Ritardi nella riforma dell’istruzione europea

dicembre 2009

La maggior parte degli obiettivi di Lisbona in materia di istruzione e formazione nell’Ue non sarà raggiunta nel 2010, come prefissato, perché i progressi sono troppo lenti, secondo quanto riferito dalla relazione annuale della Commissione europea. Nonostante si siano realizzati dei progressi, osserva infatti la relazione, «è probabile che quattro dei cinque obiettivi 2010 relativi all’istruzione e alla formazione non vengano raggiunti». Solo quello riguardante l’aumento del numero di laureati in matematica, scienza e tecnologia è stato raggiunto, mentre sono migliorati ma non abbastanza gli obiettivi relativi alla partecipazione degli adulti all’educazione permanente, alla riduzione della dispersione scolastica e all’aumento del numero di giovani che completano l’istruzione secondaria superiore; l’obiettivo sulla capacità di lettura dei quindicenni, poi, ha registrato addirittura un deterioramento a partire dal 2000. Per quanto riguarda i risultati positivi ottenuti finora, invece, la Commissione evidenzia l’aumento del numero di bambini in tenerissima età inseriti nel sistema d’istruzione nonché la partecipazione complessiva nell’istruzione iniziale e i livelli d’istruzione dei cittadini dell’Ue in generale. Il numero di adulti in età lavorativa (25-64 anni) a bassa scolarizzazione si è ridotto di più di un milione di unità all’anno a partire dal 2000, restano però ancora 77 milioni di adulti pari a quasi il 30% dei cittadini dell’Ue. Altri ambiti in cui si sono registrati progressi comprendono l’apprendimento delle lingue nelle scuole e la mobilità degli studenti dell’istruzione terziaria, aumentata di oltre il 50% a partire dal 2000.

In un’altra relazione sull’attuazione del programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010”, basata sui contributi nazionali e adottata congiuntamente dal Consiglio Istruzione e dalla Commissione europea, si sottolinea poi la necessità di fornire competenze chiave a tutti i livelli dell’istruzione e della formazione. Molti Paesi stanno usando il Quadro europeo delle competenze di base quale elemento di riferimento nell’ambito della riforma scolastica, osserva la relazione, ma anche se si sono registrati validi progressi per quanto concerne l’adattamento dei curricoli rimane ancora del lavoro da fare per promuovere lo sviluppo delle competenze degli insegnanti, migliorare i metodi di valutazione e introdurre nuove modalità di organizzazione dell’apprendimento. La sfida maggiore, secondo la relazione congiunta, consiste nell’assicurare che tutti beneficino di metodologie innovative, compresi coloro che provengono da gruppi svantaggiati e i partecipanti all’istruzione e alla formazione professionali, all’istruzione degli adulti e all’istruzione superiore. Porre in atto l’apprendimento permanente, aumentare la mobilità, rendere l’istruzione e la formazione maggiormente aperte e maggiormente pertinenti rispetto ai bisogni del mercato del lavoro e della società sono considerate priorità, così come dovrebbe essere data maggior attenzione alla creazione di partenariati tra il mondo dell’istruzione e della formazione e quello del lavoro. Inoltre, la crescita della spesa per studente nell’istruzione terziaria è stata più lenta che in altri ambiti: gli Stati membri dell’Ue dovrebbero investire in media più di 10.000 euro supplementari per studente all’anno nell’ambito dell’istruzione superiore per raggiungere i livelli degli Usa (circa 200 miliardi di euro in più all’anno); una differenza che, secondo la relazione congiunta, si spiega essenzialmente con i livelli d’investimento privato nelle istituzioni dell’istruzione superiore che si registrano negli Usa. I messaggi chiave contenuti nelle due relazioni alimenteranno il dibattito sulla futura strategia dell’Ue per la crescita e l’occupazione in seno al Consiglio europeo della primavera 2010.

INFORMAZIONI: http://ec.europa.eu/education/index_en.htm

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