Una strategia europea per salvare il Mediterraneo

settembre 2009

Da sempre il “mare tra le terre”, qual è il Mar Mediterraneo, vero e proprio crocevia di tre continenti, è caratterizzato da un’economia marittima intensa e vitale. Il Mediterraneo è infatti un’importante fonte d’occupazione per coloro che vivono lungo le sue rive, con oltre 450 porti e stazioni marittime, nonché una delle più importanti vie navigabili del mondo: un quarto del trasporto marittimo mondiale di petrolio, ad esempio, passa infatti per questo mare.
Le prospettive per il Mediterraneo non sono però incoraggianti. Vi sono indizi di un grave deterioramento dell’ambiente marino mediterraneo. L’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche e il degrado costiero richiedono che si corra urgentemente ai ripari, se non si vuole che i danni diventino irreversibili. Il fatto che il traffico marittimo sia in rapida crescita non fa altro che aumentare la necessità di vie marittime più sicure e più sostenibili. «È necessario approntare risposte efficaci per il caso in cui, com’è probabile, i cambiamenti climatici avranno gravi conseguenze economiche e sociali. La situazione che vediamo attorno a noi ci indica che occorrono nuovi strumenti per affrontare realtà nuove» ha dichiarato il commissario europeo responsabile per gli Affari marittimi e la pesca, Joe Borg, presentando la nuova strategia dell’Ue per una politica marittima integrata, intesa a fronteggiare le varie sfide poste dal settore marittimo nel bacino del Mediterraneo. «Quanto più precisamente saremo in grado di identificare le minacce, tanto più facilmente potremo trovare le soluzioni, e ciò dovrebbe rafforzare la nostra motivazione a collaborare per attuare tali soluzioni. Per risolvere tutti questi problemi occorre che nell’elaborare la politica marittima mediterranea si adotti una strategia olistica o, in altre parole, onnicomprensiva» ha aggiunto Borg.

più cooperazione e politica transettoriale
Potenziare la gestione degli affari marittimi condurrebbe ad una crescita più sostenibile nella regione mediterranea, secondo la Commissione europea. La concorrenza per l’utilizzo dello spazio marino, le minacce alla sicurezza marittima, il degrado ambientale, nonché gli effetti negativi dei cambiamenti climatici indicano la necessità di una risposta più coordinata della governance marittima nella regione, sottolinea la Commissione europea che invita a potenziare la collaborazione con partner mediterranei non appartenenti all’Ue.
La cooperazione tra i Paesi rappresenta però solo «metà della soluzione al problema» osserva l’esecutivo europeo, invitando i responsabili delle decisioni ad abbandonare la politica “per settore” e adottare invece una politica più ampia che tenga conto dei collegamenti tra le varie attività marittime. Per questo la Commissione avanza alcune proposte:
- incoraggiare le parti interessate e le amministrazioni della regione a gestire gli affari marittimi in maniera più integrata e ad impegnarsi in attività prioritarie per la governance marittima;
- analizzare le possibilità di promuovere la cooperazione tra le parti interessate e le amministrazioni provenienti sia dai settori marittimi che da tutta l’area del Mediterraneo;
- favorire lo scambio delle migliori pratiche tra gli Stati membri del Mediterraneo nel quadro di una politica marittima integrata, ad esempio con il supporto di finanziamenti Ue per la cooperazione territoriale;
- rendere disponibile l’assistenza tecnica nel quadro dello strumento europeo di vicinato e partenariato per i Paesi del Mediterraneo non appartenenti all’Ue che desiderano perseguire un approccio più integrato agli affari marittimi;
- promuovere la ratifica e l’implementazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982;
- istituire un gruppo di lavoro sulla politica marittima integrata, esteso all’intero bacino, per promuovere il dialogo e la cooperazione con i partner del Mediterraneo non appartenenti all’Ue;
- potenziare la cooperazione multilaterale e intersettoriale attraverso studi specifici e una più ampia panoramica degli attuali accordi internazionali e regionali che regolano le attività marittime nel Mediterraneo.
gli strumenti già esistenti
La politica marittima integrata, avviata nel 2007, ha sviluppato e promosso numerosi strumenti di ausilio alla governance marittima, quali:
-  La pianificazione dello spazio marittimo (Psm), per un migliore utilizzo dello spazio marino. La Commissione sta avviando uno studio per valutare la possibilità di applicare la Psm nell’area del Mediterraneo. Tale studio sarà seguito da una verifica volta a incoraggiare le pratiche trasversali di Psm.
-  La gestione integrata delle zone costiere (Gizc), coste e isole, e un approccio più coerente sui due lati della frontiera terra/mare. La Commissione fornirà un inventario accessibile via Internet relativo alle migliori pratiche relative a tutti i bacini marittimi e accrescerà ulteriormente la “base di conoscenze” sulla Gizc nel Mediterraneo attraverso il Settimo programma quadro europeo per la ricerca.
-  Iniziative di ricerca integrata, che la Commissione intende rafforzare in conformità della strategia europea per la ricerca marina e marittima. Nella fattispecie, verrà sviluppata, nell’ambito del Settimo programma quadro, un’importante opportunità di ricerca intersettoriale per l’area del Mediterraneo.
-  La sorveglianza marittima integrata per rendere più sicuro il mar Mediterraneo. Sei Stati membri costieri hanno già intrapreso un progetto pilota per potenziare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali responsabili del monitoraggio e della sorveglianza marittima. Tale progetto contribuirà ad un sistema di sorveglianza più coerente in tutta l’area del Mediterraneo.

