Aumentano i cittadini stranieri residenti nell’Ue

ottobre 2011

I cittadini stranieri residenti nell’Unione europea nel 2010 sono stati 32 milioni e mezzo, pari al 6,5% della popolazione totale, con un aumento rispetto all’anno precedente di 670.000 unità.

È quanto rileva Eurostat in un’analisi statistica pubblicata il 14 luglio 2011, secondo cui due terzi degli stranieri residenti nell’Ue al 31 dicembre 2010 erano cittadini di un Paese terzo (20,2 milioni) mentre i rimanenti 12 milioni circa erano cittadini di un altro Stato membro dell’Ue e dunque migranti intracomuitari. Soltanto in alcuni Paesi, quali Lussemburgo, Irlanda, Belgio, Cipro, Slovacchia e Ungheria, il numero di stranieri residenti provenienti da altri Stati dell’Ue è più elevato rispetto a quello dei cittadini extracomunitari, che provengono cioè da un Paese terzo.

Secondo i dati riportati da Eurostat, oltre il 75% di tutti i cittadini stranieri residenti nell’Ue si trova in soli cinque Paesi: Germania (7,1 milioni, pari a quasi il 9% della popolazione), Spagna (5,7 milioni, circa il 12% della popolazione), Regno Unito (4,4 milioni, circa il 7%), Italia (4,2 milioni, circa il 7%) e Francia (3,8 milioni, circa il 6%).

I Paesi per i quali, in termini percentuali, è più elevata l’incidenza della popolazione straniera sulla popolazione totale sono però il Lussemburgo (43%, ma con un 37% circa dovuto a cittadini comunitari), Lettonia (17,4%, di cui il 17% non comunitari), Cipro (15,9%), Spagna (12,3%) e Austria (10,5%).

Per quanto riguarda le aree di provenienza Eurostat rileva che vivono in un altro Stato dell’Ue più di due milioni di cittadini romeni, più di un milione di cittadini polacchi e altrettanti cittadini italiani. I Paesi terzi maggiormente rappresentati tra gli stranieri residenti nell’Ue sono invece la Turchia (oltre 2 milioni), il Marocco (2 milioni circa) e l’Albania (un milione circa).

Per completare le informazioni sulla popolazione straniera dell’Ue Eurostat prende in considerazione anche i dati relativi ai nati in un Paese diverso da quello di residenza, dati che non coincidono con quelli riguardanti i cittadini stranieri residenti perché la cittadinanza può cambiare nel tempo e quindi un cittadino che attualmente è nazionale perché ha acquisito la cittadinanza può essere nato in un altro Paese. Infatti, il numero complessivo dei cittadini dell’Ue nati all’estero supera abbondantemente i 47 milioni, rispetto ai circa 32 milioni dei cittadini stranieri, e il loro numero è superiore a quello dei cittadini stranieri in tutti gli Stati membri dell’Ue tranne Lussemburgo, Lettonia e Repubblica Ceca. Dei 47,3 milioni di cittadini nati all’estero rilevati da Eurostat nel 2010, circa 16 milioni sono nati in un altro Stato membro dell’Ue e 31,4 milioni sono invece nati in un Paese al di fuori dell’Ue. Particolarmente alte le percentuali di cittadini nati all’estero ma in un altro Paese dell’Ue in Lussemburgo (83% del totale dei nati all’estero), Irlanda (77%) e Ungheria (67%). In totale, le persone nate all’estero rappresentano il 9,4% della popolazione totale dell’Ue, rispetto al 6,5% dei cittadini stranieri residenti nell’Ue.

Eurostat, poi, ha recentemente iniziato a raccogliere dati che mostrano la distribuzione dei residenti nell’Unione europea secondo il livello di sviluppo del loro Paese di nascita. A tale scopo è utilizzato l’Indice di sviluppo umano (Human Development Index – Hdi) calcolato dalle Nazioni Unite nell’ambito del suo Programma di sviluppo come indice composito che misura il progresso in tre dimensioni fondamentali: salute, educazione e standard di vita. I Paesi sono così classificati in altamente, mediamente e meno sviluppati. Il primo gruppo, con alto Hdi, comprende principalmente i Paesi di Europa e Nord America, l’Australia, la Nuova Zelanda e il Giappone, gran parte del Sud America e alcuni Paesi dell’Asia occidentale. Gli altri due gruppi, con Hdi medio e basso, riguarda principalmente Paesi situati nel resto dell’Asia e in Africa.

A livello di Unione europea, il 63,4% della popolazione di origine straniera è nata in Paesi ad alto Hdi, il 31,5% in Paesi con Hdi medio e solo il 5,1% in Paesi con Hdi basso. La Slovenia è lo Stato membro dell’Ue che registra la percentuale più elevata di persone nate in Paesi altamente sviluppati (98,5%), mentre la Francia è lo Stato membro con la percentuale più bassa (40,9%). In quattro dei cinque Stati membri con la più grande popolazione di origine straniera, cioè Francia, Regno Unito, Spagna e Italia, la quota di coloro che sono nati nei Paesi altamente sviluppati è inferiore alla media dell’Ue, situazione questa che ha l’effetto di abbassare sensibilmente la media dell’intera Ue a 27. In tutti i Paesi dell’Ue, poi, la popolazione nata all’estero in Paesi con alto indice Hdi è sovrarappresentata rispetto alla distribuzione della popolazione mondiale, dal momento che meno del 30% vive in Paesi altamente sviluppati

Per quanto riguarda invece la distribuzione per classi di età della popolazione straniera residente nei Paesi dell’Ue si conferma il dato secondo cui la popolazione immigrata è più giovane di quella nazionale sia tra gli uomini sia tra le donne, soprattutto nella popolazione in età lavorativa. Una lettura comparata delle distribuzioni per classi di età della popolazione nazionale, di quella straniera composta da cittadini comunitari che vivono in uno Stato membro diverso da quello in cui sono nati o di cui hanno la cittadinanza e di quella composta da cittadini non comunitari residenti in uno dei ventisette Paesi membri mette in evidenza come la classe di età 20-39 anni sia di gran lunga la più rappresentata nella popolazione straniera extracomunitaria (45%), sia decisamente numerosa anche tra gli immigrati comunitari (42%) e faccia registrare una percentuale decisamente più bassa all’interno della popolazione nazionale (27%).

Anche l’età media fa registrare differenze particolarmente significative: la popolazione nazionale a livello di Unione europea ha infatti un’età media di 41 anni e mezzo a fronte dei 34,4 anni registrati tra la popolazione straniera immigrata. In alcuni Paesi, poi, questa differenza è ancora più elevata, soprattutto laddove l’età media nazionale è più alta del valore europeo e si combina con un’età media degli stranieri più bassa di quella registrata mediamente a livello di Unione europea (ad esempio in Grecia, Italia e Austria).

INFORMAZIONI: www.epp.eurostat

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