La politica ambientale del Parlamento europeo

giugno 2009

La politica ambientale dell’Unione europea è piuttosto recente rispetto alle politiche “storiche” comunitarie: nella sua evoluzione ha abbracciato diverse tematiche, dalla prevenzione degli incidenti industriali alla protezione della biodiversità. Oggi si concentra su alcuni obiettivi chiave, tra cui il tema dei cambiamenti climatici e dell’energia pulita, dei trasporti, del  consumo e della produzione sostenibili, della conservazione e gestione delle risorse naturali. Al suo interno svolge un ruolo importante il Parlamento europeo, nel momento in cui esso adotta atti legislativi insieme al Consiglio in materia ambientale tramite la procedura di codecisione.

direttiva sulle sostanze chimiche
Una delle conquiste più recenti e rilevanti dell’ultimo ventennio è stata l’adozione di una direttiva sulle sostanze chimiche. Approvata il 18 dicembre 2006 ed entrata in vigore il 1° giugno 2007, la direttiva Reach (Registration, Evaluation, and Authorization of Chemicals – registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche) ha lo scopo di evitare i rischi di contaminazione dell’aria, dell’acqua e del suolo a vantaggio della biodiversità, della salute e della sicurezza dei cittadini europei e di migliorare la conoscenza dei composti chimici prodotti e importati da parte delle aziende del settore. Il sistema introdotto da questa nuova direttiva non opera più la distinzione tra sostanze “esistenti” e “nuove” –  cioè tra le sostanze immesse sul mercato prima del 1981 e quelle successive – utilizzata dalla normativa precedente nel nostro ordinamento, ma si avvale di una serie di elementi quali, appunto: la registrazione delle sostanze chimiche presso l’apposita Agenzia europea, la valutazione della pericolosità delle sostanze, l’autorizzazione di alcune sostanze particolarmente nocive per la salute e per l’ambiente e le restrizioni relative alla fabbricazione, commercializzazione e uso di talune sostanze nocive.
Parte della comunità scientifica considera la direttiva Reach un importante passo avanti per la tutela di lavoratori e di consumatori. Tuttavia, il Parlamento sembra non essere particolarmente soddisfatto dal risultato raggiunto riguardo il mancato inserimento dell’obbligo di sostituire le sostanze ad alto rischio presenti nei prodotti destinati ai consumatori nei casi in cui ci siano delle alternative. Inoltre, associazioni ambientaliste e animaliste hanno protestato per la carenza di misure adeguate nella gestione del rischio circa l’utilizzo di tali sostanze e per la mancata disincentivazione dell’impiego di test su cavie animali.

altri provvedimenti
Durante l’ultima legislatura (2004-2009), l’Europarlamento ha approvato una serie di strumenti legislativi volti a migliorare le prestazioni ambientali e a fornire al pubblico informazioni sulla gestione ambientale. In particolare è stato modificato con il regolamento 196/2006 lo schema di eco-management e di audit dell’Ue, l’Emas, che rientra tra gli strumenti volontari attivati nell’ambito del VI Programma d’azione europeo per l’ambiente. Questo strumento, nella sua nuova versione, ha l’obiettivo di promuovere prestazioni ambientali (tramite valutazioni di conformità da parte di un ente accreditato) delle Piccole e medie imprese, delle amministrazioni e delle organizzazioni internazionali registrate con il logo Emas.
Nel 2007 il Parlamento europeo ha approvato il regolamento istitutivo dello strumento finanziario per l’ambiente Life+, che favorisce l’attuazione del VI Programma d’azione, stabilendo un budget di 300 milioni di euro all’anno per i programmi legati all’ambiente (anche di sostegno alle Ong) che propongono competitività e innovazione nelle politiche ambientali. Sempre nello stesso anno l’Europarlamento ha adottato una direttiva volta a prevenire e ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici nocivi e a definire obiettivi specifici per il miglioramento della qualità dell’aria. In particolare essa prevede una valutazione dei criteri per stabilire i limiti tollerabili di inquinanti atmosferici quali il monossido di carbonio e l’ozono, il particolato Pm10 e le polveri sottili Pm2,5.

le decisioni più recenti
Nel corso del 2008 la politica ambientale ha visto un proliferare di direttive specifiche su varie tematiche ambientali. Per esempio, nel periodo che va da maggio a luglio 2008 sono state adottate quattro direttive che stabiliscono rispettivamente l’adozione di sanzioni penali sui reati ambientali gravi, la fissazione di standard di qualità ambientale per le acque di superficie dell’Ue, la fissazione di misure per ridurre la produzione di rifiuti e la riduzione del 5% delle quote di emissione dei voli interni all’Ue a partire del 2013. Tra ottobre e dicembre 2008 sono inoltre state adottate altre due direttive: una riguardante l’introduzione di veicoli puliti e a basso consumo energetico per gli enti pubblici e criteri ambientali per i mezzi di trasporto delle aziende private, mentre l’altra è il noto Pacchetto clima-energia con l’obiettivo del cosiddetto “20/20/20”.
Nell’ultimo mese della sesta legislatura il Parlamento ha adottato un regolamento che semplifica le norme sul marchio europeo di qualità ecologica per promuovere la riduzione degli effetti negativi su consumo, ambiente, salute e clima (Ecolabel). Il regolamento, in particolare, prevede l’applicazione a prodotti e servizi (inclusi cibi biologici, ma non medicinali e prodotti tossici) dei criteri per beneficiare di un incentivo fiscale.
Infine, pochi giorni dopo l’Europarlamento ha approvato una direttiva che estende la normativa sulla progettazione ecocompatibile (Ecodesign) a tutti i prodotti connessi al risparmio energetico.

INFORMAZIONI: http://www.europarl.europa.eu

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