il ruolo dell’Ue
Nonostante solo sette Stati costieri del Mediterraneo siano membri dell’Ue, è chiaro che l’Europa ha un ruolo fondamentale per la prosperità politica, economica e sociale della regione. «Spero con tutto il cuore che anche i nostri partner mediterranei accoglieranno a braccia aperte le nuove opportunità che un approccio integrato può offrire» ha detto il commissario europeo. La Commissione intende quindi istituire un gruppo di lavoro ad hoc sul Mediterraneo al quale partecipino tutti gli Stati costieri, per coinvolgerli ulteriormente nell’elaborazione della politica marittima integrata e per favorire lo scambio di buone pratiche e know-how. Inoltre dovrebbe essere realizzato uno studio per capire quali potrebbero essere i costi e i benefici dell’eventuale creazione di zone marittime nel Mediterraneo. Infine, nell’ambito del Settimo programma quadro europeo per la ricerca saranno finanziati studi interdisciplinari al fine di integrare la conoscenza del Mediterraneo con contributi su questioni di grande importanza per la gestione delle risorse marine e la politica marittima, come ad esempio i cambiamenti climatici o l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi costieri e marini.
«Il compito che ci siamo dati è difficile ma non insormontabile – ha osservato Borg – Crediamo che questo approccio, nuovo ma logico, gioverà in egual misura a tutti gli operatori interessati, gli Stati e i cittadini. In ultima analisi, un’economia marittima mediterranea sostenibile è una buona notizia per tutti coloro la cui vita dipende, più o meno direttamente, da questo mare».

INFORMAZIONI: http://ec.europa.eu/maritimeaffairs/mediterranean_en.html

NUOVO PIANO DELL’UE CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

È stato presentato dalla Commissione europea un piano per incrementare i finanziamenti internazionali destinati ad aiutare i Paesi in via di sviluppo a lottare contro i cambiamenti climatici.
L’obiettivo ultimo del progetto è quello di aumentare le possibilità di raggiungere un accordo ambizioso durante la Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, che si terrà a Copenaghen nel dicembre prossimo. Si prevede, infatti, che nel 2020 i Paesi in via di sviluppo dovranno sostenere delle spese annuali intorno ai 100 miliardi di euro per ridurre le emissioni del gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici. Queste spese saranno coperte da tre fonti principali di finanziamento: i fondi pubblici e privati dei Paesi in via di sviluppo potranno coprire tra il 20% e il 40%; il mercato internazionale del carbonio intorno al 40%; il resto sarà a carico dei fondi pubblici internazionali. L’idea della Commissione è che i Paesi industrializzati e i Paesi in via di sviluppo economicamente più avanzati si facciano carico di queste spese in proporzione al loro grado di responsabilità nelle emissioni e alle loro capacità contributive.
Ciò potrebbe comportare per l’Unione europea un apporto tra i 900 e i 3900 milioni di euro nel 2013 e tra i 2 e i 15 miliardi di euro annuali nel 2020, se si raggiungerà un accordo ambizioso a Copenaghen.

