Bassi salari nell’Ue

febbraio 2010

Nell’Unione europea esiste un problema salariale dal momento che circa il 17,2% degli occupati a tempo pieno percepisce bassi salari (14,7% nella zona euro), definiti come inferiori ai due terzi della media salariale annuale. Questa categoria di lavoratori è costituita per oltre il 23% da donne con impiego a tempo pieno (tra gli uomini la percentuale è solo del 13,5%), il 28% delle quali ha un basso livello di istruzione/formazione, il 31% ha contratti a tempo determinato e il 41% lavora nel settore della ristorazione e alberghiero. È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato da Eurostat (Statistics in focus, n. 3/2010) e probabilmente la situazione a inizio 2010 è anche peggiore, dato che l’analisi dell’Ufficio statistico dell’UE è basata su dati riferiti al 2006.

Naturalmente esistono forti differenze tra i vari Stati membri dell’Ue, con le più alte percentuali di basso-salariati a tempo pieno rilevate in Lettonia (31%), Lituania (28%), Bulgaria e Romania (entrambe 27%), Ungheria (23%), Polonia e Regno Unito (entrambe 22%), Estonia, Irlanda e Cipro (tutti e tre 221%); le percentuali più basse riguardano invece Finlandia (6%), Belgio (7%), Danimarca (8%) e Francia (9%). L’Italia si posiziona leggermente al di sotto della media della zona euro, ma va ricordato che il dato è relativo al 2006.

La quota di lavoratori a tempo pieno basso-salariati è maggiore tra le donne (23,1% nell’Ue-27, 20,1% nella zona euro) che tra gli uomini (13,5%) in tutti i Paesi dell’Ue tranne l’Ungheria. Particolarmente elevata la percentuale di lavoratrici con bassi salari a Cipro (33,4%), in Lettonia (32,3%), nel Regno Unito (30,6%) e in Lituania (30,1%), mentre le percentuali più basse sono registrate in Finlandia (8,8%), Francia (10,6%), Danimarca (11,6%), Belgio (12,8%), Malta (13,3%) e Svezia (14,9%). In Italia, le percentuali di basso-salariati sono del 16,2% tra le donne e dell’11,5% tra gi uomini.

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Secondo l’analisi di Eurostat percepisce bassi salari quasi un terzo dei lavoratori con contratti a tempo determinato (30,5% nell’Ue-27, un po’ meno nella zona euro con un 26,7%), mentre tra i lavoratori impiegati a tempo indeterminato la percentuale dei basso-salariati si riduce a meno di un sesto nell’Ue-27 (15,6%) e a meno di un settimo nell’area dell’euro (14%). In Italia percepisce bassi salari il 28,3% degli occupati a termine e il 12,3% di quelli con contratti a tempo indeterminato.

INFORMAZIONI:

http://epp.eurostat.ec.europa.eu

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