Governance: raccomandazioni dell’Europarlamento

ottobre 2010

I recenti sviluppi economici hanno «chiaramente evidenziato» che il coordinamento delle politiche economiche nell’ambito dell’Unione europea, in particolare nell’area euro, «non ha funzionato in maniera soddisfacente» e, nonostante gli obblighi derivanti dal Trattato sul funzionamento dell’Ue, gli Stati membri «hanno omesso di considerare le loro politiche economiche come una questione di interesse comune e di coordinarle nell’ambito del Consiglio in conformità delle pertinenti disposizioni del trattato». Per queste ragioni, «pur nel rispetto del ruolo fondamentale della Commissione nella procedura di sorveglianza», il Parlamento europeo ha adottato lo scorso 20 ottobre una risoluzione contenente alcune raccomandazioni sul miglioramento della governance economica e del quadro di stabilità dell’Unione. Le sintetizziamo di seguito.

Sorveglianza multilaterale

Definire il campo di applicazione della sorveglianza multilaterale al fine di includere la crescita e il suo impatto economico sull’occupazione nello stesso quadro normativo degli attuali strumenti finalizzati a evitare squilibri macro-economici eccessivi, insostenibili politiche fiscali e di altro genere e ad affrontare le questioni della stabilità finanziaria, degli investimenti a lungo termine e della crescita sostenibile, allo scopo di conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020 e di altre pertinenti iniziative. Definire un quadro analitico rafforzato di sorveglianza (tra cui uno scoreboard che preveda valori limite specifici per l’allerta precoce), dotato di adeguati strumenti metodologici e di trasparenza per una efficace sorveglianza multilaterale che si basi su indicatori economici armonizzati (reali e nominali) della situazione della competitività e/o degli squilibri eccessivi. Stabilire norme comuni relative ad un uso più efficace degli indirizzi di massima per le politiche economiche in coordinamento con gli orientamenti in materia di occupazione, come strumento chiave per l’orientamento economico, la sorveglianza e le raccomandazioni specifiche per Stato membro. Istituire un «semestre europeo» per un raffronto e una valutazione dei progetti di bilancio degli Stati membri previo dibattito in seno ai Parlamenti nazionali. Istituire un quadro valido e trasparente di sorveglianza costituito da due pilastri: le politiche economiche e le politiche dell’occupazione. Assicurare che, in tutte le valutazioni di bilancio, si tenga esplicitamente conto delle riforme strutturali intraprese dagli Stati membri, in particolare quelle in materia di pensioni, sanità, protezione sociale, assistenza, istruzione e ricerca, riconoscendo pari importanza ai principi di sostenibilità e adeguatezza.

Patto di stabilità e crescita

Integrare meglio il criterio del debito («aspetto sostenibilità») in ogni fase della procedura per disavanzi eccessivi (Edp) e istituire una procedura di sorveglianza per indebitamento eccessivo (Edsp) sulla base dei livelli del debito lordo. L’Edsp richiederà periodiche relazioni dettagliate sulla dinamica, l’interconnessione e l’evoluzione del debito e del deficit, tenendo conto delle specifiche condizioni nazionali e concedendo a ciascuno Stato membro tempi di rientro diversi rispetto ai valori target definiti nel Patto. Tenere maggiormente conto del livello, del profilo e della dinamica del debito (valutazione della sostenibilità delle finanze pubbliche) ai fini della determinazione del ritmo di convergenza. Definire norme e orientamenti di minima per le procedure di bilancio nazionali (quadri finanziari annuali e pluriennali) al fine di onorare l’obbligo sulla procedura per i disavanzi eccessivi. Fare in modo che, per assicurare il pieno rispetto dei principi del Patto, la decisione in merito alla conformità degli Stati membri sia presa dalla Commissione con maggiore autonomia rispetto al Consiglio.

Rafforzare la governance nella zona euro

Creare un quadro specifico all’area euro per un rafforzamento del controllo incentrato sulle eccessive divergenze macroeconomiche, la crescita economica, i livelli di disoccupazione, la competitività dei prezzi, i tassi di cambio reali, lo sviluppo del credito e l’andamento delle partite correnti degli Stati membri interessati. Istituire un quadro regolare per rafforzare il coordinamento tra tutti gli Stati membri al fine di monitorare e promuovere la convergenza economica e discutere di potenziali squilibri macroeconomici all’interno dell’Unione. Accrescere la trasparenza e la responsabilità del processo decisionale dell’Eurogruppo.