INFORMAZIONI: http://ec.europa.eu/environment/climat/future_action.htm

SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITÀ

Dal 16 al 22 settembre, nell’ambito della settimana della mobilità organizzata ogni anno dall’Ue, oltre 133 milioni di persone in più di 1300 città grandi e piccole di tutta Europa hanno dato vita ad una serie di attività intese a dimostrare che è possibile muoversi in modo diverso e sostenibile.
“Strade per la gente” è stato il tema scelto per l’edizione 2009, con una chiara presa di posizione: non è costruendo più strade che si risolveranno i problemi di trasporto. Durante la settimana della mobilità, le autorità locali sono state invitate a riservare alcune strade al traffico non motorizzato.
Varie le iniziative messe in atto, tra queste: la creazione di zone a traffico limitato o senz’auto; l’avvio di programmi di riduzione della velocità; il miglioramento delle reti di piste ciclabili e delle attrezzature per i ciclisti e il varo di nuove flotte di autobus ecologici.
Ogni autorità locale partecipante ha inaugurato almeno un nuovo progetto permanente, in linea con l’anno precedente quando erano state varate in media 2,4 misure permanenti. Ad esempio, la città che si è aggiudicata il premio per il 2007, Léon, ha inaugurato una nuova linea di autobus e una nuova pista ciclabile; nel 2006 Copenaghen aveva vinto il premio effettuando 15 nuovi esperimenti sul traffico, per esempio mettendo alla prova nuove strategie di parcheggio.
La settimana si è chiusa con una giornata senz’auto, che ha visto la cerchia dei partecipanti estendersi al di là delle frontiere europee: si sono associati anche la Cina (per la prima volta), il Brasile, il Canada e la Thailandia.
«La lotta al cambiamento climatico e il miglioramento della qualità dell’aria sono fondamentali per il nostro benessere futuro. La settimana europea della mobilità contribuisce a rendere più respirabile l’aria delle nostre città» ha dichiarato Stavros Dimas, commissario europeo per l’Ambiente.

INFORMAZIONI: http://www.mobilityweek.eu

SICUREZZA ALIMENTARE: IL PUNTO EUROPEO SUGLI OGM

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha indetto una riunione a livello europeo per discutere degli sviluppi scientifici in materia di organismi geneticamente modificati (Ogm), invitandovi a partecipare le Ong interessate.
L’Efsa, che ha l’impegno di mantenere un dialogo aperto con le organizzazioni della società civile impegnate in materia alimentare, rende noto di non essere «né a favore né contro la tecnologia degli Ogm» e che il suo ruolo consiste esclusivamente nel «fornire una valutazione indipendente della sicurezza di ogni Ogm in base a metodologia e standard di valutazione dei rischi più rigorosi, il tutto secondo le linee guida dell’Unione europea e gli orientamenti concordati a livello internazionale».
La riunione proposta dall’Efsa, in programma a Parma il 2 ottobre e a cui sono stati invitati i rappresentati delle principali Ong, tra cui Friends of the Earth, l’Ufficio europeo dell’ambiente (Eeb) e le associazioni di consumatori quali ad esempio l’Ufficio europeo delle Unioni dei consumatori (Beuc), rappresenta un’opportunità per aggiornare sulle attività dell’Efsa in materia di Ogm offrendo a scienziati e rappresentanti delle Ong la possibilità di confrontarsi in merito ad attività o altre importanti questioni relative agli Ogm (soprattutto riso e mais geneticamente modificati).
Intanto, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha organizzato a Bruxelles nei giorni 14-15 settembre una Conferenza sulla valutazione del rischio degli Ogm per l’ambiente e la salute dell’uomo e degli animali, incontro che ha inteso migliorare la comprensione del ruolo dei valutatori del rischio nel processo di autorizzazione e fornire all’Efsa una piattaforma per la discussione con gli Stati membri, le parti interessate e gli altri partecipanti.

INFORMAZIONI: http://www.efsa.europa.eu

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