CGIL, CISL E UIL Brianza contro il razzismo istituzionale sui rom

ottobre 2010

Cgil, Cisl e Uil di Monza e Brianza hanno espresso una ferma condanna dell’ordine del giorno sui rom discusso il 28 ottobre 2010 dal Consiglio Provinciale, contenente vari elementi della peggiore retorica antigitana.

«Riteniamo che sia un fatto grave innanzitutto parlare di “espulsione su base etnica” dei rom dalla Provincia di Monza e Brianza perché questo termine, in contrasto con le normative europee e nazionali vigenti, prefigura reato di discriminazione razziale» hanno scritto le organizzazioni sindacali in una lettera inviata al presidente e alle forze politiche del Consiglio Provinciale, sottolineando che «la responsabilità penale è personale e che vanno perseguiti tutti i reati da chiunque commessi» ma che allo stesso tempo «è preoccupante utilizzare stereotipi per incriminare una intera etnia, basandosi su pregiudizi e non su dati concreti». Secondo Cgil, Cisl e Uil «ritenere una comunità collettivamente responsabile di reati e contrastare la legislazione europea sulla libera circolazione delle persone si configura come una palese manifestazione di razzismo e intolleranza». Inoltre, pensare di risolvere tutto chiedendo fondi al ministero dell’Interno per attuare le stesse politiche per cui il governo francese è stato censurato dalla Commissione europea «non serve a nessuno, così come non serve una visione esclusivamente repressiva nei confronti della presenza delle popolazioni rom e sinti che vivono nel nostro territorio». Le organizzazioni sindacali ritengono che la politica degli sgomberi e dei rimpatri forzati (sull’esempio francese) non sia la risposta «che un territorio come la Brianza, noto per la sua storia di accoglienza, possa mettere in campo. Ci pare che risponda invece solo a costruire un clima di insicurezza e paura finalizzato a distogliere l’attenzione dai problemi urgenti da affrontare per risolvere la situazione difficile del Paese». Serve invece «l’implementazione di tutte le azioni che possano costruire reali processi di integrazione, come condizione per superare gli aspetti critici della convivenza e garantire migliori condizioni di vita a tutte le persone che vivono nella nostra Provincia». Per fare ciò, concludono Cgil, Cisl e Uil di Monza e Brianza, è necessaria la «cooperazione nel territorio tra tutti i soggetti istituzionali, sociali e sindacali», al fine di «realizzare quelle politiche di integrazione che ovunque si sono dimostrate la vera arma per affermare i diritti dei cittadini, da quello della sicurezza e cittadinanza, a quello della legalità contro la clandestinità».

INFORMAZIONI: Cgil, Cisl, Uil Brianza, Via Premuda 17 – Via Dante 17/A – Via Ardigò 15, 20052 Monza; tel. 039-2399229

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