Il benessere non è solo Pil

settembre 2009

Era l’autunno del 2007 quando una rete di partner (Parlamento europeo, Commissione europea, Ocse, Club di Roma, Wwf) diede vita alla prima edizione della Conferenza Beyond Gdp, finalizzata a scambiare opinioni, informazioni e punti di vista in merito agli indicatori e ai criteri di misurazione della ricchezza e dello sviluppo. La Conferenza è giunta alla sua terza edizione ed ha coinciso con la diffusione di una comunicazione della Commissione europea intitolata “Non solo Pil. Misurare il progresso in un mondo in cambiamento”. Il Pil (Prodotto interno lordo) è la grandezza macroeconomica che sintetizza il livello di ricchezza prodotto da un Paese ed è diventato l’indicatore maggiormente usato per misurare il livello di sviluppo. Tale indicatore però, si legge nella comunicazione, non può essere il solo anche perché non coglie alcuni aspetti che nell’attuale fase di cambiamento sono molto rilevanti, primi tra tutti i temi della sostenibilità ambientale e dell’esclusione sociale. La comunicazione propone quindi la costruzione di nuovi indicatori che consentano di misurare il benessere e il progresso, superando il tradizionale indicatore economico del Pil. Cinque le azioni prioritarie individuate: in primo luogo si vuole pervenire all’elaborazione di un indicatore – la cui versione “pilota” sarà presentata nel 2010 – che consenta di valutare il progresso compiuto nei principali settori della politica e della tutela ambientali. Altrettanto necessaria è ritenuta l’intensificazione degli sforzi per accelerare i tempi nella produzione di dati relativi all’ambiente e alla situazione sociale; oggi tali dati sono diffusi con un scarto di mesi o anni a fronte dello scarto di poche settimane che si è raggiunto per i dati economici. Sono poi citate come priorità la produzione di «relazioni più accurate sulla distribuzione e sulle diseguaglianze», che consentiranno una migliore definizione delle politiche in materia di coesione sociale ed economica, e la creazione di una «tabella europea di valutazione dello sviluppo sostenibile per permettere di determinare le tendenze ambientali e il benchmarking delle migliori pratiche». Infine, la Commissione lavorerà all’integrazione del Pil e dei conti nazionali, che presentano la produzione, il reddito e la spesa nell’economia, con una contabilità ambientale e sociale.
INFORMAZIONI: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2009:0433:FIN:IT:PDF

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