Esclusione sociale nell’Ue: a rischio 116 milioni di persone

gennaio 2011

In occasione della Conferenza di chiusura dell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, svoltasi a Bruxelles nei giorni 16 e 17 dicembre 2010, Eurostat ha reso noto un Rapporto su Reddito e condizioni di vita in Europa che fornisce un quadro allarmante della situazione europea per quanto concerne il rischio di povertà anche perché basato su dati relativi al 2008 e quindi probabilmente sottostimato, dal momento che non considera ancora le conseguenze della crisi economica abbattutasi negli ultimi due anni sulla popolazione europea. Un obiettivo fondamentale della strategia dell’Ue “Europa 2020” consiste nel portare almeno 20 milioni di persone fuori dal rischio di povertà o esclusione sociale, obiettivo misurato utilizzando una combinazione di tre indicatori: le persone a rischio di povertà, le persone materialmente indigenti in modo grave e le persone che vivono in famiglie con un’intensità lavorativa molto bassa. Ebbene, all’inizio del 2009 si stimavano ben 116 milioni di persone nei 27 Paesi dell’Ue colpite da almeno una di queste forme di esclusione sociale.

81 milioni di persone a rischio povertà

Per quanto riguarda la povertà di reddito, a fine 2008 erano a rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali circa 81 milioni di persone, cioè circa il 17% della popolazione dell’Ue. Ciò significa che il loro reddito disponibile era inferiore alla soglia di rischio di povertà calcolata al 60% del reddito medio nazionale. Il rischio di povertà più elevato è stato registrato percentualmente in Lettonia (26%), Romania (23%) e Bulgaria (21%), mentre il rischio minore ha riguardato Repubblica Ceca (9%), Paesi Bassi e Slovacchia (entrambi all’11%).

42 milioni materialmente indigenti

Secondo le rilevazioni di Eurostat, poi, circa 42 milioni di persone, ovvero l’8% circa della popolazione totale dell’Ue, si trovavano a inizio 2009 in condizioni materiali di grave deprivazione, nel senso che le loro condizioni di vita erano fortemente limitate dalla mancanza di risorse tali da non essere in grado di permettersi di pagare affitti, bollette e debiti, di avere abitazioni adeguatamente riscaldate, di possedere un’auto o un telefono. Le quote di persone materialmente indigenti variavano però notevolmente tra gli Stati membri, con le più alte registrate in Bulgaria (41%) e Romania (33%) e la più basse in Lussemburgo, Svezia, Paesi Bassi, Danimarca e Spagna (tutte al di sotto del 3%).

34 milioni in famiglie senza lavoro

Un altro indicatore è quello riguardante le persone che vivono in famiglie con bassa intensità di lavoro, cioè dove in media gli adulti (persone di 18-59 anni) lavorano meno del 20% del totale potenziale delle ore lavorative (esclusi gli studenti). A inizio 2009 erano 34 milioni le persone in questa condizione nell’Ue, cioè circa il 9% della popolazione di età 0-59 anni. Le quote più elevate di persone appartenenti a famiglie con bassa intensità lavorativa hanno riguardato Irlanda (14%), Ungheria, Belgio e Germania (tutte al 12%), mentre le più basse sono state rilevate a Cipro (4%), in Lussemburgo, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Estonia e Svezia (tutte al di sotto del 5 %).

7 milioni gravemente colpite

Come detto in precedenza, nel 2008 circa 116 milioni di persone, cioè quasi un quarto della popolazione dell’Ue, sono state colpite da almeno una delle tre forme di esclusione sociale appena descritte. Tra gli Stati membri, Bulgaria (45% della popolazione), Romania (44%), Lettonia (34%) e Polonia (31%) hanno fatto registrare le quote più elevate, mentre le più basse hanno riguardato Paesi Bassi, Svezia e Repubblica Ceca (tutti al 15%), Lussemburgo e Danimarca (entrambi al 16%). Va poi sottolineato che circa 7 milioni di persone (ovvero l’1,4% della popolazione dell’Ue) sono state interessate da tutti e tre i fattori di esclusione, cioè rischio di povertà, grave indigenza materiale e bassa intensità lavorativa. Le percentuali più elevate in questi casi sono state osservate in Bulgaria (4%) e Ungheria (3%), mentre le più basse hanno riguardato Lussemburgo, Svezia, Danimarca, Spagna e Paesi Bassi (tutti al di sotto dello 0,5%).

