Clima: rilanciare l’azione globale

marzo 2010

Per «mantenere l’impulso» delle iniziative globali contro i cambiamenti climatici, mettere in atto in tempi brevi il testo approvato nel dicembre 2009 a Copenaghen e l’assistenza finanziaria «rapida» ai Paesi in via di sviluppo, la Commissione europea ha recentemente definito un’apposita strategia. I Paesi industrializzati e in via di sviluppo che producono oltre l’80% delle emissioni globali di gas serra hanno inserito i rispettivi obiettivi di emissione o azioni in materia nel testo di Copenaghen, un fatto che secondo la Commissione dimostra come «la maggior parte dei Paesi intenda intensificare la lotta contro i cambiamenti climatici».

L’Ue deve dare dimostrazione di leadership

L’Ue dovrebbe però continuare a insistere per concludere un accordo valido e giuridicamente vincolante che coinvolga tutti i Paesi in una vera azione per il clima, osserva la Commissione, secondo cui per fare ciò sarà necessario inserire il testo di Copenaghen nei negoziati delle Nazioni Unite e affrontare i punti deboli del protocollo di Kyoto. «Un’azione di coinvolgimento attivo dell’Ue verso l’esterno sarà il fattore determinante per promuovere il sostegno ai negoziati Onu» sostiene la Commissione, ritenendo quindi che l’Ue debba dare dimostrazione di leadership adottando azioni concrete nell’ambito della sua strategia Europa 2020 «per trasformarsi nella regione mondiale più compatibile con il clima».

Va ricordato che l’Ue si è impegnata a ridurre entro il 2020 le emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990 e ad arrivare al 30% se altre economie importanti accetteranno di partecipare equamente allo sforzo globale di abbattimento. Così, in vista del Consiglio europeo di giugno la Commissione preparerà un’analisi delle strategie pratiche che potrebbero essere necessarie per ottenere una riduzione delle emissioni del 30%. Successivamente l’esecutivo europeo si impegna a delineare un percorso di transizione che porti l’Ue a diventare un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050: «In linea con la strategia Europa 2020, si tratta di proporre soluzioni intelligenti che favoriscano la lotta ai cambiamenti climatici ma anche la sicurezza energetica e l’occupazione». La strategia della Commissione propone anche una tabella di marcia per il processo negoziale che riparte ad aprile. Le linee politiche contenute nel testo approvato a Copenaghen, che non sono state formalmente adottate come decisione Onu, dovranno essere integrate nei testi oggetto di negoziato in ambito Onu che conterranno la base del futuro accordo globale sul clima. L’Ue è pronta a sottoscrivere un patto giuridicamente vincolante a livello mondiale nel corso della Conferenza Onu sul clima di Cancún, in Messico, a fine 2010, pur nella consapevolezza che le divergenze di vedute tra i Paesi potrebbero ritardare l’adozione di un accordo al 2011.

L’Onu chiede all’Ue obiettivi più ambiziosi

«L’Unione europea dovrebbe impegnarsi ad innalzare il proprio target di riduzione dei gas serra dall’attuale 20% al 30% entro il 2020» ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles il 24 marzo scorso Yvo De Boer, il dimissionario numero uno della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change – Unfccc), il quale in occasione di un incontro con la commissaria europeo per il Clima, Connie Hedegaard, ha chiesto all’Ue «un ulteriore sforzo» nella lotta ai cambiamenti climatici. Secondo De Boer, infatti, in vista della Conferenza sul clima prevista a Cancun (Messico) nel dicembre prossimo, l’Ue dovrebbe presentare ai tavoli dei negoziati internazionali sul clima obiettivi più ambiziosi in tema di riduzione delle emissioni. Ad esempio ampliando da subito dal 20% al 30% l’obiettivo del taglio dei gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, un’intenzione finora non manifestata, salvo alcune eccezioni, da nessun Paese a sviluppo avanzato. «I primi veri negoziati partiranno a fine aprile, inizio maggio, in occasione della Conferenza di Bonn» ha ricordato l’ex segretario dell’Unfccc, sottolineando l’importanza di mantenere un’atmosfera «di fiducia» nel processo, che per i Paesi ricchi implica tra l’altro lo sblocco di aiuti in favore dei Paesi poveri, per la lotta contro i cambiamenti climatici: nel caso dell’Ue si tratta di sbloccare fondi per un totale di 7,2 miliardi di euro nel periodo 2010-2012.

SETTIMANA EUROPEA DELL’ENERGIA SOSTENIBILE

Eliminare il carbonio dal futuro energetico dell’Europa per ottenere prestazioni energetiche più efficienti e un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili, questo l’obiettivo dell’edizione 2010 della Settimana europea dell’energia sostenibile svoltasi nei giorni 22-26 marzo scorsi.

Si tratta dell’evento finale di un anno di lavoro svolto da oltre 1200 organizzazioni e 10.000 persone che operano a favore della Campagna per l’energia sostenibile in Europa, dimostrando che sono possibili nuovi approcci alla produzione e al consumo energetico. Secondo le previsioni, l’Ue è in grado di raggiungere e persino superare l’obiettivo del 20% di energie rinnovabili entro il 2020. Dieci dei 27 Stati membri dell’Ue supereranno i loro obiettivi nazionali per l’energia rinnovabile entro il 2020 e potrebbero essere facilmente realizzabili enormi miglioramenti nell’efficienza energetica. Ma per far ciò è necessario un coordinamento delle azioni a livello europeo, condizione riconosciuta in teoria dai governi europei ma che deve essere praticata effettivamente, come hanno sottolineano tutti gli oltre 300 eventi della Settimana europea 2010, unico evento di questo tipo al mondo nato nel 2005 e divenuto il punto di riferimento per le questioni energetiche sostenibili in Europa. Nel corso della Settimana europea, l’associazione italiana di consumatori Adoc ha lanciato un progetto cofinanziato dall’Ue nell’ambito del programma IPA 2008 Civil Society Facility, unico progetto vinto dall’Italia in questo bando sul tema dell’efficienza energetica. L’obiettivo è promuovere l’efficienza energetica, il consumo razionale e l’utilizzo di energie rinnovabili, nonché di rafforzare la tutela dei “consumatori di energia” negli aspiranti Stati membri dell’Ue, favorendo l’accettazione dei valori, delle norme e delle buone prassi europee. Il partenariato che realizzerà il progetto è costituito da organizzazioni dei consumatori delle principali aree di azione, quali la Serbia, la Croazia, la Bosnia Herzegovina e la Turchia.

INFORMAZIONI: http://www.eusew.eu

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