Consiglio europeo di primavera

febbraio 2012

La difficile situazione economico-finanziaria e occupazionale dell’Unione europea è stata naturalmente al centro del Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, svoltosi a Bruxelles nei giorni 1-2 marzo scorsi.

L’Unione europea «sta adottando tutte le misure necessarie affinché l’Europa riprenda la via della crescita e dell’occupazione» ha dichiarato il Consiglio europeo, sottolineando come ciò richieda «un duplice approccio» che comprenda «sia misure intese a garantire la stabilità finanziaria e il risanamento di bilancio sia azioni volte a promuovere la crescita, la competitività e l’occupazione».

Ricordando che Europa 2020 è la strategia per la crescita e l’occupazione adottata dall’Ue per rispondere in modo articolato alle sfide che l’Europa sta affrontando, i capi di Sto e di governo dei 27 Stati membri hanno affermato che «i cinque obiettivi enunciati per il 2020 continuano a valere pienamente e a guidare l’azione degli Stati membri e dell’Unione nel promuovere l’occupazione, migliorare le condizioni a favore dell’innovazione, la ricerca e lo sviluppo, raggiungere i nostri obiettivi in materia di cambiamenti climatici ed energia, migliorare i livelli d’istruzione e promuovere l’inclusione sociale, in particolare attraverso la riduzione della povertà».

Tuttavia, ha osservato il Consiglio europeo, gli sforzi profusi finora «rimangono insufficienti per conseguire gran parte di tali obiettivi». È quindi urgente concentrarsi «sull’attuazione delle misure di riforma, prestando particolare attenzione a quelle che hanno effetti a breve termine sull’occupazione e la crescita».

Per il 2012 il Consiglio europeo ha approvato quindi le cinque priorità di azione a livello europeo e nazionale enunciate dalla Commissione europea nella sua analisi annuale della crescita:

• portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita;

• ripristinare la normale erogazione di prestiti all’economia;

• promuovere la crescita e la competitività;

• lottare contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi;

• modernizzare la pubblica amministrazione.

Il risanamento di bilancio è una «condizione essenziale» per tornare a un livello più elevato di crescita e occupazione e deve essere differenziato in funzione della situazione degli Stati membri, ha dichiarato il Consiglio europeo secondo cui è necessario «che tutti gli Stati membri continuino a rispettare gli impegni assunti conformemente alle norme del Patto di stabilità e crescita, che consentono il funzionamento degli stabilizzatori automatici in linea con il percorso convenuto dell’aggiustamento strutturale di bilancio, assicurando al contempo la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche». Inoltre, i Paesi beneficiari di un programma di assistenza devono «attenersi agli obiettivi e alle riforme strutturali concordati nel programma» ha ammonito il Consiglio europeo, osservando che, in modo analogo, gli Stati membri che subiscono pressioni di mercato dovrebbero rispettare gli obiettivi di bilancio concordati e «prepararsi ad attuare, se necessario, ulteriori misure di risanamento».

A margine del Vertice, i leader dell’Ue hanno firmato il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria.

Molto critica la Confederazione europea dei sindacati (Ces), secondo cui il nuovo Trattato sottoscritto da 25 Paesi in occasione del Vertice europeo imporrà ancora maggiore austerità di bilancio in Europa e ostacolerà la ripresa dell’occupazione. I sindacati europei deplorano il fatto che la crescita e l’occupazione non siano al centro dell’impegno dai Paesi dell’Ue allo stesso modo del rigore di bilancio.

«Con l’adozione di questo Trattato, il Vertice europeo ha adottato la strategia sbagliata. Invece di concentrarsi su un piano per il recupero di occupazione e di meccanismi di solidarietà finanziaria, l’Ue ha deciso di insistere su un percorso di austerità permanente. Questa è una strategia perdente, perché paralizza ogni possibilità di ripresa economica e non farà che aumentare l’agitazione sociale» ha commentato Bernadette Ségol, segretaria generale della Ces, aggiungendo che le risorse e le politiche a sostegno della crescita e dell’occupazione  «purtroppo non sono in sintonia con gli impegni presi, così il rigore di bilancio eliminerà l’efficacia dell’obiettivo dichiarato di crescita».

Informazioni: www.consilium.europa.eu

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