Piattaforma europea contro la povertà

Anche alla luce dei dati presentati da Eurostat, con una comunicazione intitolata “La piattaforma europea contro la povertà e l’esclusione sociale” la Commissione europea ha indicato che l’Ue pone la lotta contro la povertà al centro degli obiettivi per la crescita e l’occupazione. In concomitanza con la chiusura dell’Anno europeo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, l’esecutivo europeo ha sottolineato infatti come l’Ue debba intensificare gli sforzi nel decennio a venire per risolvere questa problematica fondamentale, perché «portare i gruppi vulnerabili al centro delle nostre società e dei mercati del lavoro è essenziale per una crescita sostenibile e inclusiva. La riduzione della povertà è un volano di questa crescita futura».

La Commissione sosterrà gli sforzi nazionali mobilitando le politiche in tema di protezione sociale, occupazione e istruzione nonché le fonti di finanziamento europeo, ma spetterà agli Stati membri «fissare i propri ambiziosi obiettivi nazionali e rendicontare annualmente i progressi realizzati»: essi saranno chiamati a illustrare le loro iniziative nell’ambito delle Relazioni nazionali sulla strategia “Europa 2020” in quanto contributo per la crescita e l’occupazione; la Commissione valuterà poi tali interventi e identificherà le buone pratiche.

La piattaforma presentata dalla Commissione comprende alcuni interventi considerati prioritari perché particolarmente importanti, tra questi:

• La promozione dell’innovazione nella politica sociale, cioè incoraggiare l’innovazione per trovare soluzioni intelligenti nell’Europa post-crisi, soprattutto in termini di sostegno sociale più efficacie ed efficiente. Secondo la Commissione ciò significa «promuovere l’innovazione nel campo della politica sociale a partire da dati esperienziali, facendo ricorso a metodi convalidati per vagliare e analizzare il cambiamento politico, ad esempio per accertare l’efficacia dei diversi modi di distribuire o gestire le attuali prestazioni assistenziali tra gruppi specifici».

• A sostegno degli obiettivi di inclusione sociale, fare il miglior uso possibile di tutti i fondi messi a disposizione dall’Ue, in particolare del Fondo sociale europeo, e proporre di dare priorità alle iniziative di politica sociale in vista dei futuri finanziamenti. Il nuovo strumento di microfinanziamento sarà operativo all’inizio del 2011 con l’intenzione di aiutare i gruppi vulnerabili ad accedere a prestiti per costituire una propria azienda.

• Rendere i servizi di protezione sociale più efficienti e maggiormente rispondenti ai nuovi bisogni sociali: la Commissione pubblicherà nel 2011 un Libro bianco per affrontare la tematica della sicurezza, adeguatezza e sostenibilità delle pensioni. Sono previsti inoltre interventi correlati alla qualità dei servizi sociali, alle disparità sul piano sanitario e all’esclusione dalle strutture abitative, mentre il 2012 sarà l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo.

• Coinvolgere una gamma molto più ampia di partner nella lotta contro l’esclusione: la Commissione definirà orientamenti volontari per il coinvolgimento degli attori competenti nella definizione, configurazione e realizzazione di interventi per la riduzione della povertà da adottarsi a livello nazionale, regionale e locale.

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Essendo una delle sette iniziative-faro della strategia “Europa 2020” dell’Ue, la comunicazione relativa alla piattaforma europea contro la povertà e l’esclusione sociale definisce le azioni utili per incoraggiare gli interventi a tutti i livelli al fine di raggiungere l’obiettivo di riduzione della povertà. Tale iniziativa è poi complementare e fortemente correlata alle altre iniziative faro finalizzate all’aumento dell’occupazione e al miglioramento dell’istruzione e delle abilità.

«La lotta contro la povertà e l’esclusione sociale è una necessità economica. Il fatto che ci siano ancora milioni di persone che vivono ai margini della società significa che stiamo sprecando una parte cospicua delle nostre risorse umane. I bambini, i giovani, i migranti, gli anziani e gli altri gruppi vulnerabili meritano un’attenzione particolare» ha dichiarato il commissario europeo per l’Occupazione, gli Affari sociali e l’Inclusione, László Andor, presentando la nuova iniziativa europea contro la povertà e l’esclusione.

INFORMAZIONI:

http://epp.eurostat.ec.europa.eu

http://ec.europa.eu/social

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