Nuove competenze per nuovi lavori

giugno 2010

Secondo le principali ricerche in ambito occupazionale, per adattarsi ai cambiamenti futuri dei mercati del lavoro saranno necessarie competenze nuove e più elevate. La crisi economica e fattori strutturali quali la globalizzazione, i mutamenti tecnologici, l’invecchiamento della popolazione e il passaggio a un’economia a ridotto tenore di carbonio contribuiscono alla rapida trasformazione dei mercati del lavoro europei. Come conseguenza di questa evoluzione accelerata, le carenze di competenze adeguate in alcuni settori o posizioni coesistono già con la disoccupazione in tutta l’Ue.

Per offrire opportunità occupazionali a tutti e creare un’economia più competitiva e sostenibile, l’Europa necessita quindi di una forza lavoro altamente qualificata, in grado di raccogliere le sfide presenti e future. A tale scopo, è fondamentale investire nelle giuste competenze e migliorare la capacità dell’Ue di abbinare posizioni lavorative e qualifiche, anticipando efficacemente le tendenze future.

Sulla base di una collaborazione tra la Commissione europea e gli Stati membri dell’Ue è così stata avviata un’iniziativa politica congiunta, denominata “Nuove competenze per nuovi lavori”, che mira a sostenere gli Stati membri e le regioni europee nello sviluppo di modalità più efficaci per analizzare e prevedere quali abilità saranno richieste nei mercati del lavoro di domani e, grazie a queste conoscenze, nel potenziamento e nell’adeguamento di istruzione e formazione, in modo da fornire ai lavoratori le competenze necessarie.

L’iniziativa attinge a strumenti comunitari già esistenti, ad esempio il Fondo sociale europeo (Fse), elemento essenziale della strategia europea per l’occupazione per ampliare e potenziare gli investimenti nelle competenze dei lavoratori, nell’ambito dell’obiettivo generale della creazione di nuove e migliori posizioni lavorative in tutta l’Ue. Inoltre, questa iniziativa contribuisce alla strategia Europa 2020, cioè il seguito della strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione.

Un esempio della necessità di nuove competenze in ambito lavorativo è quello riguardante il settore dei servizi socio-sanitari. Si tratta di un settore che produce tra il 5% e il 13% del Pil europeo, che impiega attualmente circa 20 milioni di persone in tutta l’Ue e che aumenterà nei prossimi anni in conseguenza dell’invecchiamento della popolazione e dei nuovi sviluppi sulla fornitura di assistenza. Per affrontare la sfida, l’Ue dovrà valutare la necessità di posti di lavoro adeguati e investire in competenze.

La forza lavoro svolge un ruolo essenziale nella fornitura di servizi di alta qualità ed efficienti in questo settore e le esigenze crescenti in materia di salute aumenteranno non solo perché la società sta invecchiando: nuove tecnologie e trattamenti, insieme con l’aumento delle attese dei pazienti in merito alla qualità dei servizi e a una maggiore attenzione sulla prevenzione, renderanno l’assistenza socio-sanitaria più complessa e costosa. Inoltre, la mobilità dei lavoratori di questo settore all’interno e all’esterno dell’Ue presenta anche una sfida per varie regioni europee che registrano già scarsità di personale.

Secondo un recente studio della Commissione europea, tutti i Pesi dell’Ue dovranno confrontarsi con una crescita del settore e un conseguente aumento della domanda di posti di lavoro, quindi saranno necessarie nuove competenze anche di natura tecnica affinché i lavoratori possano usufruire dei nuovi sistemi di informazione e dei progressi della tecnologia. Altri bisogni di competenze riguarderanno poi l’ambito organizzativo, ad esempio la capacità delle persone di lavorare in gruppi multidisciplinari integrati per fornire le cure ai pazienti. Molti sistemi sanitari europei si stanno infatti muovendo verso la cura integrata, in cui sono connesse le esigenze sociali e di assistenza sanitaria per ogni paziente.

Lo studio suggerisce che dovrebbero essere fatti sforzi per migliorare i sistemi di informazioni che possono essere sfruttate per valutare le esigenze future in merito a competenze e opportunità di lavoro. Lo studio invita quindi a maggiori investimenti in capitale umano per soddisfare tali esigenze e alla promozione dell’apprendimento permanente, attraverso una formazione adeguata e polivalente (acquisire conoscenze di diverse discipline) che migliorerà gli approcci integrati per la cura del paziente.

INFORMAZIONI: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=568&langId=it

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