Donne e uomini nell’Ue: alcuni dati

marzo 2011

In occasione della Giornata internazionale della donna 2011, Eurostat ha pubblicato uno studio che ha preso in esame alcuni aspetti della parità di genere nell’Ue, parte della mole di dati sul genere disponibili in una sezione del sito web che l’Ufficio di statistica europeo ha recentemente dedicato al tema della parità di genere.

Lo studio ha preso in esame soprattutto la composizione delle famiglie che vivono nell’Ue e come la presenza o meno di figli influenzi i tassi di occupazione di padri e madri.

Single: più donne che uomini

Emerge allora che tra gli oltre 200 milioni di famiglie che vivevano nell’Ue nel 2009, il 25% è costituito da coppie senza figli, il 22% da coppie con figli, il 17% da donne single senza figli, il 13% da uomini single senza figli, il 4% da donne sole con figli, lo 0,5% da uomini soli con figli, mentre il 19% comprende altre tipologie di famiglie.

Per le donne single senza figli, ad esempio, le differenze sono però notevoli tra le percentuali minime registrate a Cipro (9%) a Malta, in Spagna e in Portogallo (11%) e quelle invece rilevate in Finlandia (23%), in Germania e Lituania (21%) o in Austria e Francia (20%). In ogni caso, in tutti gli Stati membri dell’Ue la proporzione di donne che vivono da sole è più alta di quella relativa agli uomini single.

La quota di donne sole con figli, invece, varia da meno del 2% in Grecia, Finlandia, Romania e Malta al 7% in Estonia e Regno Unito, mentre tra gli uomini la condizione di single con figli è inferiore all’1% in tutti gli Stati membri.

Occupazione e numero di figli

Il tasso di occupazione per le donne e gli uomini varia poi in modo sostanziale a seconda che essi abbiano figli o meno. Il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra 25-54 anni, ad esempio, diminuisce con l’aumentare del numero di figli a carico, mentre per gli uomini in questa fascia di età la situazione è quasi opposta.

Nel 2009, infatti, nell’Ue a 27 il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra 25-54 senza figli era del 75,8%, scendeva al 71,3% per le donne con un figlio, al 69,2% per quelle con due figli e al 54,7% per quelle con tre figli o più. Tra gli uomini in questa fascia di età, invece, per quelli senza figli il tasso di occupazione era dell’80,3%, dell’87,4% per quelli con un figlio, del 90,6% per quelli con due figli e dell’85,4% per quelli con tre figli o più.

L’andamento osservato a livello di Unione europea, con un tasso di occupazione femminile che diminuisce all’aumentare del numero di figli, è confermato nella maggioranza degli Stati membri. Tuttavia, il modello è leggermente diverso a Cipro, in Ungheria, Paesi Bassi e Finlandia, dove il tasso per le donne diminuisce con il primo figlio ma aumenta poi per il secondo. In Lettonia, Lituania, Portogallo e Romania, invece, le donne con un bambino sono più frequentemente nel mercato del lavoro e il tasso di occupazione comincia a diminuire solo con un secondo figlio. In Belgio e Slovenia il tasso di occupazione inizia a scendere con il terzo figlio.

In ogni caso, i tassi di occupazione per le donne con e senza figli sono più bassi rispetto a quelli degli uomini in tutti gli Stati membri, ad eccezione per le donne senza figli in Estonia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Ungheria e Finlandia.

INFORMAZIONI:

http://epp.eurostat.ec.europa.eu

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