Ces: in Europa serve un nuovo Patto sociale

giugno 2009

Madrid, Bruxelles, Praga e Berlino sono le città scelte dai sindacati europei per le Giornate di azione europea, organizzate dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces) per chiedere che il lavoro e i cittadini siano posti al centro delle priorità politiche europee.
In una situazione di crisi, con la disoccupazione in continuo aumento, i sindacati europei hanno infatti deciso di manifestare a difesa dell’occupazione e per ribadire la necessità di compiere ogni sforzo al fine di permettere ai lavoratori di mantenere il loro posto di lavoro. «Noi vogliamo politiche sociali e del lavoro che incrementino la sicurezza, non la flessibilità. Queste politiche sono un prerequisito per un’Europa sociale capace di sviluppare pienamente il suo potenziale» sostiene la Ces.
Le manifestazioni svoltesi il 14 maggio a Madrid, il 15 maggio a Bruxelles, il 16 maggio a Praga e Berlino, con il coinvolgimento di circa 350.000 persone, hanno voluto esprimere la totale contrapposizione dei sindacati europei «all’abuso del capitalismo finanziario», che secondo la Ces sta portando sempre di più verso l’ingiustizia e le diseguaglianze sociali. «La protezione sociale deve essere ampliata, anche per evitare l’aumento dell’esclusione sociale» osservano i sindacati europei che chiedono invece un nuovo Patto sociale europeo, attraverso cui sia data priorità alla giustizia sociale, alla solidarietà e a posti di lavoro migliori e più numerosi, nonché a salari e pensioni migliori, servizi assistenziali e previdenziali più solidi, maggiori sussidi per proteggere il potere d’acquisto e diritti di partecipazione effettivi.
Pubblichiamo di seguito il manifesto della mobilitazione sindacale europea:

Lotta alla crisi: le persone prima di tutto

” I lavoratori, senza averne nessuna colpa, stanno pagando a carissimo prezzo gli sconsiderati eccessi del mondo degli affari, soprattutto delle banche: disoccupazione in forte crescita, diffusione del precariato e della povertà, riduzione del potere d’acquisto e aumento del debito pubblico.
La Ces lancia quindi un’offensiva per un nuovo Patto sociale in Europa, basato sul seguente piano in cinque punti:

• Vasto programma di rilancio, mirato ad offrire posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità, a proteggere l’occupazione nelle industrie chiave, ad investire in tecnologie nuove e sostenibili e a preservare i servizi pubblici essenziali;

• Salari e pensioni migliori, servizi assistenziali e previdenziali più solidi, sussidi maggiori per proteggere il potere d’acquisto e diritti di partecipazione effettivi, necessari per sostenere l’economia;

• Porre fine alle recenti decisioni della Corte di giustizia europea a favore delle libertà di mercato e a discapito dei diritti fondamentali e degli accordi collettivi, confermando gli obiettivi sociali del mercato interno e garantendo uguaglianza di trattamento e di retribuzione per i lavoratori migranti “distaccati”;

• Regolamentazione efficace dei mercati finanziari, equa distribuzione della ricchezza, senza un ritorno al capitalismo casinò o alle cattive abitudini che hanno caratterizzato i mercati finanziari negli ultimi 20 anni;

• Una Banca centrale europea impegnata nella crescita e nella piena occupazione, e non solo a favore della stabilità dei prezzi. ”

INFORMAZIONI: http://www.etuc.org/a/6187

UN VOTO PER L’EUROPA SOCIALE

In occasione della Festa dell’Europa, il 9 maggio scorso, la Confederazione europea dei sindacati (Ces) aveva lanciato una campagna per le elezioni europee, basata su nove punti chiave sottolineati in un Manifesto. Il movimento sindacale europeo esortava i cittadini europei a votare per un’Europa sociale, ricordando che i lavoratori europei hanno bisogno del Parlamento europeo e che il Parlamento stesso è maggiormente legittimato da un’elevata partecipazione al voto.
Il Parlamento europeo nella sesta legislatura, spesso in linea con le mobilitazioni sociali e sindacali, «ha raggiunto alcuni risultati contro la tendenza neoliberale, ma non abbastanza» ha osservato la Ces, sottolineando la necessità di «un’Europa più equa e sociale» e avanzando alcune richieste al nuovo Europarlamento:
• Un’azione per rafforzare i diritti dei lavoratori e dei sindacati adottando un Protocollo sul progresso sociale e una revisione della direttiva sui lavoratori distaccati per correggere le recenti sentenze della Corte di giustizia europea (Laval, Viking, Rüffert, Luxemburg). Ciò è cruciale per ripristinare i fondamentali diritti sulla libertà di movimento dei lavoratori e dei servizi.
• Un New Deal Sociale per la crisi economica, con un pieno coinvolgimento dei lavoratori e dei sindacati, con lo scopo di raggiungere la piena occupazione, lavori di qualità, migliori paghe e pensioni, welfare più forti, sviluppo sostenibile e una più stringente regolazione dei mercati finanziari.
• Un’Europa sociale più forte e un approccio fiscale coordinato.
• Un piano equo sull’orario di lavoro che protegga i lavoratori dall’orario prolungato, e che assicuri che tutti i lavoratori possano avere il tempo per conciliare lavoro e famiglia.
• Una migliore protezione dei diritti del lavoro e dalla sicurezza sociale e una transizione verso lavori di qualità.
• Una nuova strategia europea dell’industria basata su innovazione, ricerca e sviluppo, investimento, istruzione e formazione ed un ambiente sostenibile per assicurare altresì una giusta e rapida transizione verso un’economia a basso consumo di carbone.
• Una nuova iniziativa per l’uguaglianza di genere per combattere la persistente discriminazione, specialmente nella differenza salariale, per assicurare che le donne beneficino delle azioni per contrastare la crisi economica.
• Protezioni più forti ed equo trattamento per i lavoratori migranti e mobili, ed impegni più concreti per lottare contro razzismo, xenofobia, e nazionalismo.
• Rispetto per i servizi pubblici e migliore protezione statale, investimenti di qualità a  lavoro.

INFORMAZIONI: http://www.etuc.org/a/6111

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