Trattato e crisi al centro del Consiglio europeo

luglio 2009

Garanzie giuridiche all’Irlanda per un nuovo referendum sul Trattato di Lisbona, designazione del presidente della Commissione europea, politica estera, immigrazione, clima e crisi nei suoi aspetti economico-finanziari e sociali sono stati i punti discussi durante il Consiglio europeo svoltosi a Bruxelles nei giorni 18-19 giugno scorsi.
Sulla situazione dell’Irlanda, la cui approvazione del Trattato di Lisbona è necessaria per l’entrata in vigore, il Consiglio europeo ha convenuto che le preoccupazioni irlandesi sulla politica fiscale, il diritto alla vita, l’istruzione e la famiglia, nonché la politica tradizionale di neutralità militare dell’Irlanda «saranno affrontate con reciproca soddisfazione dell’Irlanda e degli altri Stati membri nel rispetto delle necessarie garanzie giuridiche», così come «sarà ribadita la grande importanza attribuita ad una serie di questioni sociali, diritti dei lavoratori compresi». Al proposito è stato adottato un protocollo specifico, allegato alle conclusioni del Vertice, che entrerà in vigore col nuovo Trattato. I capi di Stato e di governo hanno poi trovato un accordo all’unanimità per designare José Manuel Barroso a un nuovo mandato alla presidenza della Commissione europea per il periodo 2009-2014.
Per quanto riguarda le modalità per affrontare «la recessione più profonda e più estesa del dopoguerra», il Consiglio ritiene «essenziale che l’Ue continui a sviluppare ed attuare le misure necessarie» basandosi sui risultati conseguiti negli ultimi mesi, con un sostegno finanziario complessivo di circa il 5% del Pil nel 2009/2010. Il Consiglio europeo ha ribadito il suo impegno a favore di finanze pubbliche sane e del Patto di stabilità e crescita: «L’evoluzione futura resta incerta; (…) il Consiglio ribadisce la determinazione a fare il necessario per ripristinare posti di lavoro e crescita. È importante che il risanamento vada di pari passo con la ripresa economica». La lotta alla disoccupazione «resta una priorità fondamentale» hanno dichiarato i leader politici europei, secondo i quali l’Ue ha un ruolo importante per assicurare che le misure adottate siano «coordinate, sinergiche e conformi alle norme del mercato unico», senza dimenticare la necessità di «salvaguardare e rafforzare ulteriormente la protezione sociale, la coesione sociale e i diritti dei lavoratori». In materia di immigrazione illegale, il Consiglio europeo ritiene «essenziale una risposta europea determinata, ispirata ai principi di fermezza, solidarietà e responsabilità condivisa», in linea con il Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo e con l’approccio globale in materia di migrazione, «di cui occorre accelerare l’attuazione, specie per quanto riguarda la cooperazione con i Paesi di origine e di transito». Un appello è poi stato rivolto a livello mondiale affinché sia raggiunto un accordo globale e ambizioso alla Conferenza di Copenaghen sui cambiamenti climatici, perché «è giunto il momento che la comunità internazionale attui gli impegni necessari per contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2ºC».
INFORMAZIONI: http://www.consilium.europa.eu

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