Europa 2020: le richieste dell’Europarlamento

giugno 2010

«L’Ue deve stabilire le sue priorità politiche, includendo iniziative legislative e non, per creare un’economia sociale di mercato competitiva e verde», è quanto ha chiesto il 20 maggio scorso il Parlamento europeo affinché sia adottata con successo la strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione.

Osservando come la strategia di Lisbona iniziale, basata soltanto sul metodo aperto di coordinamento, non sia stata in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati da un punto di vista strutturale e che sia stato possibile ottenere dei risultati reali solo quando è stata correlata alla politica di coesione, l’Europarlamento sottolinea che «tale errore non dovrebbe essere commesso nella proposta strategia Europa 2020».

Secondo gli europarlamentari è necessario quindi completare il mercato interno, assicurare la sostenibilità dei debiti pubblici e attivare una politica di coesione europea efficace. In particolare, serve «un approccio più olistico al mercato interno», che deve essere rafforzato se la strategia 2020 intende preservare il modello sociale europeo, pur assicurando la competitività del vecchio continente, sostiene l’Europarlamento che chiede la definizione di un “Atto per il mercato unico” entro maggio 2011.

Agli Stati membri dell’Ue è poi richiesto di fare della sorveglianza del debito pubblico una priorità e alla Commissione di valutare la qualità del debito dei 27, anche attraverso studi e analisi. Secondo gli europarlamentari l’esecutivo europeo deve poter avere maggior controllo sulle statistiche nazionali: la scarsa qualità delle statistiche è un motivo di sfiducia nelle finanze pubbliche da parte dei mercati.

È necessario stringere la supervisione dei mercati finanziari per assicurare la salute a lungo termine dei conti pubblici, sostiene l’Europarlamento, secondo cui una crescita economica sostenibile dipende sempre più dalla capacità delle economie regionali di innovare e investire nelle nuove tecnologie.

Gli eurodeputati hanno poi adottato una risoluzione sul Contributo della politica di coesione al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona e della strategia 2020, in cui si evidenzia l’importanza di coinvolgere le autorità locali e regionali e gli attori della società civile nella realizzazione della strategia per lo sviluppo e la crescita.

L’Europarlamento considera infatti «la debole governance multilivello» uno dei limiti maggiori della strategia di Lisbona, con lo scarso coinvolgimento delle autorità locali e regionali e della società civile nella progettazione, attuazione, comunicazione e valutazione della strategia, raccomandandone quindi in futuro una maggiore integrazione in tutte le fasi. Sottolinea poi che, quando il principio del partenariato è stato applicato alla strategia di Lisbona, è aumentato il senso di partecipazione agli obiettivi da parte delle autorità locali e regionali, nonché delle parti interessate economiche e sociali, e ciò ha assicurato una maggiore sostenibilità degli interventi: per questo la Commissione è invitata a monitorare in maniera più efficace la messa in atto del principio di partenariato negli Stati membri.

Un altro testo votato dall’Aula chiede che ci siano più sinergie fra i fondi per la ricerca e l’innovazione, la politica regionale e il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo: secondo il Parlamento europeo, infatti, una crescita economica sostenibile dipende sempre più dalla capacità delle economie regionali di innovare e investire nelle nuove tecnologie.

Nella convinzione che l’istruzione e la formazione siano i pre-requisiti fondamentali per lo sviluppo dell’Ue e possano renderla più competitiva dinnanzi alle sfide globali, l’Europarlamento ritiene che occorrano investimenti regolari in tali campi e che si debbano valutare periodicamente i progressi conseguiti. Occorrono dunque «periodici investimenti e valutazioni del progresso compiuto sulla base dei risultati raggiunti»: a questo proposito gli europarlamentari invitano quindi ad un migliore coordinamento dei fondi strutturali e del programma quadro con lo scopo di utilizzare al meglio, in futuro, i benefici derivanti dai finanziamenti alla ricerca e all’innovazione e per lo sviluppo di poli innovativi regionali all’interno di e fra Stati membri.

INFORMAZIONI: http://www.europarl.europa.eu

EAPN: INSERIRE L’INCLUSIONE SOCIALE IN TUTTI GLI ORIENTAMENTI DELLA STRATEGIA

La Commissione europea ha pubblicato le proposte di orientamenti integrati per l’attuazione della strategia Europa 2020, proponendo 10 linee guida su due basi giuridiche distinte: 6 riguardanti l’ambito economico e 4 contenenti gli orientamenti per l’occupazione.

L’atto molto atteso sulla povertà e l’esclusione sociale, che definisce le politiche per raggiungere l’obiettivo proposto dall’Ue in materia di riduzione della povertà, è stato inserito nell’ambito degli orientamenti per l’occupazione, «il che significa che i problemi legati alla povertà e all’inclusione sociale rimangono ai margini della cooperazione dell’Ue» secondo la Rete europea di lotta alla povertà (European Anti Poverty Network – Eapn).

«L’inclusione in questa linea guida dell’obiettivo di ridurre la povertà potrebbe garantire un’attenzione politica al più alto livello per la lotta contro la povertà, l’esclusione sociale e le disuguaglianze, tuttavia accorpare queste problematiche alla disciplina sull’occupazione e l’incapacità di integrare gli obiettivi sociali in tutti gli orientamenti solleva gravi preoccupazioni sul fatto che la povertà e l’inclusione sociale restino ai margini della cooperazione politica nell’Ue» ha dichiarato Fintan Farrell, direttore dell’Eapn.

Alla luce di questa valutazione, l’Eapn avanza quindi alcune richieste in merito alla strategia Europa 2020:

• Una migliore integrazione degli obiettivi di inclusione e coesione sociale in tutti gli orientamenti integrati.

• La separazione delle linee guida sull’inclusione sociale e sulla lotta alla povertà dagli orientamenti per l’occupazione, così da garantire che le azioni in materia di inclusione sociale e di lotta alla povertà non siano limitate a misure connesse all’occupazione.

• Il riferimento esplicito, nella linea guida in materia di inclusione sociale e lotta alla povertà, a garantire l’accesso ai diritti, alle risorse e ai servizi in linea con i già concordati obiettivi comuni del metodo aperto di coordinamento sociale.

INFORMAZIONI: http://www.eapn.eu

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