Previsioni intermedie: rallenta la ripresa

ottobre 2011

Stagnazione economica per la seconda metà del 2011 e stabilizzazione dei livelli di crescita per la fine dell’anno, queste le previsioni delle Commissione europea effettuate sulla base dei dati rilevati in sette Stati membri dell’Ue: Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Spagna, Polonia e Paesi Bassi. Secondo la Commissione, i risultati del primo trimestre 2011 sono stati migliori del previsto e questo dovrebbe limitare i danni causati dal rallentamento registrato nella seconda metà dell’anno, facendo attestare la crescita annua all’1,6% nella zona euro e all’1,7 nell’intera Unione europea, dati analoghi a quelli dello scorso anno. Le previsioni di crescita per la seconda metà del 2011 sono comunque state riviste al ribasso (mezzo punto percentuale in meno sia per la zona euro sia per l’intera Ue) in una situazione di elevato rischio e di totale incertezza.

«Per rilanciare la ripresa è essenziale garantire la stabilità finanziaria ed elaborare bilanci del tutto sostenibili» ha dichiarato il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, secondo il quale «è bene proseguire nel risanamento in maniera differenziata e favorevole alla crescita mettendo in campo decisioni che sostengano la stabilità finanziaria e le riforme strutturali oggi più importanti che mai per sfruttare il potenziale di crescita».

In attesa delle previsioni elaborate sulla base di dati rilevati in tutti i Paesi dell’Ue, queste prime proiezioni disegnano un quadro di crescita che su base annua resterebbe ferma ai livelli 2010 e su base trimestrale sarebbe di poco superiore allo zero sia nell’Ue sia nella zona euro, con conseguente revisione al ribasso del tasso di crescita trimestrale a livello di Unione europea (un quarto di punto percentuale in meno).

Riviste al ribasso
le previsioni precedenti

Le previsioni intermedie della Commissione europea contengono proiezioni aggiornate per il 2011 relative alla crescita del Pil e all’inflazione per i sette maggiori Stati membri dell’Ue, l’area dell’euro e l’Ue nel suo complesso. La crescita complessiva del PIL nel 2011 dovrebbe restare immutata rispetto alle previsioni di primavera 2011 formulate dalla Commissione per l’area dell’euro (1,6%) ed essere leggermente inferiore per l’Ue (1,7%). Ciò è dovuto in gran parte ad una crescita più forte del previsto nel primo trimestre. Tuttavia, il profilo di crescita trimestrale per il secondo semestre dell’anno è stato rivisto fortemente al ribasso. Le previsioni di crescita per l’Ue nel suo complesso sono ora a 0,2% nel terzo e nel quarto trimestre e per l’area dell’euro a 0,2% nel terzo e a 0,1% nel quarto trimestre. Per entrambe le aree i tassi di crescita trimestrali sono stati rivisti al ribasso rispettivamente di un quarto di punto percentuale. Le revisioni al ribasso riguardano tutti gli Stati membri presi in esame, il che indica sia un fattore comune che l’elevato grado di interconnessione delle economie europee. Tuttavia, la crescita dovrebbe rimanere diseguale da uno Stato membro all’altro.

Crescita verso
lo zero a fine anno

Nel corso dell’estate sono emersi segnali di un indebolimento più esteso della domanda mondiale e del commercio mondiale. La ripresa ha perso vigore negli Usa e gli indicatori del commercio mondiale indicano un ulteriore indebolimento nel terzo trimestre. La produzione mondiale dovrebbe aumentare di circa il 4% nel 2011, il che equivale ad una revisione al ribasso di circa mezzo punto percentuale rispetto alle previsioni di primavera. Le condizioni sui mercati finanziari si sono deteriorate a causa del diffondersi delle preoccupazioni relative al debito sovrano nell’area dell’euro e dei timori per le prospettive di crescita e la sostenibilità delle finanze pubbliche negli Stati Uniti.

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Si prevede ora che la crescita del Pil nell’Ue nel secondo semestre del 2011 rimanga modesta, per giungere a un arresto pressoché totale verso la fine dell’anno. Le esportazioni nette, che sono state nuovamente il motore principale della crescita nel secondo trimestre, dovrebbero risultare meno dinamiche. I dati che emergono dalle inchieste condotte presso le imprese e i consumatori segnalano un netto deterioramento avvenuto a partire dalla primavera, il che indica un indebolimento della domanda interna nel secondo semestre dell’anno e forse oltre l’orizzonte temporale delle previsioni intermedie. L’aggiustamento di bilancio in corso contribuirà probabilmente alla debolezza della domanda interna. Le tensioni sui mercati finanziari sono destinate a intaccare la fiducia e ad aumentare i costi di investimento.

L’inflazione diminuisce gradualmente

La Commissione prevede poi che l’inflazione nell’Ue si riduca più rapidamente di quanto previsto in primavera. Essa ha registrato un’accelerazione nel primo semestre dell’anno, trainata soprattutto dalla componente energia. Tuttavia, recentemente i prezzi delle materie prime sono leggermente diminuiti. Con prospettive di crescita economica più deboli, l’inflazione Iapc (Indice armonizzato dei prezzi al consumo) nell’Ue e nell’area dell’euro dovrebbe diminuire gradualmente, raggiungendo rispettivamente il 2,9% e il 2,5% per tutto l’anno, e rimanere al di sopra del 2% fino alla fine del 2011.

Resta alta l’incertezza

L’incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata. Alcuni dei rischi presi in considerazione nelle previsioni di primavera si sono ora concretizzati. In particolare, l’economia mondiale ha registrato un rallentamento e sono state deluse le speranze di un dissiparsi della crisi del debito sovrano. I rischi a carico della crescita permangono. Al contrario, i rischi che pesavano sulle prospettive dell’inflazione si sono in parte ridotti a partire dalla primavera e sono considerati equilibrati.                    

FONTE E INFORMAZIONI:

http://ec.europa.eu/economy_finance

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