Stop al razzismo sul web

marzo 2010

«La discriminazione razziale è uno dei flagelli della nostra società contemporanea e deve essere combattuta con determinazione e senza tregua» hanno dichiarato gli organi europei preposti alla difesa dei diritti umani in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale (21 marzo).

In una dichiarazione congiunta, la Commissione del Consiglio d’Europa contro il razzismo e l’intolleranza (European Commission against Racism and Intolerance – Ecri), l’Ufficio per le istituzioni democratiche dell’Osce (Office for Democratic Institutions and Human Rights – Odihr) e l’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Fundamental Rights Agency – Fra) hanno sollecitato l’adozione di misure decisive contro il razzismo e la xenofobia, in particolar modo per quel che concerne Internet: «Le nostre organizzazioni sono preoccupate per le manifestazioni e i comportamenti razzisti, come ad esempio il crescente uso di Internet da parte di gruppi razzisti per il reclutamento, la radicalizzazione, la direzione ed il controllo, nonché l’intimidazione e la discriminazione degli oppositori», soprattutto attraverso i siti di social network. Secondo le organizzazioni europee devono essere contrastate decisamente tali opinioni, pur facendo attenzione a non mettere a repentaglio la libertà di espressione. «Al tempo stesso – si legge nella dichiarazione congiunta – noi crediamo fortemente nel potenziale enorme di Internet per superare i pregiudizi basati su razza, colore, lingua, nazionalità, religione. Questo potenziale deve essere pienamente utilizzato».

L’Agenzia dei diritti fondamentali ha poi ricordato che, tra le persone immigrate e appartenenti a minoranze etniche intervistate, una persona su tre ha dichiarato di essersi personalmente sentita discriminata negli ultimi 12 mesi, mentre il 12% è stata vittima di un reato a sfondo razziale.

I tre organi europei hanno dunque chiesto ai governi di: investigare e perseguire i crimini basati su motivi razziali, etnici, religiosi o di altro tipo e di utilizzare pienamente gli strumenti giuridici internazionali e nazionali ed i canali di cooperazione in materia; fornire formazione a funzionari di polizia e pubblici ministeri su come affrontare i crimini d’odio motivati da razzismo, xenofobia e antisemitismo, soprattutto sul web; verificare che le legislazioni nazionali offrano una base adeguata per rispondere ai crimini motivati da razzismo e xenofobia su Internet; istituire o espandere i programmi educativi per bambini e giovani sulle espressioni di razzismo e xenofobia sul web; adottare misure efficaci contro il razzismo su Internet che non mettano però in pericolo la libertà di parola e di espressione,

Alla società civile è invece stato richiesto di esplorare le modalità per utilizzare la popolarità dei siti di social networking per combattere il razzismo, nonché di monitorare il web per denunciare le manifestazioni di odio razzista e xenofobo, mentre l’industria del web dovrebbe assumere un ruolo attivo nell’affrontare la questione del razzismo su Internet elaborando e realizzando efficaci meccanismi di risposta pur rispettando la libertà di espressione.

INFORMAZIONI:

http://fra.europa.eu

ADOTTARE UNA STRATEGIA EUROPEA PER I ROM

In una risoluzione approvata quasi all’unanimità lo scorso 25 marzo, l’Europarlamento ha condannato l’aumentata «fobia dei rom» in diversi Stati membri dell’Ue, che si è manifestata sotto forma di casi ripetuti di incitamento all’odio e attacchi contro membri della minoranza etnica. È inoltre stata espressa preoccupazione per «le discriminazioni di cui i rom sono vittime nei settori dell’istruzione, dell’alloggio (come le espulsioni forzate, le condizioni di vita indegne, spesso in ghetti), dell’occupazione e della parità di accesso ai sistemi di assistenza sanitaria e ad altri servizi pubblici, come anche dinanzi al livello sorprendentemente basso della loro partecipazione politica».

Secondo l’Europarlamento, la lotta contro la discriminazione dei rom (che «costituiscono una comunità paneuropea») richiede «un approccio globale a livello europeo», per questo ha rinnovato la richiesta già formulata nel gennaio 2008 – cui la Commissione non ha dato ancora seguito – di elaborare una strategia europea per i rom, «volta a meglio coordinare e promuovere gli sforzi intesi a migliorare la situazione della popolazione rom».

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