Un nuovo forum per i sindacati arabi

ottobre 2011

Quindici organizzazioni sindacali arabe provenienti da dieci Paesi (Bahrein, Egitto Iraq, Kuwait, Libia, Mauritania, Marocco, Palestina, Tunisia e Yemen) hanno fondato ad Amman nel settembre scorso un nuovo Forum finalizzato alla promozione dei valori fondamentali del sindacalismo democratico e indipendente e al consolidamento della solidarietà sindacale regionale.

«Il processo di transizione democratica e le lotte rivoluzionarie in corso hanno bisogno di un migliore sostegno da parte del movimento sindacale arabo. Le nostre priorità sono la democrazia reale e la giustizia sociale per assicurare a tutti dignità» ha dichiarato Abdessalem Jerad, dirigente sindacale tunisino, nominato presidente del Forum.

Nella Dichiarazione finale della riunione si legge: «Protagonista storico delle lotte di liberazione nazionale il movimento sindacale indipendente si batte da decenni per il rispetto delle libertà sindacali e per il diritto di associazione, nonché per difendere il diritto fondamentale al lavoro e per assicurare una vita dignitosa alle famiglie dei lavoratori. I militanti sindacali sono sistematicamente stati oggetto di violente campagne di repressione e di esclusione che hanno arrecato grande danno agli interessi dei lavoratori e che hanno esacerbato le disuguaglianze sociali aggravando la povertà e l’esclusione».

E ancora: «Per superare le sfide poste dalle difficoltà create dal capitalismo selvaggio e dal fallimento delle attuali politiche economiche e sociali il movimento sindacale indipendente è chiamato ad assumersi nuove responsabilità storiche che richiedono una maggiore vicinanza alla base dei militanti, un più grande sforzo di solidarietà e la promozione di un’azione unitaria e comune soprattutto a favore di quei lavoratori che oggi vivono situazioni particolarmente difficili, in particolare in Bahrein e in Siria». Impegnato nel perseguire «trasparenza e democrazia» nelle questioni interne ai sindacati, il movimento sindacale arabo democratico «vuole ricoprire un ruolo preminente ed effettivo nella promulgazione delle leggi relative alla transizione democratica avviando consultazioni e sforzi comuni con gli altri attori sociali che credono nel progresso, nella libertà e nell’uguaglianza».

Tra gli altri punti-chiave della Dichiarazione i membri fondatori del Forum si sono impegnati a difendere e a promuovere i principi fondamentali del sindacalismo indipendente, il diritto di tutti i lavoratori a dare vita a organizzazioni sindacali indipendenti e rappresentative, i diritti di contrattazione collettiva, il rifiuto di ogni interferenza esterna nelle questioni sindacali e il rispetto delle libertà pubbliche e individuali, compresa la libertà di espressione e di contestazione pacifica.

Tra le priorità essenziali del Forum figurano: la parità di genere, l’eliminazione di ogni forma di discriminazione, il dialogo sociale e la protezione sociale per tutti i lavoratori, anche quelli che lavorano nell’economia informale.

«Accogliamo calorosamente la nascita del nuovo Forum. Un movimento sindacale arabo più forte e unito può giocare un ruolo essenziale nell’affermazione della vera democrazia e nella lotta contro la disoccupazione, la precarietà, la povertà e la disuguaglianza che coinvolgono soprattutto i giovani che oggi rappresentano le avanguardie dei movimenti della primavera araba» ha dichiarato Sharan Burrow, segretaria generale della Confederazione sindacale internazionale (Csi).

INFORMAZIONI: http://www.ituc-csi.org

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