Resta forte il divario salariale

marzo 2011

La prima giornata europea per la parità retributiva tra donne e uomini denuncia il divario salariale nell’Ue. Ancora oggi nei Paesi dell’Unione europea una donna, nell’arco della sua vita lavorativa, guadagna in media il 17,5% in meno rispetto ad un uomo. Per raggiungere la remunerazione di un uomo di pari livello lavorativo, una donna dovrebbe lavorare un numero di giorni in più che equivalgono al periodo compreso tra l’inizio di un anno e il 5 marzo, data non a caso scelta dalla Commissione europea come prima Giornata europea per la parità retributiva tra donne e uomini. Un’iniziativa lanciata per sensibilizzare il grande pubblico sullo scarto salariale ancora esistente in Europa tra i sessi. «La Giornata europea per la parità retributiva tra donne e uomini serve a farci riflettere su quanto lavoro occorra per colmare il divario di genere in questo campo. Insieme con gli Stati membri e le parti sociali ci batteremo per ridurre concretamente lo scarto retributivo tra i sessi nell’Unione europea, perché in futuro non ci sia più bisogno di una giornata per la parità retributiva» ha dichiarato Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea e commissaria europea per la Giustizia.

Uno dei principi fondatori dell’Unione europea, sancito già nel 1957 con il Trattato di Roma, è: “Lo stesso salario per lo stesso lavoro”. Nonostante ciò la riduzione del divario salariale tra i sessi procede a rilento: stando alle ultime cifre, relative al 2008, lo scarto salariale di genere va dal 5% in Italia al 30% in Estonia, una situazione che rispecchia le complesse disparità tuttora presenti sul mercato del lavoro.

La strategia europea

Nel settembre 2010 la Commissione europea ha pubblicato una strategia globale per la parità tra donne e uomini, al fine di eliminare lo scarto retributivo tra i sessi. In occasione della Giornata europea per la parità retributiva tra donne e uomini, poi, l’esecutivo dell’Ue ha indicato quale sarà il suo impegno per ridurre il divario salariale:

• sosterrà iniziative per la parità salariale sul posto di lavoro, come i marchi, le carte e i premi individuati da un recente studio dell’Ue su iniziative non legislative rivolte alle imprese per promuovere la parità di genere in ambito lavorativo;

• favorirà lo sviluppo di strumenti che consentano ai datori di lavoro di correggere ingiustificate disparità retributive fra i sessi, come il “Logib tool” utilizzato dalle imprese tedesche e lussemburghesi per calcolare il divario salariale tra donne e uomini in ambito aziendale;

• esaminerà come migliorare la trasparenza retributiva e in che modo le forme di lavoro atipico, come il lavoro part-time e i contratti a tempo determinato, incidono sulla parità salariale;

• si adopererà per indirizzare donne e uomini verso professioni non tradizionali e facilitare l’equilibrio tra lavoro e vita privata per entrambi i sessi.

Sensibilizzazione necessaria

La normativa dell’Ue e degli Stati membri sulla parità salariale ha permesso di diminuire i casi di discriminazione diretta, cioè quelli in cui a parità di mansioni lavoratori di sesso diverso non ricevono la stessa retribuzione. La disparità salariale abbraccia però una realtà ben più ampia, che rispecchia le discriminazioni e le disuguaglianze attualmente presenti sul mercato del lavoro nel suo insieme.

Secondo un sondaggio Eurobarometro svolto nel 2010, il 62% degli europei ritiene che siano ancora presenti disparità fra i sessi in molti settori della società; per l’82% degli intervistati il problema del divario retributivo andrebbe affrontato con urgenza, mentre il 61% pensa che le decisioni prese a livello di Unione europea rivestano un’importanza primaria per promuovere la parità uomo-donna.

L’opera di sensibilizzazione è però fondamentale per far conosce a datori di lavoro, dipendenti e parti interessate i motivi del divario retributivo tuttora esistente tra uomini e donne e i modi per ridurlo. La Commissione europea sta quindi portando avanti una campagna d’informazione in tutta l’Ue con azioni nei 27 Stati membri. Il sito web della Commissione mette inoltre a disposizione un calcolatore del divario di retribuzione tra donne e uomini che consente a dipendenti e datori di lavoro di conoscere il divario di retribuzione tra i sessi.

INFORMAZIONI:

http://ec.europa.eu/equalpay

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