Unhcr: l’Ue garantisca l’accesso all’asilo

gennaio 2011

«L’asilo in Europa non deve essere minacciato dalla tendenza ad applicare politiche di frontiera più restrittive», questo l’appello lanciato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur-Unhcr) agli Stati membri dell’Ue e all’Agenzia europea per le frontiere esterne Frontex.

Secondo l’Unhcr, infatti, nello sforzo attuato per arginare l’immigrazione irregolare «l’Europa non deve dimenticare che tra coloro che cercano di entrare nell’Ue ci sono anche persone che hanno bisogno di protezione internazionale e le cui vite sono in pericolo».

Questo appello dell’Unhcr deriva dall’analisi dei dati sugli arrivi via mare di migranti nel Mediterraneo centrale che negli ultimi due anni si sono ridotti sensibilmente in Italia, Grecia, Cipro e Malta: nei primi 10 mesi del 2010 sono giunte via mare in questi Paesi circa 8800 persone contro le 32.000 dello stesso periodo del 2009, con una diminuzione del 72,5%; quasi i due terzi degli arrivi via mare del 2010 si sono verificati in Grecia, un terzo in Italia e i restanti a Malta e Cipro.

Questo netto calo «è certamente una conseguenza dei più rigidi controlli di frontiera, dei pattugliamenti congiunti e dei respingimenti in mare» osserva l’Unhcr, secondo cui, però, tale diminuzione «non risolve il problema, ma semplicemente lo trasferisce altrove». A ciò corrisponde infatti un aumento repentino degli arrivi via terra ad esempio nella regione greca di Evros, dove si sono registrati 38.992 arrivi nei primi 10 mesi di quest’anno, contro i 7574 dello stesso periodo del 2009, con un incremento del 415%. Sul caso della Grecia, dove i richiedenti asilo hanno scarse possibilità di ottenere lo status di rifugiato e i migranti (compresi i minori) sono detenuti in condizioni difficili con scarso accesso all’assistenza legale e al servizio di interpretariato, l’Unhcr ha costantemente espresso le sue preoccupazioni all’Ue.

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati riconosce la necessità della gestione delle frontiere ma, sottolinea, questo non può prescindere dalla protezione dei rifugiati: «Le politiche di controllo dei confini che bloccano indiscriminatamente gli arrivi non fanno che spingere i richiedenti asilo a percorrere vie ancora più rischiose e disperate per cercare salvezza, questa è la ragione per la quale oggi sempre più richiedenti asilo si trovano nelle mani dei trafficanti».

Inoltre, osserva l’Unhcr, in tutto il mondo i fattori che costringono le persone a diventare rifugiate non sono in diminuzione, per questo l’Alto commissario Onu António Guterres ha lanciato un nuovo appello per giungere ad accordi su una migliore suddivisione degli oneri con i Paesi più poveri, che ospitano i quattro quinti dei rifugiati nel mondo.

Diritto di residenza comunitario ai rifugiati

In materia di diritto d’asilo il Parlamento europeo ha poi proposto recentemente che i  rifugiati e le persone che hanno diritto alla protezione internazionale possano ottenere un permesso di residenza valido in tutta l’Ue. Ciò dovrebbe essere reso possibile da un accordo preso tra eurodeputati e Consiglio dell’Ue per modificare la legislazione comunitaria, cioè la direttiva del 2003 sullo status giuridico dei residenti legali di lungo termine che escludeva esplicitamente i rifugiati e i beneficiari di protezione internazionale. Le nuove regole dovrebbero così garantire ai rifugiati gli stessi diritti dei cittadini non comunitari in possesso di un permesso di residenza di lungo termine e, nel rispetto di certe condizioni, la parità di trattamento con i cittadini europei su una serie di diritti economici e sociali, «affinché lo status di soggiornante di lungo periodo sia un autentico strumento d’integrazione sociale di queste persone» sostiene l’Europarlamento. Tali diritti comprendono l’accesso all’educazione, al mercato del lavoro e alla sicurezza sociale, nonché il rafforzamento del cosiddetto principio di “non refoulement” (divieto di espulsione). La nuova legge comunitaria permetterà inoltre ai rifugiati e ai beneficiari di protezione internazionale di ottenere il permesso di residenza in uno Stato membro diverso da quello che ha concesso la protezione.

Gli Stati membri avranno due anni per conformarsi alle nuove regole, mentre la legislazione non avrà effetti per Regno Unito, Irlanda e Danimarca.

INFORMAZIONI: http://www.unhcr.it

http://www.europarl.europa.eu

I DATI RACCOLTI DALL’UNHCR

Arrivi via mare per Paese

• Italia: 3400 arrivi via mare nei primi 10 mesi del 2010. Erano stati 8500 e 29.500 rispettivamente nello stesso periodo del 2009 e del 2008.

• Malta: 30 arrivi via mare nei primi 10 mesi del 2010. Erano stati 1500 nello stesso periodo del 2009 e 2775 in tutto il 2008.

• Cipro: 7 arrivi via mare nei primi 10 mesi del 2010. Erano stati 130 e 1000 rispettivamente nello stesso periodo del 2009 e del 2008.

• Grecia: 5400 arrivi via mare nei primi 10 mesi del 2010. Erano stati 22.000 nello stesso periodo del 2009 e 30.500 in tutto il 2008.

Arrivi via terra

• 38.992 persone hanno attraversato il confine fra Turchia e Grecia, nella regione greca di Evros, nei primi 10 mesi del 2010, contro le 7574 dello stesso periodo del 2009.

Tassi di riconoscimento dello status di rifugiato: Grecia, Italia, Malta

• La debolezza del sistema di asilo in Grecia è dimostrata dal fatto che meno dell’1% delle persone che fa richiesta di asilo ottiene lo stato di rifugiato o una forma alternativa di protezione internazionale.

• Nel 2008, prima che venisse adottata la pratica dei respingimenti, il 70-75% circa delle persone arrivate in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo. Di queste, circa il 50% ha ottenuto lo status di rifugiato o una forma alternativa di protezione internazionale.
• Circa l’84% delle persone arrivate a Malta via mare tra il 2002 e il 2010 ha fatto richiesta di asilo. Di queste, circa il 56% ha ottenuto lo status di rifugiato o una forma alternativa di protezione internazionale.

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