Una tabella di marcia contro la crisi

ottobre 2011

Una tabella di marcia per la stabilità e la crescita, contenente la risposta complessiva necessaria per ripristinare la fiducia nell’area dell’euro e nell’Unione europea nel suo complesso: si tratta di un’iniziativa presentata il 12 ottobre scorso dalla Commissione europea, con la quale l’esecutivo europeo mira a rompere il circolo vizioso dei dubbi sulla sostenibilità del debito sovrano, la stabilità del sistema bancario e le prospettive di crescita dell’Unione europea.

La proposta della Commissione è giunta su sollecitazione del Parlamento europeo, che pochi giorni prima aveva adottato una risoluzione in cui chiedeva proprio la preparazione di una “road map” anti-crisi, basata sulla ricapitalizzazione delle banche europee, un’ulteriore armonizzazione dei sistemi fiscali nazionali, l’emissione di Eurobond e una governance più forte per la zona euro. L’Europarlamento aveva sottolineato che la ricapitalizzazione delle banche deve avvenire a livello europeo e non essere attuata secondo priorità nazionali, ricordando anche la necessità di completare la riforma del regolamento comunitario sul mercato finanziario per rendere l’Ue più forte nel caso di una crisi futura.

Come risposta alle richieste del Parlamento, e sulla base degli impegni assunti dal presidente José Manuel Barroso nel discorso sullo stato dell’Unione, la Commissione ha dunque delineato cinque aspetti interdipendenti sui quali occorre agire congiuntamente e con la massima rapidità possibile. Questi cinque aspetti riguardano: una risposta decisa ai problemi della Grecia; migliorare le protezioni dell’area dell’euro contro la crisi; un approccio coordinato per rafforzare le banche europee; attuare fin d’ora le politiche per migliorare la stabilità e la crescita; costruire una governance economica più solida e integrata per il futuro.

«La tabella di marcia delinea la via di uscita dalla crisi economica – ha dichiarato il presidente della Commissione europea –. Non è più sufficiente dare risposte parziali in reazione ai vari aspetti della crisi. Dobbiamo ora anticipare i tempi. È possibile ripristinare la fiducia grazie all’impiego immediato di tutti gli elementi necessari per risolvere la crisi. Solo in questo modo potremo convincere i cittadini, i nostri partner in tutto il mondo e i mercati che le nostre soluzioni sono all’altezza delle sfide che tutte le economie stanno affrontando».

Le misure prioritarie

La tabella di marcia, approvata poi il 23 ottobre dal Consiglio europeo, invita ad avviare e attuare alcune misure prioritarie:

• Intraprendere un’azione decisiva sulla Grecia, in modo da dissipare ogni dubbio sulla sostenibilità economica del Paese. In questo contesto rientrano il pagamento della sesta tranche, un secondo programma di aggiustamento basato su finanziamenti adeguati con la partecipazione del settore pubblico e del settore privato e un sostegno costante da parte della task force della Commissione.

• Completare gli interventi relativi all’area dell’euro, tra l’altro rendendo operative le decisioni adottate il 21 luglio 2011, massimizzando l’efficacia del Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf), anticipando alla metà del 2012 il varo del meccanismo europeo di stabilità e facendo in modo che la Banca centrale europea metta a disposizione un volume sufficiente di liquidità.

• Adottare un approccio pienamente coordinato per rafforzare le banche europee, che potrebbe essere basato su una rivalutazione effettuata dalle autorità di vigilanza ricorrendo ad un coefficiente patrimoniale temporaneo significativamente più elevato costituito da capitale di qualità elevatissima al netto delle esposizioni. Le banche dovrebbero ricorrere in primo luogo a fonti private di capitali, mentre i governi nazionali fornirebbero sostegno solo in caso di necessità. Qualora ciò non fosse possibile, la ricapitalizzazione dovrebbe essere finanziata mediante un prestito del Fesf. In caso di ricapitalizzazione le autorità nazionali di vigilanza vieterebbero alle banche la distribuzione di dividendi e premi.

• Accelerare le politiche per la stabilità e la crescita, tra l’altro mediante la rapida attuazione degli impegni assunti in materia di servizi, energia e accordi di libero scambio e la rapida adozione delle proposte sul tappeto a favore della crescita, quali le iniziative in materia fiscale e le prossime proposte da adottare con iter accelerato, in particolare quelle volte a estendere i vantaggi del mercato unico, e investimenti mirati a livello di Unione europea, anche mediante i cosiddetti project bond.

• Creare per il futuro una governance economica forte e integrata sulla base del vigente Trattato (articolo 136), rafforzando l’approccio comunitario. Sulla base del pacchetto potenziato sulla governance economica e del semestre europeo, già approvati, le proposte mirano a integrare il meccanismo europeo di stabilità e il Patto di stabilità e crescita in un unico sistema integrato di governance, al fine di accrescere la coerenza e l’efficienza. Ciò conferirebbe nuovi poteri alla Commissione/al Consiglio per intervenire nell’elaborazione dei bilanci nazionali e monitorare la loro esecuzione. La cooperazione rafforzata dovrebbe essere prevista in tutti i casi in cui un’azione decisiva verrebbe altrimenti ostacolata.

FONTE E INFORMAZIONI:

http://ec.europa.eu

IMPRESE PIÚ RESPONSABILI PER RILANCIARE LA CRESCITA

Per sostenere l’imprenditoria e le imprese responsabili la Commissione europea ha lanciato lo scorso 25 ottobre un nuovo pacchetto di misure, nella convinzione che ciò sia fondamentale per rilanciare la crescita.

L’iniziativa per l’imprenditoria sociale, ad esempio, che può aiutare questo settore emergente a sfruttare il suo potenziale non utilizzato, è integrata da una strategia per far sì che la responsabilità sociale delle imprese generi un livello più elevato di fiducia e sicurezza presso i consumatori e migliori il contributo di tutte le imprese ad un maggior benessere sociale.

La Commissione sta inoltre formulando proposte per migliorare la trasparenza e promuovere attività imprenditoriali sostenibili tra le multinazionali. Le imprese estrattive e forestali dovranno essere più aperte riguardo alle tasse, ai diritti di concessione e ai bonus che pagano ai governi di tutto il mondo. È proposta poi la semplificazione delle norme contabili per le Piccole e medie imprese (Pmi), consentendo loro di risparmiare potenzialmente fino a 1,7 miliardi di euro l’anno. Le proposte ridurranno inoltre obblighi onerosi di comunicazione per le società quotate, comprese le Pmi, incrementando ulteriormente la riduzione dei costi.

INFORMAZIONI: http://ec.europa.eu/internal_market/smact/index_it.htm

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