L’Ue cambi politica in Medio Oriente

novembre 2009

Un gruppo di 15 Ong europee impegnate negli ambiti umanitario, dello sviluppo, dei diritti umani e della pace hanno scritto all’Ue per chiedere un netto cambio di approccio nella sua politica estera per quanto concerne il processo di pace in Medio Oriente. Le Ong, tra le quali Amnesty International, Oxfam International e Pax Christi International, denunciano il fatto che l’Ue abbia fallito ad esempio nel dare un supporto piuttosto ambiguo a un’inchiesta indipendente sulla guerra di Gaza del dicembre 2008, a differenza di quanto fatto invece in modo attivo per altri recenti conflitti quali quelli in Sri Lanka e Georgia. All’Ue, e in particolare al suo Consiglio Affari generali e Relazioni esterne, è richiesto di correggere le molte contraddizioni e l’incoerenza evidenziate finora nel rapporto con le parti in causa del conflitto mediorientale, perché solo così è possibile assumere un ruolo imparziale e costruttivo per ricercare un’equa e possibile soluzione del problema israelo-palestinese. L’Ue, sottolineano le Ong, è il principale partner commerciale di Israele nonché il principale donatore verso l’Autorità palestinese e membro del Quartetto per il Medio Oriente, tutti elementi che devono essere maggiormente considerati per definire le politiche e le azioni sia dell’Ue che dei suoi Stati membri a livello internazionale e verso le parti in conflitto. «La posizione dell’Ue ha un impatto sul processo diplomatico e sugli sviluppi sul campo. Il supporto, la condanna o il silenzio dell’Ue rispetto alle varie azioni delle parti in conflitto manda un importante segnale che può influenzare la comunità internazionale» osservano le Ong, facendo riferimento a tutte le principali questioni quali il muro di separazione, gli insediamenti e gli avamposti israeliani, le violazioni dei diritti umani, il trasferimento di armamenti e le varie pratiche di conflitto messe in atto dalle due parti. Ma le dichiarazioni ufficiali, pur importanti, non sono sufficienti secondo le Ong, che chiedono quindi all’Ue di adottare politiche e misure concrete che diano effetto alle necessarie e chiare prese di posizione.

INFORMAZIONI: http://www.aieu.be/static/documents/2009/EU_position_on_MEPP_-_paper.pdf

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