Programma 2010 sull’allargamento dell’Ue

gennaio 2011

La Commissione europea ha adottato nel novembre scorso il documento strategico annuale sull’allargamento dell’Ue, contenente una valutazione sul programma di allargamento e le prospettive riguardanti il futuro ingresso nell’Ue dei Balcani occidentali, della Turchia e dell’Islanda.

Confermando che la Croazia sta entrando nella fase finale dei preparativi per l’adesione, la Commissione propone di concedere al Montenegro lo status di Paese candidato e raccomanda di avviare i negoziati di adesione con lo stesso Montenegro e con l’Albania quando questi Paesi avranno realizzato una serie di priorità fondamentali. Complessivamente, rileva il documento, i negoziati con la Croazia sono entrati nella fase finale; procedono, anche se a rilento, i negoziati con la Turchia; sono stati avviati i negoziati di adesione con l’Islanda e si sta trattando la candidatura della Serbia; è ribadita la raccomandazione formulata nel 2009 per l’avvio di negoziati di adesione con l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia e confermata la prospettiva europea per la Bosnia-Erzegovina e il Kosovo.

Le riforme intraprese nei Paesi interessati all’allargamento dell’Ue stanno già portando benefici tangibili ai loro cittadini, osserva la Commissione. Infatti, i cittadini dell’Albania e della Bosnia-Erzegovina potranno prossimamente recarsi nell’Ue senza bisogno di visto. Per la Serbia, il Montenegro e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia l’obbligo del visto è stato abolito già da un anno. Inoltre, secondo la valutazione dell’esecutivo europeo: molte economie della regione interessata dall’allargamento si stanno rafforzando nonostante la crisi mondiale; la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali si sta avvicinando ai livelli dell’Ue; la cooperazione regionale sta facendo progressi considerevoli. In generale, sottolinea la Commissione, «il consolidamento della pace e della stabilità ha comportato vantaggi non solo per la regione, ma per l’intera Europa».

Tuttavia, dal momento che i preparativi per l’adesione sono estremamente impegnativi e richiedono un processo radicale di riforma nei Paesi candidati e candidati potenziali, «sussistono ancora numerose sfide, che riguardano in particolare la buona governance, lo Stato di diritto e la libertà di espressione». Ad esempio, resta un requisito indispensabile per l’intero processo di adesione di diversi Paesi la collaborazione totale con il Tribunale Penale Internazionale per l’ex Yugoslavia (Icty). «La credibilità del processo è una conditio sine qua non per garantirne il successo. A livello dell’Ue, la credibilità presuppone che la prospettiva di adesione sia subordinata a condizioni estremamente rigorose. Per i candidati e i candidati potenziali, ciò significa un impegno ad attuare riforme volte ad avvicinarli maggiormente agli standard e alle norme dell’Ue, nonché una prospettiva europea credibile» ha dichiarato Štefan Füle, commissario europeo all’Allargamento e alla Politica di vicinato dell’Ue.

INFORMAZIONI:

http://ec.europa.eu/enlargement/index_it.htm

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