Prevenzione
e gestione del debito

Istituire un meccanismo o organismo permanente (Fondo monetario europeo) – previo attento esame dei suoi pro e contro da completare entro un anno – per sorvegliare gli sviluppi del debito sovrano e integrare il Patto di stabilità come meccanismo di ultima istanza nei casi in cui il finanziamento del mercato non sia più disponibile per un governo e/o uno Stato membro che incontri problemi di bilancia dei pagamenti.

Strumenti di bilancio, finanziari e fiscali

Produrre entro un anno una valutazione di fattibilità relativa all’istituzione di un sistema in base al quale gli Stati membri possano partecipare all’emissione di titoli europei e che ne esamini la natura, i rischi e i vantaggi. Rafforzare e aggiornare, in particolare tenendo conto degli obiettivi della strategia Europa 2020, la politica di coesione dell’Ue, operando in stretta collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (Bei), al fine di ridurre le carenze strutturali, smantellare le disparità in materia di benessere, rafforzare il potere d’acquisto e la competitività delle regioni economicamente più deboli, in particolare agevolando le esigenze di finanziamento delle Pmi e una loro fattiva partecipazione al mercato interno. Reiterare l’importanza dell’indipendenza della Banca centrale europea (Bce), che è essenziale per la stabilità finanziaria e l’economia di libero mercato dell’Ue. Istituire un comitato di alto livello per la politica fiscale presieduto dalla Commissione, con il compito di produrre una tabella di marcia per un approccio strategico e pragmatico alle questioni di politica fiscale, che presti particolare attenzione alla lotta contro le frodi fiscali e i paradisi fiscali, rafforzi il codice di condotta sulla fiscalità societaria, facendo nel contempo un uso più ampio delle procedure contro la concorrenza sleale in materia fiscale.

Regolamentazione del mercato finanziario

Garantire che tutte le iniziative legislative in materia di servizi fiscali siano in linea con le politiche macroeconomiche, onde assicurare la necessaria trasparenza e stabilità dei mercati e stimolare di conseguenza la fiducia nei mercati e nello sviluppo economico. Regolamentare le interconnessioni tra i mercati finanziari e le politiche macroeconomiche al fine di garantire stabilità, trasparenza, accountability e disincentivare un’eccessiva presa di rischi. Conferire alle autorità europee di vigilanza poteri di controllo esclusivi sugli istituti finanziari transfrontalieri di grandi dimensioni.

Affidabilità delle statistiche

Rafforzare i poteri di indagine della Commissione (Eurostat), prevedendo ispezioni in loco senza preavviso e accesso a tutte le informazioni contabili e di bilancio, inclusi incontri con singoli o con altri soggetti che hanno familiarità con tali informazioni (economisti indipendenti, organizzazioni imprenditoriali e sindacati) per valutare la qualità delle finanze pubbliche. Chiedere agli Stati membri di indicare quali dati forniti alla Commissione (Eurostat) siano supportati dalla relazione di un revisore indipendente. Introdurre sanzioni finanziarie e non finanziarie per chi fornisce statistiche non conformi ai principi del regolamento (CE n. 223/2009). Armonizzare i dati di finanza pubblica basati su metodi di contabilizzazione normalizzati e accettati a livello internazionale.

Rappresentanza
esterna dell’Unione

Cercare di accordarsi su una eventuale rappresentanza dell’area euro/Ue nel Fondo monetario internazionale (Fmi) e in altre istituzioni finanziarie. Rivedere gli accordi per la rappresentanza dell’area euro/Ue in altri organismi internazionali nel settore della stabilità economica, monetaria e finanziaria. Parallelamente alle misure che possono e devono essere adottate quanto prima sulla base del quadro istituzionale vigente, avviare una riflessione volta a individuarne i limiti e a delineare possibili percorsi in vista di una riforma dei trattati che consenta di porre in essere i meccanismi e le strutture indispensabili per una governance economica coerente ed efficace e di giungere a un’effettiva convergenza macroeconomica tra gli Stati membri, appartenenti o meno dell’area euro.

INFORMAZIONI:

http://www.europarl.europa.eu

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