Orientamenti strategici dell’Ue in materia ambientale

luglio 2011

La Commissione europea ha adottato il 20 giugno scorso una comunicazione che costituirà il fondamento per la posizione dell’Ue alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, in programma per il giugno 2012 a Rio de Janeiro (“Rio+20”). La comunicazione definisce obiettivi e azioni specifiche sui temi chiave delle Conferenza: il passaggio a un’economia verde nel contesto dello sviluppo sostenibile e della lotta contro la povertà e il miglioramento della governance in materia di sviluppo sostenibile.

Secondo il commissario europeo all’Ambiente, JanezPotocˇnik, «è fondamentale che gli Stati, qualunque sia il loro grado di sviluppo, gestiscano in modo sostenibile le risorse e il capitale naturale». In particolare, ha aggiunto il commissario all’Ambiente, «per i Paesi in via di sviluppo può trattarsi di una grande opportunità, perché le risorse e il capitale naturale sono intrinsecamente legati alla lotta contro la povertà. Per ottenere questi risultati a livello globale occorre creare le condizioni di mercato e normative adeguate a livello mondiale. La Conferenza Rio+20 può segnare l’inizio della transizione verso un’economia verde in tutto il mondo». Per presentare gli orientamenti dell’Ue in materia di ambiente e sviluppo, insieme al commissario europeo all’Ambiente era presente il suo collega responsabile per lo Sviluppo, AndrisPiebalgs, il quale ha dichiarato: “I Paesi in via di sviluppo sono i primi ad essere colpiti dai cambiamenti climatici e dal degrado ambientale. Gli effetti più visibili sono alluvioni, siccità e innalzamento del livello dei mari, fenomeni che mettono a rischio lo sviluppo economico e sociale che noi cerchiamo di stimolare con la nostra assistenza. Rio+20 ci offrirà l’occasione per consolidare l’impegno politico a migliorare le condizioni di vita di milioni di persone. Dobbiamo passare a un’economia verde che ci aiuti a realizzare una crescita sostenibile a vantaggio di tutti i cittadini».

Cosa, come e chi

La comunicazione della Commissione definisce il “cosa, come e chi” del passaggio a un’economia verde e propone azioni specifiche che potrebbero essere attuate a livello internazionale, nazionale e locale. I punti principali sono i seguenti:

• Investire in risorse chiave e capitale naturale (“cosa”): si tratta di risorse idriche, energie rinnovabili, risorse marine, biodiversità e servizi ecosistemici, agricoltura sostenibile, foreste, rifiuti e riciclaggio. Questi settori forniscono sostentamento a milioni di persone e possono contribuire ad alleviare la povertà. Inoltre, in futuro potrebbero diventare settori chiave della crescita economica e dei mercati mondiali.

•Combinare strumenti normativi e di mercato (“come”): si tratta di introdurre ecotasse, eliminare sovvenzioni controproducenti sotto il profilo ambientale, mobilitare le risorse finanziarie pubbliche e private e investire in competenze e professionalità legate all’ambiente. Occorre mettere a punto indicatori che permettano di misurare il progresso in senso più ampio (ossia tenendo conto degli aspetti ambientali e sociali) parallelamente al Pil.

•Migliorare la governance e incoraggiare la partecipazione del settore privato (“chi”): si tratta di consolidare e razionalizzare le strutture attuali di governance internazionale (ad esempio potenziando il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente – Unep). È essenziale anche accrescere sensibilmente la partecipazione e l’impegno delle imprese e della società civile.

Le prossime tappe

La comunicazione getta dunque le basi per un ulteriore dialogo tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europei con la società civile, le imprese e gli Stati in vista della Conferenza Rio+20. La posizione consolidata dell’Unione europea dovrà essere presentata all’Onu entro il 1° novembre 2011. Sulla base della comunicazione, sottolinea l’esecutivo dell’Ue, «la Commissione, il Consiglio e il Parlamento collaboreranno per definire una posizione coerente per l’Ue che possa contribuire a rendere “Rio+20” un successo che si traduca in strategie e azioni concrete per rendere l’economia più verde».

