La strategia “UE 2020”

dicembre 2009

La Commissione europea ha reso nota, lo scorso 24 novembre, la cosiddetta strategia “UE 2020” che, partendo dai risultati della Strategia di Lisbona, mira a consolidare la ripresa europea post-crisi, a scongiurare il rischio futuro di crisi analoghe e a raggiungere tre obiettivi tematici: far sì che la conoscenza sia un fattore di ricchezza, coinvolgere i cittadini in una società partecipativa e creare un’economia competitiva, interconnessa e più verde. Insieme alla strategia, l’esecutivo europeo ha lanciato una consultazione pubblica per raccogliere contributi entro il 15 gennaio 2010, sulla base dei quali presenterà una proposta dettagliata al prossimo Consiglio europeo di primavera.

Rilevando come nel decennio che ha preceduto il 2008 la disoccupazione in Europa è stata ridotta dal 12% al 7%, la Commissione sottolinea ora la necessità di nuove fonti di crescita per sostituire i posti di lavoro persi durante la crisi. La strategia UE 2020 individua così alcuni settori su cui concentrarsi per superare la situazione attuale.

Una crescita basata sulla conoscenza come fattore di ricchezza: potenziare il settore dell’istruzione in Europa, dalla scuola materna all’istruzione superiore, per aumentare la produttività, sostenere le categorie vulnerabili e lottare contro la disuguaglianza e la povertà. Secondo la Commissione, l’Ue ha bisogno di un’agenda europea del digitale per poter realizzare un vero mercato unico on line che permetta ai consumatori di beneficiare dei prezzi competitivi praticati in altri Stati membri e alle Pmi di penetrare in mercati più vasti. L’accesso al web e le competenze informatiche sono sempre più necessari per una piena partecipazione alla vita pubblica e l’“inclusione digitale” rientra nel più vasto concetto di inclusione sociale.

Coinvolgere i cittadini in una società partecipativa: la crisi ha distrutto definitivamente numerosi posti di lavoro; l’Europa non può però prosperare se i lavoratori non hanno le competenze necessarie per contribuire a un’economia basata sulla conoscenza e per trarne i relativi vantaggi. Secondo la Commissione occorre dunque conciliare meglio domanda e offerta, promuovendo la mobilità dei lavoratori al di là e all’interno delle frontiere e prevedendo con maggior precisione la futura domanda di competenze. La Commissione intende portare avanti il programma di “flessicurezza”, non solo però rispetto alla flessibilità di cui devono dar prova i lavoratori ma anche attraverso l’assunzione di maggiori responsabilità da parte dei datori di lavoro e dei governi, che dovrebbero investire nel capitale umano e tutelare i lavoratori.

Creare un’economia competitiva, interconnessa e più verde: nuove tecnologie più verdi possono stimolare la crescita, creare nuovi posti di lavoro e nuovi servizi e contribuire al conseguimento degli obiettivi dell’Ue in fatto di cambiamenti climatici. «Un’Europa incapace di adeguarsi al XXI secolo sarebbe invece condannata al declino» osserva la Commissione, secondo cui le politiche adottate a livello europeo e nazionale per promuovere l’ecoinnovazione e prodotti e sistemi efficienti sotto il profilo energetico devono contemplare, fra l’altro, lo scambio delle quote di emissione, la riforma fiscale, le sovvenzioni e i prestiti, gli investimenti e gli appalti pubblici nonché stanziamenti mirati per la ricerca e l’innovazione. L’Europa, inoltre, ha bisogno di una nuova politica industriale che ponga l’accento sulla capacità di innovazione, sulle nuove tecnologie, sulle competenze, sulla promozione dell’imprenditorialità e sull’internazionalizzazione delle Pmi.

Governance: far funzionare UE 2020: la Commissione propone che il Consiglio europeo assuma la guida di UE 2020, adottando le decisioni fondamentali e fissando gli obiettivi, e si augura un ruolo più incisivo del Parlamento europeo nonché un forte interesse e coinvolgimento dei Parlamenti nazionali. I nuovi orientamenti sostituiranno quelli in vigore dal 2005 nell’ambito della Strategia di Lisbona e gli Stati membri saranno invitati a definire obiettivi nazionali. Commissione e Consiglio europei valuteranno poi ogni anno i progressi compiuti a livello europeo e nazionale.

INFORMAZIONI:

http://ec.europa.eu/eu2020

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