Tendenze del consumo di droghe in Europa

gennaio 2011

Tecniche sofisticate per lo spaccio di cocaina, cambiamenti nel mercato degli stimolanti, diffusa produzione domestica di cannabis e continua comparsa di droghe “legali” ideate per sostituire le sostanze controllate, queste le tendenze del consumo di droghe in Europa evidenziate dal Rapporto 2010 dell’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (Emcdda).

È sempre allarme cocaina

Innanzitutto resta allarmante il problema cocaina, con circa 14 milioni di adulti europei (15-64 anni) che l’hanno provata nella loro vita e circa 4 milioni che l’hanno consumata nell’ultimo anno. Un consumo concentrato soprattutto in alcuni Paesi occidentali dell’Ue (Danimarca, Irlanda, Spagna, Italia e Regno Unito) e con incidenze sui giovani adulti (15-34 anni) che vanno dal 2,9% dell’Italia al 6,2% del Regno Unito. «Troppi europei considerano ancora il consumo di cocaina come un accessorio relativamente innocuo di uno stile di vita di successo» ha affermato il direttore dell’Osservatorio europeo, Wolfgang Götz, sottolineando invece che con l’aumento del consumo di cocaina aumenta anche il suo impatto sulla salute pubblica.

Infatti, il Rapporto 2010 dell’Osservatorio europeo rileva un aumento dei decessi associati al consumo di cocaina: attualmente in Europa sono segnalati circa 1000 decessi correlati alla cocaina all’anno, ma ad esempio nel Regno Unito il numero di certificati di decesso che citano la cocaina è raddoppiato tra il 2003 (161) e il 2008 (325). Nel 2008, poi, circa 70.000 persone hanno iniziato un trattamento per problemi legati al consumo di cocaina (polvere e crack) in 27 Paesi europei (circa il 17% di tutti i nuovi pazienti che si sottopongono al trattamento delle tossicodipendenze).

«Dobbiamo comunicare non solo che il consumo di questa sostanza può aumentare pesantemente e con rapidità, ma anche che può causare decessi, persino quando l’assunzione è occasionale e le dosi sono basse» ha aggiunto Götz, anche perché la cocaina venduta in Europa è spesso mescolata con “sostanze da taglio” (adulteranti) per aumentarne il valore di mercato.

Amfetamine soprattutto nel Nord Europa

Anche il consumo di amfetamine (amfetamina o metamfetamina), che rimane nel complesso inferiore rispetto a quello di cocaina in Europa, è comunque elevato e in numerosi Paesi, soprattutto nordeuropei, è molto diffuso: circa 12 milioni di europei (15-64 anni) hanno provato le amfetamine nel corso della vita, di questi circa 2 milioni l’hanno fatto nell’ultimo anno.

Il consumo problematico di amfetamina è riportato principalmente dai Paesi dell’Europa settentrionale, riflettendosi in misura significativa nella percentuale di pazienti che iniziano un trattamento in Svezia (32%), Finlandia (20%) e Lettonia (15%). Il consumo problematico di metamfetamina in Europa rimane invece limitato principalmente alla Repubblica Ceca e alla Slovacchia. Tuttavia, la disponibilità della sostanza sembra aumentare in alcune zone dell’Europa settentrionale (ad esempio Norvegia, Svezia, Lettonia, Finlandia), dove potrebbe essere venduta come sostituto dell’amfetamina.

Cannabis stabile, ma aumenta in Italia

I livelli del consumo di cannabis sembrano in crescita in alcuni Paesi dell’Europa orientale e, in qualche caso, raggiungono o superano i livelli di prevalenza riportati in alcune parti dell’Europa occidentale. Negli Stati membri orientali dell’Ue i livelli più elevati di consumo di cannabis nell’ultimo anno tra i giovani adulti (15-34 anni) sono stati registrati nella Repubblica Ceca (28,2%), in Slovacchia (14,7%) e in Estonia (13,6%); in quelli occidentali, invece, la prevalenza più elevata è stata segnalata in Italia (20,3%), Spagna (18,8%) e Francia (16,7%).

È confermata la tendenza generale alla stabilizzazione o al calo nel consumo di cannabis in Europa citata nei tre precedenti Rapporti annuali dell’Emcdda. Tuttavia, all’interno di questa tendenza, si registrano attualmente andamenti divergenti. Tra i giovani adulti (15-34 anni) che hanno riferito di avere consumato cannabis nell’ultimo anno, si osservano tre tendenze principali per il periodo 1998-2008: cinque Paesi nel Nord e nel Sud-Est dell’Europa (Bulgaria, Grecia, Ungheria, Finlandia, Svezia) si distinguono per la loro stabilità complessiva e per i bassi livelli di consumo (inferiori al 9%); sei Paesi dell’Europa occidentale (Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito) riportano livelli più elevati di consumo ma una diminuzione o stabilizzazione negli ultimi anni; quattro Paesi (Repubblica Ceca, Estonia, Italia, Slovacchia) segnalano ancora una tendenza ascendente nel consumo della cannabis. I dati ottenuti dal progetto di indagine europeo nelle scuole sul consumo di alcol e altre droghe (Espad) mostrano un quadro simile nell’evoluzione temporale del consumo di cannabis tra gli studenti di età compresa tra 15 e 16 anni (1995-2007).

Record di nuove droghe

Un altro problema rilevato dall’Osservatorio europeo riguarda un numero elevato di nuove sostanze segnalato tramite il sistema di allarme rapido dell’Ue. Nel 2009, infatti, sono state notificate ufficialmente per la prima volta 24 nuove sostanze psicoattive: cifra che non solo rappresenta il maggior numero di sostanze mai riferito in un unico anno, ma equivale a quasi il doppio del numero notificato nel 2008 (13). Tutti i nuovi composti riportati erano derivati sintetici, incluse tre sostanze con proprietà medicinali. Cresce la popolarità dei catinoni sintetici, cioè dei derivati del composto catinone, correlato che fa parte della famiglia delle amfetamine, mentre continua l’evoluzione del fenomeno “Spice” (prodotti di origine vegetale da fumare mescolati a cannabinoidi sintetici): sia le denominazioni che la presentazione con il marchio dei prodotti analoghi alla “Spice” si sono diversificati, e i loro composti psicoattivi sono cambiati in risposta alle misure di controllo. Nel 2009, tramite il sistema di allarme rapido, sono stati segnalati in totale nove cannabinoidi sintetici, appartenenti ad almeno quattro gruppi chimici distinti, mentre nel 2010 sono state individuate 31 nuove sostanze fra cui catinoni sintetici, cannabinoidi sintetici, oltre a nuove sostanze sintetiche simili alla cocaina e alle amfetamine (6).

La comparsa di nuovi composti sintetici non regolamentati, commercializzati su Internet come droghe “legali” o “non adatte al consumo umano”, presenta una sfida crescente per il monitoraggio, la risposta e il controllo del consumo delle nuove sostanze psicoattive: nella più recente rassegna condotta dall’Osservatorio europeo sulle vendite di droghe on line in Europa sono stati individuati 170 negozi che vendono droghe “legali” e funghi allucinogeni via web.

INFORMAZIONI: http://www.emcdda.europa.eu/events/2010/annual-report

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