Small Business Act: come sostenere le Pmi

marzo 2011

Nell’Ue circa 23 milioni di piccole e medie imprese (Pmi) occupano il 67% della forza lavoro del settore privato. Le Pmi, che rappresentano il 99% di tutte le aziende europee e danno lavoro a oltre 90 milioni di persone, costituiscono un elemento fondamentale dell’economia dell’Ue e possono dare un contributo di fondamentale importanza alla realizzazione della strategia Europa 2020.

Al fine di permettere alle Pmi di svilupparsi e creare occupazione nel 2008 è stato lanciato lo “Small Business Act” (Sba), che definisce le linee dell’azione che l’Unione europea intende condurre a favore delle Pmi. Tra il 2008 e il 2010 la Commissione e gli Stati membri hanno messo in atto nel quadro dello Sba iniziative dirette a ridurre gli oneri amministrativi, a facilitare il finanziamento delle Pmi e a favorire il loro accesso a nuovi mercati. Un recente riesame della politica europea ha evidenziato i numerosi vantaggi derivanti dallo Sba, che ha semplificato la creazione di nuove imprese nell’Ue abbassandone anche i costi. «La maggior parte delle iniziative previste dallo Sba sono state avviate, ma se si guarda a quanto è stato fatto finora appare chiaro che bisogna fare di più per incoraggiare l’imprenditorialità e sostenere le Pmi esistenti» osserva però la Commissione europea.

Le iniziative intraprese dal 2008

Lo Small Business Act ha definito per la prima volta le linee generali di una politica dell’Ue e degli Stati membri a favore delle Pmi. Dalla sua adozione, nel giugno 2008, notevoli progressi sono stati realizzati grazie alle azioni intraprese in numerosi settori per rafforzare le Pmi:

• 100.000 Pmi hanno usufruito degli strumenti finanziari del programma quadro Competitività e innovazione, creando oltre 100.000 posti di lavoro.

• La direttiva su ritardi di pagamento, adottata nel 2010, impone ora alle pubbliche amministrazioni di pagare i loro fornitori entro 30 giorni, il che permette di migliorare il flusso di cassa delle imprese.

• Nella maggior parte degli Stati membri i tempi e i costi di costituzione di una società sono stati ridotti: per una società a responsabilità limitata la media europea è scesa da 12 giorni e 485 euro nel 2007 a 7 giorni e 399 euro nel 2010.

• Procedure on line semplificate e la possibilità di presentare offerte congiunte hanno facilitato la partecipazione delle Pmi agli appalti pubblici.

• Il nuovo Centro per le Pmi dell’Ue in Cina aiuta le Pmi ad accedere ai mercati cinesi.

Tutti gli Stati membri hanno poi riconosciuto l’importanza di dare rapidamente attuazione allo Sba, ma le forme di intervento adottate e i risultati ottenuti variano notevolmente. Il riesame dello Sba sottolinea che gli Stati membri devono intensificare i loro sforzi per promuovere l’imprenditorialità e le Pmi nel difficile clima economico attuale.

Le nuove proposte

Per riconquistare il terreno perduto durante la crisi economica, con la perdita di circa 3,25 milioni di posti di lavoro, queste aziende hanno quindi bisogno di aiuto. Al fine di realizzare l’obiettivo europeo di un tasso di occupazione del 75% entro il 2020 è dunque di cruciale importanza aiutare le Pmi a crescere e a creare lavoro.

Alcuni dei problemi che le imprese più piccole devono affrontare riguardano i finanziamenti, gli oneri amministrativi e l’accesso ai mercati in altri Paesi, sia nell’Ue che nel resto del mondo. Le nuove proposte comprendono allora misure per:

• Ridurre ulteriormente la burocrazia, istituendo sportelli unici per facilitare le procedure amministrative e dove le piccole imprese possano richiedere finanziamenti europei, nazionali e locali, semplificando la contabilità e altri requisiti giuridici.

• Migliorare la normativa europea, mediante un test Pmi per le proposte legislative della Commissione, con particolare attenzione per le differenze tra micro, piccole e medie imprese. Introdurre inoltre obiettivi quantificati per limitare la pratica degli Stati membri di introdurre norme aggiuntive nella legislazione di recepimento delle direttive europee.

• Migliorare l’accesso ai finanziamenti snellendo le procedure, ampliando i regimi di garanzia dei prestiti e informando gli investitori delle opportunità offerte dalle Pmi.

• Possibilità per tutte le banche, di qualsiasi dimensione, di accedere facilmente ai prestiti della Banca europea per gli investimenti (Bei) e agli strumenti dell’Ue.

• Aiutare le Pmi ad accedere ai mercati mondiali mediante un sostegno potenziato e accordi di libero scambio.

• Introdurre una nuova strategia per cluster e reti competitivi a livello mondiale, nonché un’azione specifica sul trasferimento regionale di conoscenze tra esperti in materia ambientale ed energetica nel quadro della rete Impresa Europa.

• Armonizzare l’imposta sulle società, semplificando anche le procedure per il recupero dei debiti in altri Paesi dell’Ue.

• Promuovere l’imprenditorialità e la creazione di occupazione riducendo a un mese il tempo necessario per ottenere licenze e permessi.

L’analisi propone inoltre un controllo più efficiente delle iniziative dei governi nazionali per mettere in atto lo Sba. Negli ultimi anni i governi hanno già fatto progressi, ma devono ancora mettersi d’accordo su una nuova regolamentazione che istituirà la società privata europea. Grazie a questa nuova forma giuridica, le imprese non dovranno più registrarsi di nuovo per costituire una sede in un altro Paese dell’Ue, riducendo così i costi e le pratiche necessarie.

INFORMAZIONI: http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/small-business-act

DISOCCUPAZIONE STABILE, SEMPRE ALTA TRA I GIOVANI

Il tasso di disoccupazione nell’Unione europea è rimasto più o meno invariato al 9,6% dal febbraio 2010, ma resta più elevato dell’anno precedente in tutti i più grandi Stati membri. È quanto riporta il Monthly Labour Market Fact Sheet pubblicato in febbraio dalla Commissione europea.

Tra i grandi Stati membri, il tasso di disoccupazione a fine 2010 era leggermente aumentato in Polonia (0,1%) e diminuito in Spagna (-0,2%), mentre è rimasto stabile negli altri Paesi con una situazione migliore del previsto in Germania nel gennaio di quest’anno.

Resta depresso e continua a mostrare preoccupanti sviluppi invece il mercato del lavoro per i giovani: la disoccupazione giovanile ha iniziato a salire nuovamente nel novembre 2010 dopo un calo registrato da maggio ad agosto, segnando il tasso più alto dall’inizio della crisi con il 21%. In particolare, picchi superiori al 25% sono stati osservati in Spagna (42,8%), Slovacchia (37,3%), Irlanda (29,1%), Italia (29%), Ungheria (28,4%), Polonia (25,7%) e negli Stati baltici (circa 30%). Al contrario, la Germania e il Belgio hanno registrato un calo significativo.

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