Lotta alla povertà: si attendono risultati

febbraio 2010

Con lo slogan “Stop alla povertà” è stato inaugurato ufficialmente il 21 gennaio scorso a Madrid, dalla Commissione europea e dalla presidenza di turno spagnola dell’Ue, l’Anno europeo 2010 della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

«La lotta alla povertà e all’esclusione sociale fa parte integrante della strategia per uscire dalla crisi» ha affermato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, che ha ricordato come «troppo spesso sono le categorie sociali più vulnerabili quelle che finiscono per essere maggiormente colpite dagli effetti di una recessione». L’Anno europeo 2010 quindi, secondo Barroso, «dovrebbe fungere da catalizzatore, promuovendo una maggiore consapevolezza e un’accelerazione verso una società più inclusiva, che costituisce un aspetto integrante della strategia dell’Ue per il 2020».

Il commissario europeo per l’Occupazione, gli Affari sociali e le Pari opportunità, Vladimír Špidla (a fine mandato), ha invece sottolineato che «anche se la maggior parte degli strumenti per affrontare la povertà si situa a livello nazionale, tre quarti dei cittadini europei si attendono un coinvolgimento dell’Ue». Quindi, ha aggiunto il commissario europeo, l’Anno europeo «pone questa problematica al primo posto dell’agenda e in questo modo l’Europa nel suo insieme può unire le forze nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale».

Gli obiettivi dell’Anno europeo

L’Anno europeo 2010 intende generare una maggiore consapevolezza delle cause e delle conseguenze della povertà in Europa sensibilizzando non solo attori chiave, quali i governi e le parti sociali, ma anche la popolazione in generale. Intende quindi mobilitare i vari soggetti nella lotta contro la povertà, promuovere l’integrazione e l’inclusione sociale e incoraggiare la formulazione di impegni chiari nelle politiche nazionali e dell’Ue di lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Tra gli obiettivi principali dell’Anno quello del riconoscimento di diritti, che dovrebbe: far sì che il pubblico riconosca i diritti fondamentali e i bisogni delle persone in condizioni di povertà; correggere gli attuali stereotipi legati alle persone in condizioni di povertà e di esclusione mediante campagne informative, copertura sui mass media e finanziamento di progetti da inserire in programmi culturali generali; aiutare le persone che vivono in condizioni di povertà ad avere maggiore fiducia in se stesse dando loro accesso a un reddito dignitoso e a servizi d’interesse generale.

Per quanto concerne invece l’obiettivo della responsabilità condivisa e della partecipazione l’Anno europeo dovrebbe: incoraggiare il dibattito tra gli attori dei settori pubblico e privato per sormontare i problemi che impediscono la partecipazione delle persone, ad esempio con l’incontro annuale delle persone in condizioni di povertà; incoraggiare gli scambi di buone pratiche in materia di responsabilità condivisa tra Stati membri a livello nazionale, regionale e locale nonché tra amministrazioni e altre parti interessate; coinvolgere le imprese e le parti sociali in attività volte al reinserimento nel mondo del lavoro.

Le attività dell’Anno europeo saranno in larga misura decentrate: ciascuno dei 29 Paesi partecipanti (i 27 Stati membri dell’Ue più Norvegia e Islanda) elaborerà programmi nazionali. Una dotazione di bilancio di 17 milioni di euro servirà a sostenere le campagne di sensibilizzazione a livello europeo e nazionale, come pure centinaia di progetti nazionali collegati alle diverse priorità nazionali.

Minori e anziani i più colpiti

Secondo uno studio pubblicato da Eurostat il 18 gennaio 2010, nel 2008 era a rischio di povertà il 17% della popolazione dell’Ue con un incremento minimo rispetto agli anni precedenti, ma è probabile che le ripercussioni della crisi economica si siano fatte sentire soprattutto nel 2009, anno per il quale non sono però ancora disponibili i dati. Per quanto concerne l’analisi dei dati 2008, Eurostat ha rilevato rischi di povertà particolarmente elevati in Lettonia (26%), Bulgaria (21%), Grecia, Spagna e Lituania (tutti al 20%), mentre i più bassi hanno riguardato Repubblica Ceca (9%), Paesi Bassi e Slovacchia (11% entrambi), Danimarca, Ungheria, Austria, Slovenia e Svezia (tutti al 12%).

In 20 dei 27 Stati membri dell’Ue, osserva Eurostat, il rischio di povertà nel 2008 è stato più elevato tra i minori che per il totale della popolazione: per gli under17, infatti, si è registrata una media europea del 20%, ma con rischi più elevati in Romania (33%), Bulgaria (26%), Italia e Lettonia (25% entrambi); situazione invece meno problematica tra i minorenni in Danimarca (9%), Slovenia e Finlandia (12% entrambi). Anche la popolazione anziana ha fatto registrare rischi di povertà più elevati rispetto al totale della popolazione: tra gli over65 la media Ue è stata nel 2008 del 19%, ma le percentuali di anziani a rischio di povertà sono state molto più elevate in Lettonia (51%), a Cipro (49%), in Estonia (39%) e in Bulgaria (34%); particolarmente basse invece le percentuali osservate in Ungheria (4%), Lussemburgo (5%) e Repubblica Ceca (7%).

Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandire

Ai fini di definire la condizione di esclusione sociale, oltre al rischio di povertà, che è una misura relativa, è analizzato anche il tasso di deprivazione materiale «che descrive l’esclusione sociale in termini più assoluti» osserva Eurostat nel suo studio. Secondo la definizione di questa condizione, che implica il non soddisfacimento di almeno tre parametri sui nove individuati (tra i quali la capacità di sostenere spese di base, di avere adeguate alimentazione e abitazione), il 17% della popolazione dell’Ue nel 2008 era in stato di deprivazione materiale, con i livelli più elevati registrati in Bulgaria (51%), Romania (50%), Ungheria (37%) e Lettonia (35%) e i più bassi in Lussemburgo (4%), Paesi Bassi e Svezia (entrambi al 5%). Sulla base di questi parametri, nota lo studio di Eurostat, nel 2008 il 37% delle popolazione dell’Ue non poteva permettersi una settimana di vacanza lontano da casa, il 10% non disponeva di abitazioni adeguatamente riscaldate, il 9% non aveva un’alimentazione equilibrata e il 9% non poteva permettersi un’auto di proprietà.

INFORMAZIONI:

http://www.2010againstpoverty.eu

Tags: , , , ,

Scrivi un commento

You must be logged in to post a comment.

Tag Cloud

Cerca in Euronote

Ricerca per data