Rom e Sinti vittime di razzismo diffuso

febbraio 2012

In numerosi Paesi europei i rom e i sinti sono ancora privati dei diritti umani essenziali e sono vittime di evidenti episodi di razzismo. Sono nettamente svantaggiati rispetto ad altri gruppi di popolazione nel campo dell’istruzione, dell’occupazione, dell’accesso a un alloggio dignitoso e all’assistenza sanitaria. La loro speranza di vita è inferiore alla media e il loro tasso di mortalità infantile è più elevato di quello degli altri gruppi. Lo denuncia il Consiglio d’Europa attraverso il Rapporto I diritti umani dei rom e dei sinti in Europa, pubblicato il 27 febbraio scorso, primo Rapporto che presenta un quadro completo della situazione dei diritti umani dei rom e dei sinti nei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa.

Il Rapporto mette in luce che l’antiziganismo continua ad essere un fenomeno diffuso. Dirigenti pubblici, media e gruppi estremisti attivi su Internet hanno apertamente utilizzato il discorso dell’odio nei confronti dei rom e dei sinti. In certi casi, le loro parole sono state interpretate come un incoraggiamento ad atti violenti contro le loro comunità. «Tale clima alimenta la disuguaglianza, l’esclusione, la segregazione e l’emarginazione di cui sono vittime i rom e i sinti. I politici devono dare l’esempio, rispettando e difendendo i diritti di tutti» osserva il Consiglio d’Europa.

Il rapporto esamina temi specifici, quali l’antiziganismo, la violenza razzista, il comportamento delle forze dell’ordine e delle autorità giudiziarie, le sterilizzazioni forzate e i casi di bambini sottratti ai loro genitori biologici, nonché i diritti economici e sociali, i numerosi casi di apolidia e la libertà di circolazione. Sottilinea inoltre la necessità di sviluppare la partecipazione di rom e sinti alla vita pubblica e ai processi decisionali.

Sono citate nel Rapporto un certo numero di misure concrete che potrebbero essere predisposte dai governi: sarebbe ad esempio auspicabile che le forze di polizia disponessero di una formazione mirata, destinata a prevenire certi comportamenti reprensibili; occorrerebbe d’altra parte porre fine alla segregazione nel sistema scolastico e migliorare la qualità dell’insegnamento impartito ai bambini delle comunità rom. Il Consiglio d’Europa raccomanda inoltre l’istituzione di «commissioni per la verità», un’iniziativa che dovrebbe essere idealmente condotta a livello europeo, per stabilire i fatti storici riguardanti le atrocità commesse contro il popolo rom.

«Spero che questo Rapporto favorirà un dibattito costruttivo sulle politiche da condurre a favore dei rom e dei sinti in Europa e in particolare su quanto occorre fare per porre fine alla discriminazione e all’emarginazione di cui sono vittime e per facilitare la loro integrazione sociale» ha dichiarato il commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg.

INFORMAZIONI: http://www.coe.int

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