Vent’anni dopo il primo “Vertice della terra” del 1992, e nonostante i progressi realizzati nella lotta contro la povertà e il degrado dell’ambiente, continuano infatti a esistere notevoli problemi su scala mondiale. Diversi degli obiettivi di sviluppo del Millennio sono ancora molto lontani. Circa 1,4 miliardi di persone vivono ancora in condizioni di grave povertà e un sesto della popolazione del pianeta è denutrita. Le risorse naturali si esauriscono mentre le emissioni mondiali di gas a effetto serra continuano a crescere. È in questo contesto che i leader mondiali si incontreranno a Rio de Janeiro nel giugno 2012 per il quarto Vertice della terra, che segnerà il 20° anniversario della Conferenza delle Nazioni Unite per l’ambiente e lo sviluppo (Rio 1992) e il 10° anniversario del Vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile (Johannesburg 2002). “Rio+20” sarà incentrata su due temi correlati: un’economia verde nel contesto dello sviluppo sostenibile e della lotta contro la povertà e il quadro istituzionale per uno sviluppo sostenibile.

(Fonte: http://europa.eu/rapid)

INFORMAZIONI:

http://ec.europa.eu/environment/international_issues/rio20_en.htm

http://www.uncsd2012.org/rio20

SONDAGGIO DELL’UE SUGLI EUROPEI E L’AMBIENTE

Secondo un recente sondaggio realizzato dalla Commissione europea il 90% della popolazione esprime forti preoccupazioni per l’ambiente e sono molti coloro che ritengono che un uso più efficiente delle risorse naturali e la protezione dell’ambiente possano favorire la crescita nell’Ue, chiedendo quindi sia un intervento di natura normativa sia lo stanziamento di fondi ad hoc.

Il commissario europeo per l’Ambiente, JanezPotocˇnik, ha sottolineato che dal sondaggio emergono «fatti e non buone intenzioni», citando i dati secondo i quali «due europei su tre dichiarano di aver fatto una raccolta selettiva dei rifiuti nell’ultimo mese, più della metà si sforza di ridurre il proprio consumo di energia, 4 su 10 cercano di limitare il ricorso a prodotti usa e getta e un numero crescente di cittadini si sta convertendo a forme di trasporto più ecologiche».

Oltre a manifestare le loro crescenti preoccupazioni gli intervistati propongono anche alcune soluzioni per alleviare la pressione esercitata sulle risorse naturali: l’80% del campione propone un utilizzo più efficiente delle risorse da parte delle imprese, il 70% auspica un maggiore impegno dei governi nazionali e una percentuale di poco inferiore ritiene che i cittadini stessi dovrebbero fare di più.

I problemi ambientali percepiti come maggiormente urgenti sono: l’inquinamento dell’acqua (segnalato dal 41% degli intervistati), l’esaurimento delle risorse naturali (indicato dal 33% degli intervistati, valore in aumento rispetto a quello rilevato nell’indagine del 2007 che era pari al 26%), l’aumento dei rifiuti (33%), l’incremento dei consumi (26%) e la perdita di biodiversità (19%).

Nonostante la crisi economica gli europei sono convinti che l’Ue debba stanziare più fondi a favore della tutela ambientale, sia sul proprio territorio (la pensa così l’89% degli intervistati) sia destinando risorse all’impegno ambientale dei Paesi terzi (79%). Un ruolo importante è attribuito anche a legislazioni nazionali attente a questi aspetti (81%) e all’adozione di procedure di aggiudicazione degli appalti orientate a criteri ambientali (60%).

Resta ancora da sciogliere il nodo dell’informazione: se la maggior parte dei cittadini europei (60%) si considera bene informata sull’ambiente vi sono alcuni ambiti in cui gli intervistati segnalano carenze informative chiedendo, ad esempio, più chiarezza nell’etichettatura delle merci o maggiore informazione su questioni quali l’impatto sulla salute delle sostanze chimiche più comunemente usate, l’uso degli Ogm in agricoltura, l’inquinamento agricolo dovuto a pesticidi e concimi e l’esaurimento delle risorse naturali.

INFORMAZIONI:http://ec.europa.eu/environment/working_en.htm

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