Contro la disoccupazione gruppi di intervento in 8 paesi

febbraio 2012

La disoccupazione sta raggiungendo livelli molto elevati in alcuni Stati membri e questo può produrre conseguenze di lungo termine per i giovani europei che sono estraniati dal mondo del lavoro. Per questi motivi, i leader europei hanno concordato sulla necessità di un forte impegno per combattere la disoccupazione giovanile e raggiungere a breve due obiettivi concreti: aiutare i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro, dell’istruzione o della formazione; aiutare le piccole e medie imprese (Pmi)  – a cui si deve la creazione dell’80% dei posti di lavoro in Europa – ad accedere a finanziamenti abbordabili. Le restrizioni nell’accesso alle fonti abituali di finanziamento e il costo del credito scoraggiano infatti le Pmi dall’evadere gli ordinativi o dallo stipulare nuovi contratti, il che genera un effetto di rallentamento per economia e occupazione.

Al fine di affrontare la situazione e le esigenze specifiche di ogni Paese, la Commissione ha quindi costituito dei “gruppi di intervento” in otto Stati membri: Italia, Irlanda, Grecia, Portogallo, Lettonia, Spagna, Lituania e Slovacchia, cioè i Paesi dell’Ue con il livello più elevato di disoccupazione giovanile. Tali gruppi sono formati da rappresentanti delle autorità nazionali e da funzionari delle direzioni generali Politica regionale, Occupazione, Affari sociali e Inclusione, Istruzione e Cultura e Affari economici e finanziari. Ogni gruppo collabora con le autorità nazionali e le parti sociali alla definizione di azioni mirate per combattere la disoccupazione giovanile e aiutare le Pmi ad accedere a prestiti e finanziamenti.

Gli esperti esaminano in una nuova ottica l’impiego dei Fondi strutturali e discutono sul modo in cui aiutare le autorità nazionali a riassegnarli a progetti suscettibili di produrre i massimi risultati nei tempi più brevi. Essi sono inoltre disponibili a fornire consulenza su soluzioni di medio e lungo termine volte a potenziare l’occupazione, quali adeguamenti dei contributi sociali o una correzione della politica fiscale.

Per quanto riguarda le cause più comuni dell’elevato livello di disoccupazione negli otto Stati membri considerati non è possibile fare generalizzazioni. In Grecia, Irlanda e Portogallo (destinatari dei programmi Ue/Fmi) le cause sono legate alle conseguenze della crisi economica e finanziaria, spesso aggravata dalle difficoltà strutturali esistenti. In altri Stati membri come Slovacchia, Lituania e Lettonia uno dei principali fattori è rappresentato dallo squilibrio tra la domanda e l’offerta di competenze sul mercato del lavoro. In Italia numerosi fattori hanno contribuito al problema, ad esempio la segmentazione del mercato del lavoro e un sistema di sostegno ai disoccupati non equilibrato che ha creato disparità tra le diverse generazioni. In Spagna il livello di abbandoni scolastici è molto elevato, il che ha un impatto sulla capacità della forza lavoro di soddisfare la domanda di determinate competenze.

Di conseguenza, «le soluzioni a breve termine devono riflettere le diverse situazioni» afferma la Commissione: «In alcuni casi sarà decisivo un sostegno rapido alla formazione finalizzata ad adeguare le competenze alle esigenze del mercato del lavoro. In altri casi, come in Irlanda o nell’Italia settentrionale, si tratterà di porre maggiore enfasi sui finanziamenti alle Pmi che hanno bisogno di accedere a fondi per mantenere o espandere le proprie attività».  Nella maggior parte dei casi le politiche di istruzione e formazione possono svolgere un ruolo centrale. Un modo per sostenere i giovani nel breve e medio termine è quello di offrire un maggior numero di apprendistati e tirocini, ad esempio mediante i programmi europei Erasmus e Leonardo da Vinci.

I risultati iniziali delle missioni e delle discussioni dei gruppi di intervento sono stati presentati al Consiglio europeo dell’1-2 marzo 2012. Tali risultati saranno quindi integrati dagli otto Paesi all’interno dei loro programmi di riforma nazionale, da presentare alla Commissione entro metà aprile nell’ambito del semestre europeo.

INFORMAZIONI: http://ec.europa.eu/social/home.jsp?langId=it

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