Cambiare la governance economica

ottobre 2010

«Per affrontare le sfide emerse in seguito alla recente crisi finanziaria è necessario un cambiamento fondamentale della governance economica europea» ha affermato il Consiglio europeo svoltosi a Bruxelles nei giorni 28 e 29 ottobre scorsi.

Al di là delle intenzioni resta però aperta la questione più delicata e complessa, cioè definire i dettagli che dovranno attuare il futuro governo economico dell’Ue: ad esempio come funzionerà il cosiddetto «meccanismo anti-crisi»,  di quanti e quali fondi sarà dotato, come potrà garantire la riduzione del debito dei Paesi fortemente indebitati (ad esempio l’Italia), se e come potrà coinvolgere le istituzioni private, quale sarà il grado di «condizionalità» previsto per il suo funzionamento, quali saranno le regole del nuovo Patto di stabilità.

In attesa del piano operativo, richiesto alla Commissione europea entro il prossimo Consiglio europeo di dicembre, l’accordo tra i capi di Stato e di governo dell’Ue si è limitato alle intenzioni, cosa che ha soddisfatto un po’ tutti proprio perché non si è ancora entrati nel merito delle decisioni da prendere, soprattutto quelle relative alle sanzioni previste per gli Stati inadempienti. In generale però, come ha sottolineato il ministro italiano dell’Economia, Giulio Tremonti, «i numeri della finanza pubblica non lasciano grandi spazi di manovra».

Salvaguardare
la stabilità finanziaria

Approvando la Relazione della task force sulla governance economica e «al fine di assicurare una crescita equilibrata e sostenibile», il Consiglio europeo ha convenuto sulla necessità che gli Stati membri istituiscano «un meccanismo permanente di gestione delle crisi per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo insieme», invitando il presidente del Consiglio europeo ad avviare consultazioni con i responsabili dei governi nazionali «su una modifica limitata del trattato necessaria a tal fine», senza tuttavia modificare il principio del “non salvataggio finanziario” (articolo 125 del Tfue). Il Consiglio europeo ha poi stabilito che «sarà garantita l’applicazione efficace dei nuovi meccanismi di sorveglianza quanto prima. Ne conseguirà un rafforzamento sostanziale del pilastro economico dell’Uem che aumenterà la fiducia e contribuirà a sua volta alla crescita sostenibile, all’occupazione e alla competitività».

Riconoscere
gli sforzi di risanamento

Contemporaneamente al rafforzamento della disciplina di bilancio nell’Unione europea, i capi di Stato o di governo hanno sottolineato come sia «essenziale» che il bilancio dell’Unione europea e il prossimo quadro finanziario pluriennale «riflettano gli sforzi di risanamento dei conti pubblici attualmente compiuti dagli Stati membri per condurre il disavanzo e il debito su una via più sostenibile». Nel rispetto del ruolo delle diverse istituzioni e tenendo conto dell’esigenza di realizzare gli obiettivi dell’Unione europea, il Consiglio europeo si è riservato di discutere nella sua prossima riunione di dicembre su «come assicurare che la spesa a livello europeo dia un contributo adeguato a questi lavori».

Inoltre, il presidente del Consiglio europeo ha reso noto che intende esaminare successivamente, in consultazione con gli Stati membri, la questione del diritto dei membri della zona euro a partecipare all’adozione di decisioni nell’ambito di procedure relative all’Unione economica e monetaria (Uem) in caso di minaccia permanente alla stabilità della zona euro nel suo insieme.

Governance globale

Rispetto alla situazione della governance economico-finanziaria globale, invece, il Consiglio europeo ha confermato la posizione dell’Ue secondo cui «occorre continuare a tenere aperti i mercati, imprimere slancio ai negoziati di Doha e adottare un’agenda per lo sviluppo orientata alla crescita». In particolare, i capi di Stato e governo europei hanno sottolineato la necessità di «evitare qualsiasi tipo di misura protezionistica come pure intraprendere la via dei movimenti dei tassi di cambio nell’intento di ottenere vantaggi concorrenziali a breve termine». Come confermato alla vigilia del Vertice G20 di Seoul (10-11 novembre 2010), la situazione generale non facilita però un’intesa globale, con i Paesi occidentali indebitati che hanno dato il via a politiche economiche che favoriscono l’indebitamento delle valute e un rialzo dell’inflazione da svalutazione, mentre alcune economie emergenti hanno cominciato ad effettuare manovre protezionistiche per evitare di essere inondate da capitali stranieri.

Lotta ai cambiamenti climatici

Rispetto all’altra grande questione globale, quella ambientale, il Consiglio europeo ha affermato che «l’esigenza di progredire nella lotta ai cambiamenti climatici è sempre più pressante», ritenendo quindi importante che la Conferenza di Cancún (che si terrà dal 29 novembre al 10 dicembre prossimi) segni una tappa intermedia significativa che si fondi sul protocollo di Kyoto e «spiani la via verso un quadro giuridicamente vincolante globale e completo, integrando gli orientamenti politici contenuti nell’accordo di Copenaghen». È perciò fondamentale, ha sottolineato il Consiglio europeo, che l’Unione europea e i suoi Stati membri «continuino a svolgere un ruolo costruttivo e che trasmettano un messaggio univoco». Dopo la Conferenza di Cancún l’Ue rivaluterà la situazione, ha annunciato il Consiglio europeo, esaminando tra l’altro le ipotesi di intervento per una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra superiore al 20% «per prepararsi a reagire nell’ambito dei negoziati internazionali in corso sul clima». Parallelamente alla ricerca di un accordo internazionale, poi, l’Ue metterà a punto un approccio più diversificato «per l’apertura di un dialogo con partner fondamentali in settori di interesse reciproco che contribuiscano a ridurre le loro emissioni», ha reso noto il Consiglio europeo impegnando l’Ue a incoraggiare iniziative regionali per contrastare i cambiamenti climatici e «promuovere la crescita verde, quali la recente iniziativa mediterranea sui cambiamenti climatici».

INFORMAZIONI:

http://www.european-council.europa.eu

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