono ai cittadini dell’Unione di godere pienamente dei propri diritti.

INFORMAZIONI:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/reding/factsheets/index_en.htm

ORA SONO POSSIBILI LE “INIZIATIVE DEI CITTADINI”

Il diritto di iniziativa dei cittadini europei, introdotto dal Trattato di Lisbona e che consente a un milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri dell’Ue di invitare la Commissione europea a presentare proposte di atti giuridici nei settori in cui è autorizzata a farlo, è un diritto esercitabile dal 1° aprile 2012 in seguito all’adozione del regolamento che lo disciplina.

Dopo una lunga attesa, dunque, gli europei potranno ora promuovere iniziative chiedendone la registrazione sul sito web della Commissione. La richiesta deve essere presentata da un comitato dei cittadini composto da almeno sette persone residenti in almeno sette Stati membri diversi. Una volta registrato, il comitato ha 12 mesi di tempo per raccogliere le dichiarazioni di sostegno necessarie da almeno sette Stati membri. La soglia fissata per far parte di questi sette Stati membri è pari al numero di membri del Parlamento europeo eletti in ciascuno Stato membro moltiplicato per 750. Chiunque sia in età di voto per le elezioni europee (18 anni in tutti gli Stati membri e 16 anni in Austria) può sostenere l’iniziativa.

Il numero di dichiarazioni di sostegno deve essere certificato dalle autorità competenti degli Stati membri. La Commissione dispone poi di tre mesi per esaminare l’iniziativa e decidere come procedere, dopo aver incontrato gli organizzatori per consentire loro di illustrare in modo più approfondito le questioni sollevate. Gli organizzatori hanno anche la possibilità di presentare la loro iniziativa in occasione di un’audizione pubblica al Parlamento europeo.

Successivamente la Commissione adotta una comunicazione che illustra le sue conclusioni sull’iniziativa, l’azione che intende eventualmente intraprendere e le relative motivazioni.

La Commissione europea ha semplificato il processo per i cittadini, predisponendo al tempo stesso le salvaguardie necessarie per evitare che vengano registrate iniziative in conflitto con i valori europei o che non rientrano nelle competenze della Commissione, così come sono previste misure volte a garantire un’adeguata protezione dei dati di chi sostiene le iniziative.

INFORMAZIONI: http://ec.europa.eu/citizens-initiative

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